Un primo della classe, pieno di sé al punto da sostenere tesi opposte su due giornali di Boston, sotto differenti pseudonimi. John Adams era nato in Massachusetts, nel 1735, in una famiglia benestante. I genitori lo volevano ecclesiastico ma lui volle fare l'avvocato. Era un convinto indipendentista e rischiò la reputazione e la carriera con la scelta impopolare di difendere i soldati inglesi che, assaliti nelle strade di Boston, avevano ucciso 5 rivoltosi. Gli andò bene. Adams ottenne l'assoluzione dei soldati e molti apprezzamenti per il coraggio e la professionalità. Durante la Guerra d'Indipendenza, girò l'Europa come diplomatico assieme a Jefferson. La loro attività portò, nel 1783, al trattato di Parigi.
Quando, cinque anni dopo, Washington fu eletto Presidente, Adams diventò il suo vice. Nel dibattito parlamentare sul titolo da attribuire al Presidente, Adams propose «Sua Altezza», fu bocciato e si guadagnò l'appellativo di «Sua Rotondità», caustico riferimento all'ego e al fisico debordanti. Dopo otto anni trascorsi all’ombra di Washington, alle presidenziali del 1797, Adams fu sfidato da Thomas Jefferson, il Segretario di Stato.
La prima vera campagna presidenziale rimane una delle più infamanti. I due candidati non si sporcarono le mani lasciando campo libero ai rispettivi sostenitori. Adams fu dipinto dai Democratici-Repubblicani come «un ermafrodito che non ha la forza di un uomo né la sensibilità di una donna». I Federalisti descrissero Jefferson come «codardo e ateo, un pervertito con una innaturale ammirazione per l’anatomia dei negri». Vinse Adams per un soffio e si ritrovò, come vicepresidente, il rivale Jefferson, che prese più voti del vice proposto dai Federalisti.
Una Presidenza piuttosto grigia la sua, niente di memorabile, a parte il trasloco alla Casa Bianca, con il trasferimento del governo nella nuova capitale Washington. Da Presidente, sopiti gli ardori rivoluzionari, Adams rispolverò la sua tendenza più aristocratica che egualitaria e, nel 1799, promosse le leggi che limitarono i diritti degli stranieri negli Stati Uniti e introdussero il reato di vilipendio delle Istituzioni. A fine mandato, Adams era pronto a lasciare la Casa Bianca ma il Partito Federalista lo ricandidò, ancora contro Jefferson. Adams perse e accettò la sconfitta serenamente, ritirandosi nel suo Massachusetts, con la moglie Abigail, quattro figli e 13 nipoti.
Avendo un’ottima opinione di sé, John Adams visse felicemente per altri 25 anni, sempre in prima fila a ogni evento pubblico che rinverdisse la sua fama di Padre Fondatore. Recuperò anche l’originaria amicizia con il rivale politico Jefferson e realizzò il sogno della vita quando, nel 1825, suo figlio John Quincy fu eletto alla Casa Bianca. John Adams morì il 4 luglio dell’anno successivo a novant’anni, mentre, seduto davanti alla finestra, assisteva alla festa popolare per la Dichiarazione di Indipendenza che lui stesso aveva siglato, esattamente cinquant’anni prima.
(12 febbraio 2016)
Quando, cinque anni dopo, Washington fu eletto Presidente, Adams diventò il suo vice. Nel dibattito parlamentare sul titolo da attribuire al Presidente, Adams propose «Sua Altezza», fu bocciato e si guadagnò l'appellativo di «Sua Rotondità», caustico riferimento all'ego e al fisico debordanti. Dopo otto anni trascorsi all’ombra di Washington, alle presidenziali del 1797, Adams fu sfidato da Thomas Jefferson, il Segretario di Stato.
La prima vera campagna presidenziale rimane una delle più infamanti. I due candidati non si sporcarono le mani lasciando campo libero ai rispettivi sostenitori. Adams fu dipinto dai Democratici-Repubblicani come «un ermafrodito che non ha la forza di un uomo né la sensibilità di una donna». I Federalisti descrissero Jefferson come «codardo e ateo, un pervertito con una innaturale ammirazione per l’anatomia dei negri». Vinse Adams per un soffio e si ritrovò, come vicepresidente, il rivale Jefferson, che prese più voti del vice proposto dai Federalisti.
Una Presidenza piuttosto grigia la sua, niente di memorabile, a parte il trasloco alla Casa Bianca, con il trasferimento del governo nella nuova capitale Washington. Da Presidente, sopiti gli ardori rivoluzionari, Adams rispolverò la sua tendenza più aristocratica che egualitaria e, nel 1799, promosse le leggi che limitarono i diritti degli stranieri negli Stati Uniti e introdussero il reato di vilipendio delle Istituzioni. A fine mandato, Adams era pronto a lasciare la Casa Bianca ma il Partito Federalista lo ricandidò, ancora contro Jefferson. Adams perse e accettò la sconfitta serenamente, ritirandosi nel suo Massachusetts, con la moglie Abigail, quattro figli e 13 nipoti.
Avendo un’ottima opinione di sé, John Adams visse felicemente per altri 25 anni, sempre in prima fila a ogni evento pubblico che rinverdisse la sua fama di Padre Fondatore. Recuperò anche l’originaria amicizia con il rivale politico Jefferson e realizzò il sogno della vita quando, nel 1825, suo figlio John Quincy fu eletto alla Casa Bianca. John Adams morì il 4 luglio dell’anno successivo a novant’anni, mentre, seduto davanti alla finestra, assisteva alla festa popolare per la Dichiarazione di Indipendenza che lui stesso aveva siglato, esattamente cinquant’anni prima.
(12 febbraio 2016)