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Sulle piste dei cowboys

Lungo la Cattle Drive in compagnia dei mandriani australiani che ogni anno conducono 600 capi di bestiame da Oodnadatta a William Creek. Per rievocare la storica transumanza che si svolgeva tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento lungo l'Oodnadatta Track, la leggendaria pista che da Marree porta fino a Marla, nel cuore dell'immenso outback
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Max Gorange è seduto ai piedi di un vecchio albero d'eucalipto, intento a intrecciare la corda per la sua frusta. Ha gli occhi coperti dall'akubra, il cappello da cowboy. Nell'oscurità della notte, rischiarata da milioni di stelle, si scorgono appena i suoi lineamenti forti e la pelle bruna, impolverata dalle ore passate a inseguire il bestiame a cavallo. È stata una giornata pesante e Max si gode il meritato riposo davanti al fuoco. La madre, un'aborigena robusta e sorridente, sta cucinando la carne sulla brace, mentre Toby, il fratello di Max, dai lineamenti più dolci, propri di un mezzo sangue, scherza con gli altri ragazzi dell'accampamento.

 

Chissà se Russell Crowe si è mai seduto davanti al fuoco nel suo ranch nel New South Wales o ha mai dormito nello swag, il sacco-letto usato dagli uomini del bush, la boscaglia australiana. Forse lui sì, ma di certo non lo ha fatto la bella ed eterea Nicole Kidman, la più famosa att…

Max Gorange è seduto ai piedi di un vecchio albero d'eucalipto, intento a intrecciare la corda per la sua frusta. Ha gli occhi coperti dall'akubra, il cappello da cowboy. Nell'oscurità della notte, rischiarata da milioni di stelle, si scorgono appena i suoi lineamenti forti e la pelle bruna, impolverata dalle ore passate a inseguire il bestiame a cavallo. È stata una giornata pesante e Max si gode il meritato riposo davanti al fuoco. La madre, un'aborigena robusta e sorridente, sta cucinando la carne sulla brace, mentre Toby, il fratello di Max, dai lineamenti più dolci, propri di un mezzo sangue, scherza con gli altri ragazzi dell'accampamento.

 

Chissà se Russell Crowe si è mai seduto davanti al fuoco nel suo ranch nel New South Wales o ha mai dormito nello swag, il sacco-letto usato dagli uomini del bush, la boscaglia australiana. Forse lui sì, ma di certo non lo ha fatto la bella ed eterea Nicole Kidman, la più famosa attrice australiana di Hollywood. È così invece che passeranno la notte Max, Toby e gli altri mandriani giunti dalle loro fattorie per condurre 600 capi di bestiame da Oodnadatta a William Creek, la più piccola città dell'Australia, in occasione dell'Hooves & Horns Cattle Drive, un evento organizzato per rievocare la storica transumanza che si svolgeva tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento lungo l'Oodnadatta Track, la leggendaria pista del South Australia che da Marree porta fino a Marla, nel cuore dell'outback, l'immenso territorio interno.

All'epoca non esistevano i mastodontici road-train, camion a due o tre rimorchi usati oggi per trasportare il bestiame, ed erano i mandriani, qui chiamati ringer, a condurre le mucche a cavallo. Il viaggio, lungo 22 giorni e 204 chilometri è quasi terminato. Ora Max, il capo dei mandriani, i suoi amici e il gruppo di turisti che si è unito a loro, sono accampati in mezzo al nulla, tra arbusti e terra arida, in compagnia del vento caldo di settembre, a una ventina di chilometri da William Creek. Un viaggio indietro nel tempo, tra i paesaggi malinconici dell'outback, in cui risuonano ancora le note dei canti aborigeni che hanno segnato l'origine di questo territorio al Tempo del Sogno. Un territorio di oltre 7 milioni di chilometri quadrati dominato da immense fattorie, le cattle station.

