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Piste da sci innevate, tra Firenze e Bologna

Corno alle Sale è un'oasi montana incastonata fra l'Emilia Romagna e la Toscana, a un'ora da Firenze e a un'ora da Bologna. Un ambiente naturale, in certi casi aspro e selvaggio, ma di grande fascino. Tante le piste da sci innevate fino ad aprile con modernissimi impianti di risalita.
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Alberto Tomba le aveva elette come piste preferite per i suoi allenamenti e su di esse ha costruito buona parte degli ultimi successi mondiali. Oggi, il grande campione emiliano non si allena più, ma non di rado capita di incontrarlo mentre scia o fa una passeggiata. Un rapporto affettivo di lunga durata. Per ricordare le sue imprese atletiche ci sono anche due piste da discesa a lui dedicate.

"È stato proprio quassù - dicono con orgoglio gli abitanti - che l'Alberto nazionale ha iniziato negli anni Settanta la sua carriera". Siamo al Corno alle Scale, un'oasi montana incastonata fra l'Emilia Romagna e la Toscana (in una posizione invidiabile, a un'ora da Bologna e una da Firenze), al centro di un ambiente naturale ora aspro e selvaggio, ora lieve e incontaminato. Dominatore della zona è il Corno alle Scale, imponente massiccio montuoso che tocca quasi i 2000 metri di altezza. Da qui, fino al Lago Scaffaiolo, scendono a ventaglio 11 piste da discesa classificate per tutti i gradi di d…

Alberto Tomba le aveva elette come piste preferite per i suoi allenamenti e su di esse ha costruito buona parte degli ultimi successi mondiali. Oggi, il grande campione emiliano non si allena più, ma non di rado capita di incontrarlo mentre scia o fa una passeggiata. Un rapporto affettivo di lunga durata. Per ricordare le sue imprese atletiche ci sono anche due piste da discesa a lui dedicate.

"È stato proprio quassù - dicono con orgoglio gli abitanti - che l'Alberto nazionale ha iniziato negli anni Settanta la sua carriera". Siamo al Corno alle Scale, un'oasi montana incastonata fra l'Emilia Romagna e la Toscana (in una posizione invidiabile, a un'ora da Bologna e una da Firenze), al centro di un ambiente naturale ora aspro e selvaggio, ora lieve e incontaminato. Dominatore della zona è il Corno alle Scale, imponente massiccio montuoso che tocca quasi i 2000 metri di altezza. Da qui, fino al Lago Scaffaiolo, scendono a ventaglio 11 piste da discesa classificate per tutti i gradi di difficoltà, per un totale di 40 km con neve abbondante fino ad aprile (grazie anche all'aiuto di impianti di autoinnevamento ad altissima tecnologia) e 9 impianti di risalita. Distese immacolate per gli appassionati di sci ma anche per chi ama semplicemente godere dei panorami.

