Ragazzi, serve un piano
di Curzio Maltese , di Curzio MalteseIl nostro Paese, come ben sappiamo, non è un Paese per giovani, ma questo non significa che debba essere così per sempre. L'anno d'isolamento causato dalla pandemia è stato una sciagura e non ha risparmiato i ragazzi. Il conteggio dei giovani che hanno lasciato la scuola a causa della didattica a distanza raggiunge la soglia di duecentomila. Un segno pesantissimo in una scuola che vedeva già una bassa percentuale di studenti, e i numeri non sono altro che l'espressione di un disagio profondo. Hanno dovuto affrontare un problema serio di solitudine, proprio nel momento più critico della vita, l'adolescenza, età in cui la socializzazione è fondamentale per la crescita. Gli amici, gli amori, il dialogo con i professori, con gli allenatori di sport, e poi il cinema, il teatro, la piazza, anche solo un aperitivo al bar per dare parola ai propri pensieri sono capisaldi a cui un ragazzo non può rinunciare. Come ogn…
Il nostro Paese, come ben sappiamo, non è un Paese per giovani, ma questo non significa che debba essere così per sempre. L'anno d'isolamento causato dalla pandemia è stato una sciagura e non ha risparmiato i ragazzi. Il conteggio dei giovani che hanno lasciato la scuola a causa della didattica a distanza raggiunge la soglia di duecentomila. Un segno pesantissimo in una scuola che vedeva già una bassa percentuale di studenti, e i numeri non sono altro che l'espressione di un disagio profondo. Hanno dovuto affrontare un problema serio di solitudine, proprio nel momento più critico della vita, l'adolescenza, età in cui la socializzazione è fondamentale per la crescita. Gli amici, gli amori, il dialogo con i professori, con gli allenatori di sport, e poi il cinema, il teatro, la piazza, anche solo un aperitivo al bar per dare parola ai propri pensieri sono capisaldi a cui un ragazzo non può rinunciare. Come ognuno di noi adulti ricorda benissimo, sono gli anni più pesanti dal punto di vista psicologico, quando ogni problema appare insormontabile ed eterno e soltanto lo scambio con gli altri permette di capire che invece può essere passeggero e sormontabile.
Un Paese che invecchia senza la speranza di un futuro diverso, se non trasferirsi all'estero - chi può - mentre altri si organizzano con un motorino per portare la pizza, è un Paese destinato a soccombere. È così da molto tempo e la pandemia ha acuito in modo esponenziale la situazione. La differenza è che oggi abbiamo l'opportunità di una svolta, perché ci sono i finanziamenti per farlo e perché c'è un governo in grado di gestirli. I Paesi del Nord Europa e persino alcuni dell'Est lo stanno già facendo da anni. La Finlandia ha investito così tanto nella scuola da passare dall'ultimo posto al primo, introducendo per esempio l'inizio dell'età scolastica a sette anni invece di sei, in barba a chi spreme i bambini con un'insensata competizione a chi arriva al banco prima degli altri. Anche in Italia, nonostante tutto, esiste qualche esempio positivo, come l'esperimento della scuola di partito Pier Paolo Pasolini di Milano. Come scrive il suo direttore, Massimo Recalcati, "si tratta di ridare alla politica il suo necessario respiro culturale per leggere le trasformazioni in corso e i nuovi orizzonti del mondo contemporaneo".
Sul Venerdì del 28 maggio 2021