La station più grande dell'outback e del mondo è Anna Creek, una proprietà più estesa del Belgio gestita dall'australiano di origine europea Randall Crozier, al cui interno si trova William Creek, la tappa finale del Cattle Drive. Anche se la transumanza appartiene al passato, ancora oggi nell'outback si vive essenzialmente di pastorizia. E visitando questa remota station, sembra di essere stati catapultati in un film western, tra cowboy con il cappello a falde larghe calato sulla fronte, il lazo, gli stivali a punta e le mucche che pascolano allo stato brado.

È la realtà degli antipodi, lontana dalle città e da quella che per gli occidentali è la civiltà. Sono molti i turisti in viaggio nell'outback che si fermano nella fattoria di Crozier, per conoscere la vita degli allevatori e ascoltare le storie degli eroi del bush, trasformate in versi e racconti popolari dai poeti australiani del XIX secolo. Emblematici sono Gente del bush di Henry Lawson e Waltzing Matilda di A.B. Banjo Paterson, che celebra uno dei tanti vagabondi dell'outback. Girovaghi innamorati del deserto che per dormire si arrotolano nello swag, chiamato Matilda nello slang Aussie.

La maggior parte dei viaggiatori giunge con i fuoristrada noleggiati ad Adelaide o a Cooper Pedy, città famosa per l'estrazione degli opali, i cui abitanti, per sfuggire al caldo del deserto, vivono nei dugout, case sotterranee scavate nella roccia. Alcuni passano una o due notti nella proprietà. Dormono in tenda o presso le abitazioni degli allevatori. Altri visitano l'area a bordo del Mail Run, il servizio postale locale, oppure dei piccoli aerei adoperati anche per trasportare merci, viveri e i "dottori volanti" del Royal Flying Doctor Service, il servizio di assistenza medica dell'outback, a cui è destinato il contributo dei turisti che hanno preso parte al Cattle Drive.

Definito il "centro del nulla", l'outback si estende dal nord dell'Eyre Peninsula fino alle dune sabbiose del Simpson Desert nel South Australia e prosegue nei paesaggi selvaggi del Northern Territory. La principale porta d'accesso dell'area è Port Augusta. Da qui si raggiunge facilmente la maestosa catena montuosa dei Flinders Ranges, dove sorge una delle meraviglie della natura australiana, Wilpena Pound, un gigantesco anfiteatro roccioso lungo 11 chilometri, decorato di sculture rupestri.

Quando ci si arrampica sulle sue aspre creste lo sguardo si perde nell'orizzonte, tra distese di terra rossa, gole, canyon e picchi. E ascoltando il silenzio del deserto, ancora sembra di avvertire la presenza degli spiriti che millenni fa hanno ispirato i miti aborigeni sulla creazione della Terra. Secondo una leggenda tramandata dalla tribù Adnymathanha, la catena dei Flinders Ranges, fra le più antiche del Pianeta, fu modellata dai corpi di due serpenti (Akurra) del Dreamtime, che durante una cerimonia d'iniziazione si acciambellarono divorando tutti i partecipanti.

Più a nord sorge Marree, un'antica stazione di posta per le carovane di cammelli afgani introdotti nell'Ottocento dagli inglesi per trasportare merci e passeggeri attraverso l'outback. Da Marree si imbocca l'Oodnadatta Track, che fiancheggia il vasto bacino del lago Eyre. Qui il paesaggio cambia di continuo: la vegetazione diventa sempre più rada, gli alberi d'acacie ed eucalipti lasciano il posto ad arbusti bassi e spinosi, gli spinifex. Il suolo dall'ocra passa all'arancio e al rosso. Un territorio inospitale che a primavera, dopo le piogge invernali, diventa uno spettacolo. Il bush si colora di fiori selvatici, i laghi si riempiono d'acqua e si popolano di pesci e uccelli di ogni specie, tra cui la maestosa aquila a coda cuneiforme, il più grande uccello rapace australiano. Lungo la strada è facile incontrare rettili e lucertole di ogni specie, come i goanna, lunghi fino a due metri. Ma sono ormai pochi i canguri che ancora si vedono saltellare per l'outback.

