Foresta resta nell’insegna, ma quella di abeti, che la circondava, è stata semidistrutta dalla bufera di novembre, un’ecatombe di tronchi ammucchiati come le bacchettine di quando si giocava a Shangai. L’insegna è quella di un albergo a 4 stelle, 17 camere. Il ristorante, molto accogliente, propone cucina di montagna e non potrebbe essere altrimenti. Il Foresta, sulla sinistra salendo verso Moena, è inconfondibile. Il suo colore rosso pompeiano spicca sul bianco della neve come spiccava sul verde dell’abetaia. Da mezzo secolo esatto al timone c’è la stessa famiglia, ma già nell’800 esisteva come osteria e poi locanda con cambio di cavalli.
Teresa Piazzi, classe 1933, a 14 anni già lavorava negli alberghi della Val di Fiemme e della Val Gardena. Nel ‘62 il matrimonio con Ugo Schacher, macellaio originario della Val Pusteria. Nel ‘63 nasce Walter, nel ‘67 Riccardo. Scuola alberghiera e poi in azienda, rilevata dai genitori nel ‘68. Nasce la Foresta e va talmente bene che Ugo lascia il negozio da macellaio per aiutare la moglie nella gestione dell’albergo. Riccardo è lo chef, Walter bada all’amministrazione e si muove tra la sala (calda, tipica) e la cantina, ricca di ben 500 etichette per tutte le tasche e che il sommelier Erin Nazifi, macedone, sa come servire. A Walter danno una mano la moglie Marilena e la cognata Daniela, a Riccardo, Alessio Felicetti e Darko Bakalovic, croato.
Menù-degustazione (3 portate) a 34 euro e carta che si muove tra la tradizione e l’altrove. Per la tradizione: “carne salada” con fagioli, strangolapreti alla trentina, tagliatelle ai funghi, guanciale di vitellone al Teroldego, filetto di cervo con pinoli tostati e variazione di cervo con polenta. Per l’altrove: carpaccio di spada con salsa alla liquirizia, risotto profumato all’arancia con ragù di coniglio, “pacote” (sorta di paccheri) con peperoni, pancetta e zafferano, filetto di maiale con fichi secchi (da provare). Tra i dolci segnaliamo lo strudel di mele della Val di Non e il lingotto al cioccolato con gelato di mandarino. Buona proposta di distillati. Servizio puntuale e professionale senza essere ingessato.
(28 dicembre 2018)
I ristoranti recensiti nella rubrica Mangia e Bevi dal 2014
Teresa Piazzi, classe 1933, a 14 anni già lavorava negli alberghi della Val di Fiemme e della Val Gardena. Nel ‘62 il matrimonio con Ugo Schacher, macellaio originario della Val Pusteria. Nel ‘63 nasce Walter, nel ‘67 Riccardo. Scuola alberghiera e poi in azienda, rilevata dai genitori nel ‘68. Nasce la Foresta e va talmente bene che Ugo lascia il negozio da macellaio per aiutare la moglie nella gestione dell’albergo. Riccardo è lo chef, Walter bada all’amministrazione e si muove tra la sala (calda, tipica) e la cantina, ricca di ben 500 etichette per tutte le tasche e che il sommelier Erin Nazifi, macedone, sa come servire. A Walter danno una mano la moglie Marilena e la cognata Daniela, a Riccardo, Alessio Felicetti e Darko Bakalovic, croato.
Menù-degustazione (3 portate) a 34 euro e carta che si muove tra la tradizione e l’altrove. Per la tradizione: “carne salada” con fagioli, strangolapreti alla trentina, tagliatelle ai funghi, guanciale di vitellone al Teroldego, filetto di cervo con pinoli tostati e variazione di cervo con polenta. Per l’altrove: carpaccio di spada con salsa alla liquirizia, risotto profumato all’arancia con ragù di coniglio, “pacote” (sorta di paccheri) con peperoni, pancetta e zafferano, filetto di maiale con fichi secchi (da provare). Tra i dolci segnaliamo lo strudel di mele della Val di Non e il lingotto al cioccolato con gelato di mandarino. Buona proposta di distillati. Servizio puntuale e professionale senza essere ingessato.
(28 dicembre 2018)
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