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John Fitzgerald Kennedy, l'uomo dei sogni

(Andrea Bozzo) 
Quando fu eletto molti lo consideravano un ricco playboy spinto in politica da un padre spregiudicato. Nei suoi tre anni alla Casa Bianca (1961-1963) affascinò il mondo. Che fu sconvolto dal suo assassinio
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Un playboy miliardario spinto in politica da un padre influente e spregiudicato. Questo pensavano di lui molti americani, mentre Kennedy conquistava la Casa Bianca, per un pugno di voti, nel 1960. Si sospettarono brogli elettorali ma l'avversario repubblicano Nixon, per evitare una crisi istituzionale, accettò la sconfitta. L'America fu presto conquistata dal giovane, energico presidente, che non lanciava promesse ma sfide, dal fascino della First Lady Jacqueline, da Carolina e John John che scorrazzavano felici nella Casa Bianca. Il sogno durò meno di tre anni, interrotto dall'assassinio che sconvolse il mondo e proiettò nel mito JFK e l'intera famiglia.

John Fitzgerald Kennedy era nato nel 1917 a Boston. Il padre Joe aveva accumulato una fortuna nella finanza prima di diventare senatore. Aveva lavorato con Roosevelt ma ammirava Hitler. Sognava un figlio alla Casa Bianca e quando il primogenito Joe Jr. morì in guerra nel 1944, puntò…
Un playboy miliardario spinto in politica da un padre influente e spregiudicato. Questo pensavano di lui molti americani, mentre Kennedy conquistava la Casa Bianca, per un pugno di voti, nel 1960. Si sospettarono brogli elettorali ma l'avversario repubblicano Nixon, per evitare una crisi istituzionale, accettò la sconfitta. L'America fu presto conquistata dal giovane, energico presidente, che non lanciava promesse ma sfide, dal fascino della First Lady Jacqueline, da Carolina e John John che scorrazzavano felici nella Casa Bianca. Il sogno durò meno di tre anni, interrotto dall'assassinio che sconvolse il mondo e proiettò nel mito JFK e l'intera famiglia.

John Fitzgerald Kennedy era nato nel 1917 a Boston. Il padre Joe aveva accumulato una fortuna nella finanza prima di diventare senatore. Aveva lavorato con Roosevelt ma ammirava Hitler. Sognava un figlio alla Casa Bianca e quando il primogenito Joe Jr. morì in guerra nel 1944, puntò tutto su John. Il punto debole di John era la salute malferma. Per questo era stato riformato dall'Esercito ma nel 1943, grazie alle conoscenze del padre, riuscì a entrare in Marina. Grazie invece al suo coraggio si meritò una medaglia al valore. Quando la sua nave fu affondata dai caccia giapponesi, guidò i superstiti all'isola più vicina, tre miglia a nuoto, trascinando con sé un commilitone ferito. Nel 1946 entrò in politica, eletto prima alla Camera e poi al Senato. Nel 1953 sposò Jacqueline Bouvier, un matrimonio da favola, con più di mille invitati.

In quel periodo Kennedy subì una serie di operazioni alla colonna vertebrale e ricevette l'Estrema Unzione (gli era già capitato due volte per problemi intestinali e renali). Alle primarie democratiche del 1960 JFK sconfisse il texano Lyndon Johnson, dopo una dura battaglia. Contro il parere della famiglia, gli offrì la Vicepresidenza e i voti del Texas risultarono decisivi alle elezioni generali di novembre. Importante fu anche il primo dibattito televisivo della Storia, in cui Kennedy apparve brillante e sicuro di sé rispetto a Nixon, nervoso e sudaticcio.

JFK cominciò la presidenza con la fallita invasione di Cuba ma poi mostrò fermezza e sangue freddo nella sfida drammatica (ancora per Cuba) con il leader sovietico Kruscev, in cui il mondo rischiò il conflitto nucleare. In politica interna Kennedy ridusse le tasse pur investendo molti soldi nella scuola e nella conquista dello Spazio. Credeva fermamente nei diritti civili ma usò prudenza nel promuoverli, dovendo fare i conti con i disordini razziali e con le resistenze del Congresso.

Il primo presidente cattolico della Storia americana fu anche il più libertino, coi Servizi segreti a coprire i suoi incontri, anche alla Casa Bianca, con le due amanti fisse Fiddle e Faddle (nomi in codice), con Marilyn Monroe e, tra le tante altre, con una donna davvero pericolosa, politicamente e non solo, Judith Campbell, fidanzata del boss mafioso Sam Giancana. Una vita spericolata quella di JFK tragicamente chiusa a Dallas, il 22 novembre del 1963, nell'attentato con un esecutore certo, Lee Oswald, e con tante teorie sui possibili mandanti.

(2 settembre 2016)