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"Stitches", come cucire lo strappo nell'anima

Snežana Bogdanovic in una scena di Stitches,
del regista serbo Miroslav Terzic 
PSYCHO Cinema e memoria: nel film del regista serbo Miroslav Terzic una donna cerca il figlio perduto
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«Perdonami, dimmi se ti disturbo, vai per la tua strada, io continuerò anche da lontano a proteggerti e amarti. Volevo dire tutto, ma il sospiro mi tradisce, allora è meglio toccarti il cuore col silenzio …». Queste, le riporto per intero, le parole della malinconica canzone che accompagna i titoli di coda di Stitches. Un legame privato, opera seconda del regista serbo Miroslav Terzic. Un film carico di indizi psicologici che racconta, come molti film che provengono dal mondo balcanico, una storia di trauma e di memoria.

Ispirato a una storia vera, Stitches racconta il dolore e la tenacia di Ana, una sarta di Belgrado da anni alla ricerca del figlio dichiarato morto alla nascita, ma mai sepolto. La sua testardaggine d’amore rende difficile la convivenza con la figlia, adolescente arrabbiata, e il marito, un mite guardiano notturno: loro hanno abbandonato la speranza di conoscere il destino di questo figlio rubato alla vit…

«Perdonami, dimmi se ti disturbo, vai per la tua strada, io continuerò anche da lontano a proteggerti e amarti. Volevo dire tutto, ma il sospiro mi tradisce, allora è meglio toccarti il cuore col silenzio …». Queste, le riporto per intero, le parole della malinconica canzone che accompagna i titoli di coda di Stitches. Un legame privato, opera seconda del regista serbo Miroslav Terzic. Un film carico di indizi psicologici che racconta, come molti film che provengono dal mondo balcanico, una storia di trauma e di memoria.

Ispirato a una storia vera, Stitches racconta il dolore e la tenacia di Ana, una sarta di Belgrado da anni alla ricerca del figlio dichiarato morto alla nascita, ma mai sepolto. La sua testardaggine d’amore rende difficile la convivenza con la figlia, adolescente arrabbiata, e il marito, un mite guardiano notturno: loro hanno abbandonato la speranza di conoscere il destino di questo figlio rubato alla vita, ma Ana è decisa a indagare. Sono circa cinquecento i casi di sparizione di neonati nella Serbia degli anni Novanta, molte famiglie stanno ancora cercandoli. Nessun caso è stato risolto e non è difficile intuire una storia mostruosa di mercato delle adozioni.

Stitches significa punti: quelli della sarta che cuce la storia, tiene insieme i frammenti del trauma, sutura i lembi delle ferite mentali. Punti come legami, rimedi domestici che trafiggono vite strappate per poterle tenere insieme. Con i suoi “punti”, Ana ci invita a guardare i due mondi della genitorialità, la genetica e il desiderio. Perché dare i punti è narrare, accostare le parti, rammendare il tessuto affettivo strappato, curare il trauma. Con Stitches il verbo “cucire” entra a pieno titolo tra le parole chiave della psicanalisi

Sul Venerdì del 28 maggio 2021