Questo localone l’avevamo adocchiato in maggio. Un programma tv, condotto dallo chef Rubio, illustrava i ristoranti per camionisti: un mito per i nostri genitori negli anni del boom, una sosta obbligata all’insegna del «si spende poco, si mangia tanto e bene». È ancora vero. Qui, almeno. Si esce dall’autostrada a Piacenza nord, si prende a sinistra e dopo 500 metri si è arrivati. Il parcheggio è enorme: 9 mila metri quadri. E la sera è pieno di tir italiani e di mezza Europa. Gli autisti cenano e poi dormono nei camion. Oppure nelle camere dell’albergo (una stella). A pranzo, la clientela è di operai, di impiegati, di viaggiatori di commercio. Un piatto in particolare (gnocchi al ragù alla bolognese) era appetitoso anche in tv.
Gnocchi (alla bolognese, all’arrabbiata, al pomodoro) euro 2,10, che salgono a 3 se si chiede la porzione abbondante. In realtà, anche quella da 2,10 è abbondante, specie se paragonata agli ikebana di molti ristoranti cittadini: ravioli 4, massimo 5, e di spaghetti una forchettata. Qui tutti i primi costano 2,10 euro, 3 se maggiorati. Solo con i tortelli di ricotta e spinaci si sale a 4, ma ne vale la pena. Quasi tutti i secondi a 4,50: petto di pollo, braciola di maiale, bollito di manzo e lingua, troppo aglio nella salsa verde, arrosto di vitello degno di nota. Filetto di manzo al pepe verde e costata di manzo, 4 etti a 10 euro, fiorentina di 7 etti, spesso per due, a 15. Ma come fanno? «Abbiamo dalla nostra i grandi numeri» dice la signora Mariangela. Un centinaio di coperti nelle due sale. Tovaglioli di stoffa (una sorpresa). Ragù fatto in casa, paste fresche da un bravo artigiano della zona. Venerdì apertura al pesce.
Settore vini: sorvoliamo, ma è logico che, quando si può andare dall’antipasto al dolce con 10 euro circa, siano escluse etichette che supererebbero il costo dell’intero pasto. Onesto vino in caraffa e un dignitoso Gutturnio vivace con venina abboccata in chiusura, 7 euro a bottiglia. Onore al merito dei Buratti: lo aprirono nel 1963 Raffaele e Rosina, dal 1983 se ne occupano le figlie: Mariangela in sala, Pinuccia in cucina col figlio Raffaele e Francesco Ferrari. Si conferma che la legge, non scritta, del camionista è viva e lotta insieme a noi.
(7 dicembre 2018)
I ristoranti recensiti nella rubrica Mangia e Bevi dal 2014
Gnocchi (alla bolognese, all’arrabbiata, al pomodoro) euro 2,10, che salgono a 3 se si chiede la porzione abbondante. In realtà, anche quella da 2,10 è abbondante, specie se paragonata agli ikebana di molti ristoranti cittadini: ravioli 4, massimo 5, e di spaghetti una forchettata. Qui tutti i primi costano 2,10 euro, 3 se maggiorati. Solo con i tortelli di ricotta e spinaci si sale a 4, ma ne vale la pena. Quasi tutti i secondi a 4,50: petto di pollo, braciola di maiale, bollito di manzo e lingua, troppo aglio nella salsa verde, arrosto di vitello degno di nota. Filetto di manzo al pepe verde e costata di manzo, 4 etti a 10 euro, fiorentina di 7 etti, spesso per due, a 15. Ma come fanno? «Abbiamo dalla nostra i grandi numeri» dice la signora Mariangela. Un centinaio di coperti nelle due sale. Tovaglioli di stoffa (una sorpresa). Ragù fatto in casa, paste fresche da un bravo artigiano della zona. Venerdì apertura al pesce.
Settore vini: sorvoliamo, ma è logico che, quando si può andare dall’antipasto al dolce con 10 euro circa, siano escluse etichette che supererebbero il costo dell’intero pasto. Onesto vino in caraffa e un dignitoso Gutturnio vivace con venina abboccata in chiusura, 7 euro a bottiglia. Onore al merito dei Buratti: lo aprirono nel 1963 Raffaele e Rosina, dal 1983 se ne occupano le figlie: Mariangela in sala, Pinuccia in cucina col figlio Raffaele e Francesco Ferrari. Si conferma che la legge, non scritta, del camionista è viva e lotta insieme a noi.
(7 dicembre 2018)
I ristoranti recensiti nella rubrica Mangia e Bevi dal 2014