Se cercate vacanze legate al paesaggio, agli usi e ai costumi degli abitanti del posto ma mai separate dal relax, se non potete fare a meno di concedervi, almeno una volta l'anno, completo cedimento fisico e totale focus interiore passate una serata leggendo Cattedrali del corpo di Alexia Brue. Immaginate la sfera del pianeta punteggiata da minuscole fonti luminose: ad ogni luce corrisponde un hammam. Brue scrive una storia globale dei bagni turchi orientata da un lato sui piaceri del viaggio, sugli itinerari sconosciuti e, dall'altra, sui piaceri del corpo. Racconta quando e come sono nati, come sono stati ristrutturati, la loro funzione nel significato simbolico, religioso, culturale dei popoli.
Vicissitudini, stravaganze, stranezze con percorsi abbinati al fascino delle grandi città, celebrazioni di un rito ormai in molti paesi diventato uno stile di vita, un modo facile per liberarsi delle tensioni accumulate durante l'inverno. Saranno vacanze di tutto riposo se troverete il modo per rifugiarvi in un hammam all'ora del tramonto. Vacanze che inaugureranno la grande festa di primavera, del ritorno della luce dopo i mesi freddi.
La tendenza è il cocooning, il rinchiudersi nel bozzolo, il ritornare a una dimensione occasionale di culla estemporanea, un sistema per ricentrarsi anche lontano da casa. "L'idea è quella di curare il corpo lasciandosi andare alle emozioni, alle sensazioni provate in un ambiente diverso, poco tradizionale e lontano dalla solita routine - suggerisce Francesco Morace, sociologo, docente alla Domus Academy di Milano, direttore del Future Concept Lab che ha trattato il tema degli hammam in Body Visions (Scheiwiller). Chi non può andare all'estero può sempre concedersi una giornata particolare, una day-spa finalizzata alla conoscenza degli hammam italiani. Due i più celebri.
A Milano c'è l'Hammam delle Rose, che è stato il primo ad importare la tendenza mentre a Roma Franca Sinopoli ha creato un hammam (via della Maratona 87) nella zona nord con le supellettili del film Harem Suaré,te, del cielo stellato. È nell'hammam che sudando, strofinando la pelle con i guanti ruvidi e speciali, con i piccoli asciugamani di cotone lavorato a maglia di riso, le pezze di lino grezzo come si fa a Istanbul, si raggiunge una pace interiore.
Mentre la moda russa detta regole diverse e ancora più efficaci: la pelle si frusta con i lunghi e lievi rami di betulla che, una volta dopo l'altra, ristabiliscono il flusso energetico. L'hammam è un luogo di pulizia interiore, una stanza misteriosa e sensuale annebbiata dai vapori, da quella coltre di apparenti piccole nuovole bianche, semplici goccioline d'acqua. E qui che si può riconquistare la purezza anche in una dimensione spirituale.
Un posto privilegiato , "diffusore di calore" come veniva definito anticamente, che appartiene ai luoghi in cui è nato ma che ormai si trova nei centri benessere di tutto il mondo. Ogni hammam in ogni paese ha una storia a sé, segue simbolismi e tradizioni particolari.Per godere degli hammam di oggi, bisogna fare un passo indietro nel tempo, bisogna guardare alla storia di ieri. Alle terme romane, ad esempio, perché sono stati i romani a frequentarle quotidianamente per mantenersi in forma e curare la pelle dalle malattie.
La Roma imperiale con le terme, i gymnasium e le stanze degli stessi bagni turchi dove lavoravano le prostitute. Riti a pagamento destinati a sparire durante il cristianesimo. Oppure avvicinarsi all'Islam che, quando lo splendore dell'impero romano svanisce, trasforma i resti della Grecia antica nei più piccoli e modesti hammam islamici.
Nel 600 a.C. è lo stesso Maometto a raccomandare la pratica dell'hammam. Si assiste con lui al reale proliferare di questi centri benessere ante litteram. Perché il profeta riteneva che l'hammam favorisse la fertilità e che di conseguenza contribuisse al moltiplicarsi dei fedeli. Ben presto la pratica del bagno pubblico viene tramandata nel suo significato religioso più profondo, di purificazione del corpo e della mente e tutte le classi sociali iniziano a frequentarli con assiduità. Un'abitudine che dura nei secoli fino a quando, quello che viene chiamato a lungo "il dottore silenzioso" (perché curava tutti i mali fisici e mentali) consuma il suo lento declino.