Gli esperti di fondo possono utilizzare l'impegnativo anello di quattro chilometri che percorre il pianoro delle Malghe, mentre i principianti possono provare la pista allestita in località Cavone, a fianco dei parcheggi. Ma non c'è solo lo sci di fondo, il richiamo è molto forte anche per chi ama lo sci da discesa. Sul grande pianoro bianco che ricorda i paesaggi invernali di alcuni pittori fiamminghi, sono migliaia i turisti (l'anno scorso le presenze invernali sono state centocinquantamila) che percorrono queste spettacolari discese, a caccia di emozioni. Tante le seggiovie e le sciovie che salgono fino a 1945 metri, e poi un susseguirsi di piste rosse (percorsi di media difficoltà) e di nere (piste tecnicamente più impegnative) ben tracciate e segnalate che permettono di divertirsi e vivere la velocità, per poi arrivare ai vari rifugi per tirare il fiato e fare una sosta gourmand, magari bevendo una grappa o un punch all'arancia o al mandarino, al Rifugio La Tavola del Cardinale (in Località Polle, 0534-53356; www.tavoladelcardinale.com). E per un assaggio di carne alla brace, il posto giusto, sempre nella stessa località, è il Rifugio Le Malghe. A completare l'offerta, lo Snow Park delle Malghe, dedicato a chi ama le acrobatiche evoluzioni sulla neve. Lungo un centinaio di metri è attrezzato con tre salti di differenti difficoltà, spine, gobbe e curve paraboliche. Anche i bambini hanno solo l'imbarazzo della scelta. A loro completa disposizione un Baby Park attrezzato con nuovi giochi gonfiabili e tapis roulant, per provare il brivido delle prime discese. Il tutto con l'assistenza di un operatore specializzato. Ma chi si ferma solo sulle piste perde molto. Perché la zona racchiude paesi e borghi dove la vita ha ritmi e tradizioni antiche. Il territorio, che include tutta l'area intorno al Corno alle Scale, è stato frequentato dall'uomo fin dal Neolitico così come testimoniano i numerosi oggetti e documenti rinvenuti o le misteriose iscrizioni scalfite sulla roccia. Dal 1988 è stato istituito il Parco Regionale del Corno alle Scale, per proteggere e valorizzare un'area di circa 5.000 ettari interamente compresa all'interno del Comune di Lizzano in Belvedere. In quest'area si ergono rilievi da cui hanno origine le belle vallate formate da due tortuosi torrenti ricchi di acqua: il Dardagna e il Silla.

I versanti, che presentano morfologie molto diverse nelle due valli, sono in gran parte ammantati dai boschi di faggio, che alle quote più alte lasciano il posto alla brughiera a mirtillo e alla prateria, le uniche che possono resistere ai rigori del gelo e del freddo. La neve copre con una coltre candida la rete di sentieri e mulattiere che permettono di raggiungere gli ambienti più suggestivi e tutte le cime principali. L'Ente Parco organizza escursioni anche con le racchette da neve. Con un po' di fortuna si possono scorgere daini, cinghiali e caprioli e non sono pochi quelli che hanno potuto vedere da vicino anche il lupo che ha trovato il suo habitat naturale. Non lontano dal comprensorio sciistico si trova il santuario di Madonna dell'Acero (visitabile in inverno su prenotazione, info all'Ente Parco: & 0534-51761), a 1200 metri, al margine di un ampio pianoro erboso che si affaccia sulla Valle del Dardagna. Il santuario è una delle massime espressioni della religiosità popolare e conserva numerosi ex voto. Tra questi il più originale è un gruppo di statue lignee, I Brunori, a grandezza naturale, che la famiglia di Brunetto Brunori fece costruire per ricordare come scampò miracolosamente alla morte nella battaglia di Gavinana del 1530. Percorrendo poi una mulattiera tra boschi di faggio si arriva alla sorgente del torrente Dardagna, famosa per le scenografiche cascate che forma scendendo verso valle. Da qui nasce l'acqua purissima e preziosa del Parco Corno alle Scale, direttamente dalla sorgente al bicchiere, ideale per il benessere fisico. Per godere appieno di questi spettacoli naturali non bisogna avere fretta, ma fermarsi di frequente, lasciandosi prendere dall'incanto