Il Venerdì

Calvin Coolidge, detto Silent Cal o braccino corto

(Andrea Bozzo) 
Riservato e frugale, amava però accompagnare la moglie a fare shopping. Da presidente (1923-29) seguì la via del «meno tasse e nessun intervento del governo». Che per alcuni favorì la Grande Depressione
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Un uomo parsimonioso in tutto, al limite della tirchieria, poco in linea con i ruggenti anni Venti, innovativi per la radio, la moda, il cinema, il jazz, la lavatrice e il frigorifero. Per la sua riservatezza lo chiamavano «Silent Cal». Durante una cena alla Casa Bianca, una signora gli confessò di avere scommesso che gli avrebbe fatto dire almeno tre parole. Il presidente, serissimo, le disse: «Ha perso» e chiuse la conversazione. Calvin Coolidge non aveva usato molte parole neanche quando, alla morte improvvisa del presidente Harding, si era trovato a sostituirlo a capo di un governo investito dagli scandali. Senza proclami moralizzatori restituì dignità e prestigio alla Presidenza.

Coolidge era nato in Vermont nel 1872 ma si era poi trasferito in Massachusetts, dove aveva aperto uno studio legale prima di dedicarsi alla politica. Fu senatore dello Stato e poi Governatore. Divenne famoso quando, nel 1919, contro il potente sindacato della polizia, licenziò un gran numero di agenti di Boston, dopo uno sciopero che aveva lasciato la città pericolosamente incustodita. L’anno successivo il Partito Repubblicano lo scelse per la vicepresidenza. Il 2 agosto del 1923, mentre il presidente Harding moriva, Coolidge era in visita ai genitori nella casa del Vermont priva di telefono e corrente elettrica. Un messaggero portò la notizia in piena notte e il neopresidente Coolidge giurò sulla Bibbia di famiglia, nelle mani del padre, giudice di pace, alla luce di una lampada al cherosene. La frugalità era il suo tratto principale, con una sola eccezione. Gli piaceva accompagnare la moglie Grace a fare acquisti e scegliere per lei costosi vestiti.

Un aneddoto sembra confermare il braccino corto di Coolidge. Nei primi tempi a Washington, Grace era preoccupata che i continui inviti a cena infastidissero il riservato marito ma lui la rassicurò: «Da qualche parte bisogna pur mangiare». La ricetta economica del presidente Coolidge fu «meno tasse e nessun intervento del governo», una ricetta che secondo i critici favorì la Grande Depressione del 1929 ma che, 50 anni dopo, sarebbe diventata il cavallo di battaglia di Ronald Reagan. Coolidge si mostrò sensibile ai diritti civili, affidando ruoli governativi ad afro-americani e dando piena cittadinanza agli indiani, nativi americani. In politica estera non volle riconoscere l’Unione Sovietica.

Calvin Coolidge scelse di non ricandidarsi alle elezioni del 1928, si ritirò a vita privata e tornò a trascorrere le vacanze nella casa natale del Vermont, ancora senza elettricità e senza telefono. Non avendo più un budget per i ricevimenti, i coniugi Coolidge non fecero molti inviti a cena. I pochi fortunati poterono notare, su tovaglie piatti e posate, il logo di un albergo del luogo che, chiudendo l’attività, aveva venduto tutto a prezzo di saldo. Calvin Coolidge morì di trombosi coronarica il 5 gennaio del 1933.       

(29 luglio 2016)