A partire dalla seconda metà dell'800 gli hammam perdono gradualmente i loro facoltosi proprietari e, insieme a loro, il fascino iniziale. Durante la rivoluzione industriale gli investimenti vengono dirottati altrove. La ripresa, segnalano gli storici, risale al dopoguerra. Con le ondate migratorie, complice la globalizzazione, non si ferma più.
Entrare in un hammam, in qualsiasi grande città, fa parte di una tendenza radicata nella storia di allora e in quella di oggi. Una tendenza che si basa sulla velocità di comunicazione che recupera la lentezza di ieri durante le vacanze e nei fine settimana. Il Grand Tour moderno a caccia di massaggi e vapori, secondo Brue, può cominciare in Francia dove "i quattro milioni di musulmani che si sono trasferiti qui da Tunisia, Marocco, Algeria e Turchia hanno fatto in modo che questa tradizione continuasse anche nella loro patria d'elezione". Le Bains du Marais era stato progettato da un architetto marocchino e quindi arredato in parte con design in stile.
Dal fai da te alla dimensione globale analizzata in un dossier da L'Express che indica appunto i vari approdi nei bagni turchi nel mondo. L'hammam più conosciuto è Cemberlitas a Istanbul: "Entrarci - scrive Brue - significava obbedire al volere di Allah tramite le abluzioni di rito".
"Ogni tanto mia nonna cambiava radicalmente umore e si precipitava all'hammam - narra Ifran Ogra in Ritratto di una famiglia turca - gli hammam erano luoghi in cui fare pettegolezzi e commentare piccoli scandali, un'estrema forma di snobismo al contrario, una scusa per ogni donna per passare una giornata fuori casa". L'hammam è affascinante ovunque. Qualsiasi sia la cornice, qualsiasi siano i metodi usati. Tutti finalizzati alla pulizia e al rilassamento.
In Russia, Finlandia e Giappone le stanze della pulizia e della sensualità sono simili a quelle di ieri. Le banje russe intrise dall'odore di foglie di betulla schiaffeggiano la pelle.Letteralmente banja significa casa da bagno e ha un'architettura umile costituita da una capanna di legno con un focolare di rocce calde. Banja segnala uno stile di vita, con il suo equipaggiamento, i suoi cibi, i suoi appuntamenti, i suoi rituali e le sue cerimonie. Le banje frequentate dai russi sono a Pietroburgo.
In Finlandia invece i bagni turchi sono regolati rigidamente dai dettami della Società finlandese della sauna fondata nel 1937. Lo scopo di questa società è conservare e promuovere il rituale, la sua storia, la sua architettura. Entrando si respirano fragranze di betulla e ontano affumicati che sembrano provenire direttamente da un falò scoppiettante. Le costruzioni, modeste, minimali, di solito sono nei boschi.
La parola chiave è loyli che riassume lo spirito e il misticismo della sauna. Il significato letterale indica il vapore prodotto versando l'acqua sulle pietre. La più particolare è sull'isola di Suomenlinna, la cosidetta fortezza della Finlandia. È forse la sauna più grande del mondo, capace di accogliere 120 persone. Una savusauna che fa riferimento all'antico riscaldamento a fumo. In origine erano buche scavate nel fianco di una collina dentro cui gli antichi ugrofinnici accendevano un fuoco, si spogliavano quando la buca si era scaldata abbastanza e gettavano acqua sulle pietre roventi del falò.
Gli onsen giapponesi invece, sono ovunque perché in questa terra sorgono diecimila sorgenti di acqua calda. Onsen indica un'acqua speciale, curativa, un tipo di acqua con minerali che fanno bene alla salute, ottimi per fare il bagno ma anche da bere. Come le terme francesi, come quelle belghe. Questo liquido terapeutico si trova dappertutto in Giappone. Alcuni onsen sono estremamente lussuosi, altri sono semplici locande frequentate da famiglie. I sento sono i bagni di città in cui le donne fanno lunghi, languidi bagni. Ma attenzione, le vasche giapponesi non sono mai e poi mai luoghi dove pulirsi. Bisogna usarle soltanto dopo essersi rigorosamente lavati, sterilizzati e liberati dai germi.
Dopo aver fatto questa operazione si può godere del benessere, si può accedere alla concezione romantica dei bagni. I giapponesi venerano ancora i furo dei vecchi tempi con la vasca di hinoki, un legno profumatissimo considerato sacro che emana l'aroma del cedro. Sia a Tokyo che a Kyoto fare il bagno "è un rito collettivo. I giapponesi hanno sempre fatto il bagno in gruppo".
(7 aprile 2005)