«Cosa ha fatto Nixon di importante? Ci penso una settimana e rispondo». Così il presidente uscente Eisenhower stroncò in Tv il suo Vice, che nel 1960 si batteva per la Casa Bianca contro John Kennedy. Un giudizio ingeneroso perché lo stesso Ike aveva dato a Nixon un rilievo politico inedito per un vicepresidente.
Nixon non ispirava simpatia, con quel sorriso simile a un ghigno e dovette faticare tanto per farsi strada, nella vita e nella politica. Era nato in California nel 1913 in una famiglia di religione quacchera e dunque di rigido moralismo. Il padre gestiva una pompa di benzina con annessa drogheria. Da ragazzo, Richard si svegliava alle 4 per andare ai mercati generali di Los Angeles a comprare la frutta e la verdura che poi lavava e disponeva sui banchi del negozio, prima di andare a scuola. Per aiutare i genitori, Richard rinunciò alla borsa di studio della Harvard University e anche agli allenamenti di football americano, la sua grande passione. Era un ottimo studente e qualche anno dopo, sempre con borsa di studio, frequentò la prestigiosa Scuola di Legge della Duke University e aprì il suo studio legale. Nel 1940 sposò Pat da cui ebbe due figlie. Cominciò la carriera politica nel 1945 con i Repubblicani e fu eletto prima deputato e poi senatore. Si distinse subito per il fiero anticomunismo e per la spregiudicatezza con cui su questo tema attaccava gli avversari, meritandosi il soprannome di «Tricky Dick» (Dick il furbetto). Nel 1952 divenne Vicepresidente di Eisenhower e otto anni dopo, alle elezioni del 1960, fu battuto per un pelo da John Kennedy.
La carriera politica sembrava chiusa e Nixon tornò a fare l'avvocato. Nel 1968 i Repubblicani lo ricandidarono alla Casa Bianca e stavolta vinse facile contro il democratico Humphrey. Il 20 luglio 1969 seguì dallo Studio Ovale lo sbarco di Neil Armstrong sulla Luna. Nella sorpresa generale fu proprio il presidente Nixon a promuovere le trattative sul disarmo con i sovietici e a riaprire nel 1972 le relazioni diplomatiche con la Cina comunista. Anche all'interno fece qualcosa «di sinistra», dando vita all'Epa, l'Agenzia dell'Ambiente, e cancellando i residui di segregazione nelle scuole del Sud.
Trionfalmente rieletto, Nixon chiuse la infelice pagina della guerra del Vietnam ma finì presto incastrato nello scandalo del Watergate, storia di intercettazioni e di spionaggio contro il Partito Democratico. Si difese con le unghie ma perse rapidamente la fiducia degli americani e il 9 luglio 1974, primo presidente della Storia, si dimise poco prima che il Congresso votasse per destituirlo. Il perdono concesso dal successore Ford gli evitò guai giudiziari. Seguì un anno duro, pieno di malanni e di ricoveri ma Nixon era un uomo tenace e tornò sulla scena, incurante di creare imbarazzo. Il presidente Carter fu costretto a invitarlo alla Casa Bianca nel 1979, su insistenza del premier cinese Deng Xiaoping. Richard Nixon morì per un ictus il 22 aprile 1994. Era stato anche un bravo ed eclettico musicista. Suonava il pianoforte, il sassofono, il clarinetto, il violino e la fisarmonica.
(16 settembre 2016)
Nixon non ispirava simpatia, con quel sorriso simile a un ghigno e dovette faticare tanto per farsi strada, nella vita e nella politica. Era nato in California nel 1913 in una famiglia di religione quacchera e dunque di rigido moralismo. Il padre gestiva una pompa di benzina con annessa drogheria. Da ragazzo, Richard si svegliava alle 4 per andare ai mercati generali di Los Angeles a comprare la frutta e la verdura che poi lavava e disponeva sui banchi del negozio, prima di andare a scuola. Per aiutare i genitori, Richard rinunciò alla borsa di studio della Harvard University e anche agli allenamenti di football americano, la sua grande passione. Era un ottimo studente e qualche anno dopo, sempre con borsa di studio, frequentò la prestigiosa Scuola di Legge della Duke University e aprì il suo studio legale. Nel 1940 sposò Pat da cui ebbe due figlie. Cominciò la carriera politica nel 1945 con i Repubblicani e fu eletto prima deputato e poi senatore. Si distinse subito per il fiero anticomunismo e per la spregiudicatezza con cui su questo tema attaccava gli avversari, meritandosi il soprannome di «Tricky Dick» (Dick il furbetto). Nel 1952 divenne Vicepresidente di Eisenhower e otto anni dopo, alle elezioni del 1960, fu battuto per un pelo da John Kennedy.
La carriera politica sembrava chiusa e Nixon tornò a fare l'avvocato. Nel 1968 i Repubblicani lo ricandidarono alla Casa Bianca e stavolta vinse facile contro il democratico Humphrey. Il 20 luglio 1969 seguì dallo Studio Ovale lo sbarco di Neil Armstrong sulla Luna. Nella sorpresa generale fu proprio il presidente Nixon a promuovere le trattative sul disarmo con i sovietici e a riaprire nel 1972 le relazioni diplomatiche con la Cina comunista. Anche all'interno fece qualcosa «di sinistra», dando vita all'Epa, l'Agenzia dell'Ambiente, e cancellando i residui di segregazione nelle scuole del Sud.
Trionfalmente rieletto, Nixon chiuse la infelice pagina della guerra del Vietnam ma finì presto incastrato nello scandalo del Watergate, storia di intercettazioni e di spionaggio contro il Partito Democratico. Si difese con le unghie ma perse rapidamente la fiducia degli americani e il 9 luglio 1974, primo presidente della Storia, si dimise poco prima che il Congresso votasse per destituirlo. Il perdono concesso dal successore Ford gli evitò guai giudiziari. Seguì un anno duro, pieno di malanni e di ricoveri ma Nixon era un uomo tenace e tornò sulla scena, incurante di creare imbarazzo. Il presidente Carter fu costretto a invitarlo alla Casa Bianca nel 1979, su insistenza del premier cinese Deng Xiaoping. Richard Nixon morì per un ictus il 22 aprile 1994. Era stato anche un bravo ed eclettico musicista. Suonava il pianoforte, il sassofono, il clarinetto, il violino e la fisarmonica.
(16 settembre 2016)