Sorgenti che affiorano dal terreno invitano a piacevoli bagni in acque calde, come quelle della piccola piscina termale di Coward Springs, a metà strada fra Marree e William Creek. Invece, le vecchie travi di legno e i bulloni arrugginiti abbandonati lungo l'Oodnadatta Track raccontano la storia di questa terra. Sono i resti della Charles Todd's Overland Telegraph Line - la linea telegrafica costruita nel XIX secolo per collegare Darwin ad Adelaide.

L'area intorno all'Oodnadatta Track custodisce anche altri inaspettati tesori. Prima di arrivare a Cooper Pedy si entra nella Moon Plain, una distesa desertica dove sono stati ritrovati straordinari fossili marini, tra cui i resti di un Ictiosauro di 6 metri, che 120 milioni di anni fa nuotava in questo antico letto di mare dell'entroterra. Un paesaggio surreale che ha fatto da scenario a famose pellicole, come Priscilla, la regina del deserto di Stephan Elliott e uno dei film della trilogia di Mad Max diretta da George Miller, con un giovane Mel Gibson nei panni di uno spietato giustiziere postatomico.

Poco più a nord, sorgono le formazioni rocciose del Painted Desert. I sedimenti minerali erosi dal mare e dal vento nel corso di 80 milioni di anni hanno creato e dipinto di mille colori queste scoscese colline. I toni rosati, gialli, bruni, rossi, viola e ocra delle rocce al tramonto diventano più intensi e regalano atmosfere magiche. Un dipinto della natura che si ritrova anche nella Breakaways Reserve, un susseguirsi di altipiani e colline variopinte, vicino Cooper Pedy. A 10 chilometri dal Painted Desert sorge Arckaringa Creek, una fattoria gestita da un'ospitale coppia d'australiani, Jason e Cassie, che offre ai turisti un'area di campeggio.

Scorrazzando per questo desolato territorio, dove per chilometri non si incrociano né auto né esseri viventi, può capitare di imbattersi nelle feste tipiche dell'outback, che richiamano gente a gareggiare in rodei oppure a stare in compagnia davanti a una lattina di birra. Feste travolgenti, come quella organizzata a William Creek al termine del Cattle Drive, quando il Far West sembrava essere piombato nel Down Under.

Centinaia di persone, tra le quali turisti capitati lì per caso, si sono riversate nel piccolo centro abitato, una decina di edifici in tutto, tra cui lo storico William Creek Hotel, con il suo folcloristico pub. Tra chioschi con birra e hot dog, bancarelle ricolme di cappelli, camicie a quadretti, speroni e un capannone per ballare e mangiare fresca carne bovina, cowboy ricoperti di medaglie e frange si sono lanciati su cavalli imbizzarriti, tentando di non lasciarsi disarcionare per almeno otto secondi. Mentre giovani cavallerizzi si esibivano in una gara di campdrafting, per guidare le mucche in una gincana tra gli alberi.

E squadre di mandriani, tra cui i nostri eroi del Cattle Drive, Max e Toby, si cimentavano in una competizione di bronco-branding, cercando di afferrare al lazo una mucca e marchiarla con della vernice. E poi la sera, una delirante asta in cui si vendeva di tutto, da splendide selle a rottami e rifiuti, riciclati come improbabili souvenir. Quindi, tutti a ballare sulle note country e folk di band australiane e a ubriacarsi al pub, tra fiumi di birra, fumo e risate, fino a notte fonda, per poi rimettersi in viaggio, appena smaltita la sbornia, sulle strade dell'outback, verso remote fattorie, in attesa di un nuovo party in qualche angolo sperduto del centro rosso australiano.

(24 mar 2005)