Il Venerdì

Ulysses S. Grant: l'eroe che amava i sigari e i cavalli

(Andrea Bozzo) 
Gran fumatore, soprannominato "Horse Whisperer" per le sue abilità di addestratore e cavaliere, comandò l'esercito degli Stati Uniti. Ma durante la presidenza (1869-1877) si propose come uomo di pace
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Ulysses, per gli amici Useless (inutile). Un ragazzo inconcludente e disadattato che diventò eroe di guerra, popolare quanto George Washington. Ulysses Simpson Grant era nato in Ohio nel 1822. Per raddrizzarlo, il padre, conciatore di pelli, lo mandò all’Accademia di West Point dove si distinse più per indisciplina che per attitudine militare. Grant partecipò alla guerra contro il Messico ma, nel 1853, sorpreso ubriaco da un superiore, dovette dimettersi dall’esercito. Per mantenere la famiglia (si era sposato con Julia da cui ebbe quattro figli) avviò svariate attività prima di rassegnarsi a fare l’impiegato, nella odiata conceria di famiglia. Nel 1861 arrivò un’altra guerra a salvarlo e a riportarlo in battaglia, in difesa dell’Unione, dove si conquistò la fiducia di Lincoln e i galloni di Comandante dell’esercito degli Stati Uniti. 

Raffinato stratega o macellaio fortunato? Gli storici si dividono ma c’è un indizio che sembra escludere la seconda ipotesi. Il generale Grant non sopportava la vista del sangue, al punto che cuoceva le bistecche fino a bruciarle. In ogni caso, alla fine della Guerra Civile era talmente popolare da ricevere innumerevoli regali personali e collettivi. Gli arrivarono più di 20 mila sigari (era un grande fumatore), i cittadini di Filadelfia gli donarono una villa, quelli di Boston una ricchissima collezione di libri, ma di sicuro il Generale apprezzò molto il regalo dei sempre pragmatici newyorchesi: 100 mila dollari in contanti.

I repubblicani lo scelsero come candidato alle presidenziali del 1868. Le vinse, diventando a 46 anni il Presidente eletto più giovane. Grant si propose come uomo di pace per sanare le ferite degli Stati del Sud e riconoscere i diritti civili dei neri e degli indiani. Fu lungimirante anche nel promuovere la creazione di scuole pubbliche. Tante buone intenzioni furono però offuscate dalla corruzione, molto diffusa nel suo governo, anche se il presidente Grant non fu coinvolto personalmente negli scandali. Durante il secondo mandato, la grave crisi economica del 1873 peggiorò le cose ma senza intaccare la sua enorme popolarità. 


Lasciata la Casa Bianca, Ulysses Grant partì con la moglie Julia per un giro del mondo che finì due anni dopo, quando finirono i soldi. Seguirono anni difficili e, in cerca di un lavoro ben retribuito, il Generale provò a ricandidarsi alle presidenziali del 1880, senza successo. Cominciò allora a scrivere articoli sulla Guerra Civile, a 500 dollari l’uno, fino a quando l’amico Mark Twain si offrì di pubblicargli un libro di memorie. Grant lo consegnò pochi giorni prima di morire, per un tumore alla gola, il 23 luglio 1885. Fu un bestseller che fruttò alla vedova Julia 450 mila dollari di diritti d’autore.

Ulysses S. Grant aveva una grande passione per i cavalli e veniva chiamato «horse whisperer» per la incredibile abilità nell’addestrarli. Il Presidente che «sussurrava ai cavalli» cavalcava spesso per le vie di Washington e una volta fu multato, per eccesso di velocità, da un poliziotto che non lo riconobbe.       


(13 maggio 2016)