Una mostra che permette di comprendere l'evoluzione storica della "cultura di villa", fin dagli esempi romani, per arrivare a quel genio che fu Andrea Palladio. Che, infatti, delle tredici sale organizzate in un percorso cronologico è il fulcro centrale.
Si parte proprio dal mondo romano con pitture murali provenienti dal Museo Archeologico di Napoli e, attraverso 250 opere tra disegni e modelli originali, mappe antiche, ritratti, dipinti e sculture, monete, incisioni, manoscritti e modelli di ricostruzione, si arriva fino al dipinto del Guercino Fiera sul Reno Vecchio, scena di mercato, che diventa qui simbolo dell'operosità della vita intorno alla villa, immagine densa alla maniera dei pittori fiamminghi con racconti che si intrecciano e storie che si accalcano, proprio come in una fiera di paese.
In mezzo c'è Francesco Petrarca, cui si deve il recupero della tradizione letteraria della vita in campagna. È tra l'altro proprio dalla villa che Petrarca si fece costruire ad Arquà, in provincia di Padova, che parte l'itinerario "di eccellenza" alla scoperta, a Vicenza, del Teatro Olimpico, della Pinacoteca di palazzo Chiericati e delle Gallerie di palazzo Leoni Montanari di Vicenza.
E, nel resto della regione, alla scoperta di 14 ville, ognuna con una particolare caratteristica: quella di essere villa-castello, come la Villa Porto Colleoni a Thiene. O quella di essere villa-tempio, come la villa Badoer a Fratta Polesine, progettata da Palladio. O, ancora quella di essere villa sacra, come con il complesso Duodo a Monselice, progettato da Vincenzo Scamozzi, allievo di Palladio.
(7 aprile 2005)