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Basilea

La casa del design

I vicoli medievali, l'atmosfera misteriosa e severa: sembra una Praga in miniatura. E i 40 musei che si nascondono, da una parte all'altra del Reno, ne fanno la capitale europea dell'arte dell'architettura contemporanea

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Se non fosse per le ciminiere delle industrie farmaceutiche, ormai parte integrante del panorama della città, Basilea apparirebbe un po' come una Praga in miniatura.

 

Il centro storico è a Grossbasel, la metà cittadina che s'allarga sulla riva sud del Reno: l'acciottolato umido, l'intreccio dei vicoli medievali, i cortili bui, le pesanti cancellate di ferro battuto degli edifici cinquecenteschi, raggomitolati ai piedi dell'imponente cattedrale di pietra rossa di Münster, riportano in mente l'atmosfera misteriosa e severa delle stradine di Malastrana e del Castello della capitale ceca.

Attorno a questo nucleo più antico, si aprono fontane avveniristiche ed edifici dalle linee astratte, si susseguono negozi e ristoranti etnici, si allungano le strade dei cinema e dello shopping tra Barfüsserplatz e Freiestrasse. E si nascondono, da una parte e dall'altra del Reno, tutti e 40 i musei e le gallerie che hanno fatto di Basilea la capitale europea dell'arte e dell'architettura contemporanea. Un traguardo favorito dalla vocazione multiculturale e dalla posizione geografica della città, sulla linea di confine tra Francia e Germania, ed in parte accelerato dai copiosi investimenti che la ricca industria farmaceutica svizzera, concentrata principalmente qui a Basilea, ha deciso di dedicare all'inaugurazione di musei e di spazi espositivi e al finanziamento delle Fondazioni.

Hildy ed Ernst Beyeler sono due galleristi di successo internazionale che in cinquant'anni d'attività hanno raccolto e collezionato le opere dei grandi Maestri del secolo. La Fondazione Beyeler, progettata da Renzo Piano ed inaugurata nel 1997, associa l'idea di spazio museale al relax, al silenzio, all'essenzialità: le sale sono inondate di luce naturale, gli spazi stilizzati come in una casa giapponese, con ampie vetrate aperte sul paesaggio esterno, che entra così a far parte integrante della scenografia architettonica. Attorno alla Fondazione Beyeler ruotano i più importanti eventi culturali di Basilea: inaugurata il 27 febbraio scorso, la mostra dedicata alla rappresentazione dei fiori nell'arte moderna, da Manet a Jeff Koons passando per Van Gogh e Andy Warhol, resterà in cartellone fino al 22 maggio prossimo.

Art Basel è invece il più importante e qualificato appuntamento mondiale per artisti, galleristi, critici e collezionisti d'arte contemporanea, una kermesse miliardaria che ogni anno sa mescolare cultura e mercato con pragmatismo tutto svizzero, coronando il nutrito programma di mostre, esposizioni e retrospettive che caratterizzano il circuito della vita culturale basilena. Art Basel si svolgerà quest'anno dal 15 al 20 giugno, negli stand della nuova Fiera a Messeplatz, dominata dai 105 metri della Messeturm, costruzione più alta di tutta la Svizzera nonché ultimo arrivato tra gli edifici simbolo dell'unicità e della specificità architettonica di Basilea.

La città si contraddistingue infatti per l'affascinante mix urbanistico di medioevo e di modernità, di classicità severa e di sperimentazione ardita. Sulla riva nord del Reno, al termine di una romantica passeggiata che costeggia il fiume fino alle arcate del ponte di Wettsteinbrücke, proprio di fronte alla massiccia mole della cattedrale, ecco un museo dedicato alle fantasiose, surreali creazioni meccaniche in movimento di Jean Tinguely, allestito tra gli spazi ed i percorsi elicoidali ideati da Mario Botta, artefice anche dell'edificio della Banca Internazionale di Aeschenplatz.

Le forme neoclassiche del Kunstmuseum, la pinacoteca cittadina, sono invece la cornice ideale per una grande collezione che raccoglie opere di Dalì, Léger, Braque, Munch, Giacometti e due Picasso - l'"Arlecchino seduto" e "I due fratelli" - acquistati nel 1967 grazie ai sei milioni di franchi pubblici stanziati da un apposito referendum popolare. L'immensa scatola dello Schaulager, che racchiude nella sua facciata un enorme schermo digitale, è l'ultima creazione di Herzog & de Meuron, guru dell'architettura nazionale; nato come magazzino per opere d'arte, è diventato, nella sua essenzialità di linee, lo spazio espositivo della Fondazione Hoffmann, il più sontuoso ed elitario edificio della città.

Non poteva ovviamente mancare un Architekturmuseum, al n. 7 di Steinenberg, a sancire l'importanza che la progettazione e la pianificazione urbana hanno assunto a Basilea. Una città d'arte, d'architetture, di mostre e di musei. Insomma, una città francamente un po' noiosa? Tutt'altro. Basta una sosta veloce al caffè Spitz dell'hotel Merian, dove sofisticati piatti francesi sono serviti su una terrazza sul Reno, o una serata elegante al Bruderholz-Stucki, uno dei migliori ristoranti svizzeri, per capire che a Basilea i piaceri della vita mantengono la loro giusta importanza.

Affollatissimi ogni sera i caffè e le Bierstuben sparsi tra i saliscendi di Spalenberg, il quartiere accanto all'università, ai piedi di Spalentor, l'antica porta cittadina presso la quale abitò Nietzsche. Al lato opposto della città, l'altra antica porta, St. Alban-tor, segna l'ingresso nel quartiere medievale, restaurato e rimesso a nuovo, con l'ennesimo museo - quello della carta e della stampa - all'interno di un secolare mulino ad acqua.

Circondato da una corona di case borghesi fin-de-siècle e palazzi ottocenteschi, il quartiere scivola fin sulla riva destra del Reno; ancora oggi, resta il quartiere preferito dai Basels, che d'estate affollano gli stabilimenti balneari del lungofiume, contribuendo, con un tocco di solare pigrizia, a disegnare un'immagine sorprendentemente insolita ed inedita della terza città della Svizzera.

(31 mar 2005)