della natura. Altro borgo da visitare è Poggiolforato, il cui nome significa "monte forato" e si riferisce al canale che il Senato Bolognese vi fece costruire, presumibilmente nel 1333, per condurre le acque del Dardagna nel Reno e facilitare così il trasporto del legname da costruzione direttamente nella città felsinea. Da non perdere lungo il Dardagna, il Mulino del Capo, ancora nella sua costruzione originaria. I dintorni furono utilizzati come set cinematografico per il film "Una gita scolastica di Pupi Avati". Avamposto della Valle del Silla è invece Pianaccio, un piccolo borgo incastonato in una gola. Qui ha sede il centro visita del Parco, un punto di partenza per la scoperta del territorio. È situato all'interno di un'ex colonia degli anni '20 ed ospita una mostra permanente sul bosco, dall'ecosistema ai mestieri a questo legati. Ovviamente fa anche da punto di informazione turistica. Proprio di fronte c'è la casa natia di Enzo Biagi che spesso ritorna per trascorrere qualche giorno di di relax, e lo si può vedere sul terrazzo della sua abitazione, sempre con un libro tra le mani. Tutto intorno un bosco di castagni, carpini, noccioli, acero montano e faggi. Poco distante un vero gioiello è il borgo di Monteacuto che un tempo era una postazione militare. In posizione dominante è la Chiesa di San Nicolò. Un documento attesta che il muratore che costruì il campanile fu pagato in quintali di castagne (fino al 1930, era la "moneta" principale per il baratto). All'interno si può ammirare un crocifisso in legno di cipresso, che sembra quasi bronzo, databile intorno al 1700, attribuito a Brustolon, maestro dell'intaglio in Veneto. Dal punto di vista storico è interessante il capoluogo, Lizzano in Belvedere, alla cui spalle svetta la cima del Corno alle Scale. Si dice che qui passò Annibale con l'armata cartaginese. Di certo ci furono insediamenti dei Liguri, degli Etruschi, dei Romani. Conserva il Delubro un antico tempietto preromanico, costruito durante il dominio bizantino, tra il VII e il VIII secolo. Accanto ad esso sorgeva l'antica pieve dedicata a S. Mamante, completamente ricostruita nel 1931. Posto più in alto è invece Vidiciatico. Affascina per la inconfondibile piazzetta che custodisce tesori come l'abside della vecchia chiesa e l'adiacente campanile con la torre del '300. Un tempo era una torre militare per il controllo del territorio. Infine vale la pena di visitare Rocca Corneta che più che un paese è un'alta concentrazione di monumenti di grande valore come la Chiesa di San Martino di Tours e la maestosa torre del XIV secolo. Dopo una giornata trascorsa all'aria aperta o con gli sci ai piedi, nulla di più piacevole che rientrare in hotel. Da queste parti, diventa un'arte anche alloggiare. Niente grandi alberghi moderni, ma piccole strutture dal calore familiare, dove ci si sente ospiti e non clienti. E dove si può scegliere tra diverse portate di cucina regionale o più creativa, ma tutte di solida ispirazione stagionale. Qui, arte, gastronomia e attività sportive non sono distanti tra di loro, sono piuttosto espressione del "gusto della vita". Insedialenti rurali Antichi popoli e tradizioni montane Tutto il territorio è ricco di emergenze di interesse storico-architettonico. Liguri, Etruschi e Galli Boi furono probabilmente i primi popoli ad abitare stabilmente queste montagne e della loro presenza restano ancora segni nelle numerose tradizioni locali. Basti pensare alle cosidette "mummie", teste in pietra scolpite sulle pareti delle case che avevano un significato augurale e servivano a tenere lontano gli spiriti. Questa consuetudine deriverebbe dall'antica usanza dei Galli di conservare le teste mozzate dei nemici vinti, come trofei davanti all'abitazione. Un esempio si trova al Mulino del Capo a Poggiolforato. Degni di menzione sono anche i "tondi", i caratteristici comignoli di forma circolare della Valle del Dardagna, sormontati da una sottile lastra di arenaria fermata da un blocco di pietra. C'è poi la storia dei contadini e dei pastori del luogo, basata sul duro lavoro quotidiano per ottenere il sostentamento, nonostante il clima di questi luoghi impervi. Gli strumenti e le tradizioni che hanno caratterizzato la vita dei montanari fino a non molto tempo fa sono conservati presso il Museo Etnografico "Giovanni Carpani" (aperto nei fine settimana, ingresso gratuito) sempre a Poggiolforato. Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che illustrano la vita e il lavoro dell'uomo in questa zona con oltre 3000 pezzi tra strumenti per la lavorazione, rigorosamente in legno di castagno e utensili vari. Adiacente al Museo vi è una abitazione chiamata "Le Catinelle" (anche se andrebbe meglio indicata) in cui è possibile ammirare la ricostruzione di una tipica casa di montagna con arredi originali. Testimonianza di un passato in cui la castagna era fonte di sussistenza fra le più rilevanti per le popolazioni della montagna, sono invece i "casoni". Si tratta di costruzioni in pietra dove venivano portate a essiccare le castagne una volta terminata la raccolta. Un tempo quasi tutte le famiglie possedevano un essiccatoio, alcuni erano in comune con il vicinato. Oggi il Parco Regionale del Corno alle Scale, insieme alla Regione e alla Provincia, sta cercando di recuperarli. Attualmente sono solamente tre quelli attivi. Passeggiando infine per i boschi ci si può ritrovare su una piazzola per carbonaia, con il terreno ancora nero, ma già ricoperta da giovani arbusti. - Attività coi fiocchi - Per chi vuole vivere emozioni diverse dalle semplici sciate, l'Associazione Corno alle Scale propone diverse attività: 23 Gennaio "Linea gotica" escursione dedicata al ricordo degli eventi della 2 Guerra mondiale. Ritrovo ore 9.30, loc. Querciola di Lizzano in Belvedere. Durata 4 ore. n 30 Gennaio "Le tracce animali" escursione guidata. In caso di neve possibilità di noleggio racchette. Ritrovo ore 9.30 piazza XXVII settembre, Vidiciatico. Durata 4 ore circa. n 13 Febbraio "Passeggiando tra gli antichi borghi" escursione guidata con merenda finale a base di dolci tipici di una volta. Ritrovo ore 9.30 loc. Poggiolforato, rientro previsto per le ore 16.00 circa. n 19-20 Febbraio "Weekend in rifugio" passeggiata con racchette da neve per giungere in un rifugio immerso nella natura, cena a base di prodotti tipici e pernottamento. La domenica colazione e rientro previsto per le ore 13.00 n 27 Febbraio "Il Parco in inverno" escursione fotografica della rassegna "Il Parco delle stagioni". Info e prenotazioni: 0534-51761 Shopping golosi I sapori d'alta quota di un territorio sano I turisti, si sa, vanno in cerca oltre che di natura anche di prodotti di qualità. In queste zone la fanno da padrone funghi, pasta fatta a mano, formaggi. È nato persino il marchio dei Prodotti del Corno alle Scale, per tutelare e certificare l'esclusività dei frutti del territorio e delle tradizioni eno-gastronomiche. "Prodotti sani in un territorio sano" recita uno slogan. Abbiamo selezionato alcuni luoghi dove la genuinità e tipicità sono di casa. Fiore all'occhiello dell'arte casearia è il formaggio pecorino, ottenuto da latte crudo di sola pecora (o misto di pecora e vacca) che conferisce al prodotto una peculiare fragranza e aromaticità: il pascolo, infatti, può avvalersi di essenze vegetali tipiche delle praterie alpine, rispetto alle quali il gruppo del Corno alle Scale costituisce idealmente il limite meridionale. Giovanni Michele Barrottu dell'Azienda agricola La Casaccia (0534-56119 a Lizzano in Belvedere) produce pecorini con latte crudo ma anche formaggelle semisferiche di latte vaccino (sempre crudo) che possono essere consumate fresche o stagionate, e si usano come formaggio da grattugia. Tortelli, tortelloni, sfoglie varie fatte ancora con il mattarello, si acquistano al Molino Taglioli sempre a Lizzano ( & 0534-53262). Un tempietto di golosità è il negozio Sapori di Bosco (via Marconi, 41 a Vidiciatico, aperto solo nei weekend) dove si trovano marmellate biologiche con frutti di bosco, succo di mirtillo, confetture di castagne, oltre a funghi e liquori di montagna.