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Cervia

Il volo della fantasia

Già duemila anni fa in Cina aquiloni di carta di riso e seta dipinti a mano venivano fatti volare come buon auspicio sulle regge imperiali o per ringraziare la divinità dei raccolti abbondanti. In Giappone, ancora oggi, di notte vibrano intorno alla casa nel nascituro. A Cervia fino al 2 maggio la spiaggia si riempirà di sibili e fruscii: sono le voci degli spiriti, direbbero in Oriente, nel silenzio del cielo

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Anni fa, sulla spiaggia di Cervia, centinaia di aquiloni volavano tra le scie dei cacciabombardieri della base Nato di Pisignano, diretti nell'ex-Jugoslavia: sotto lo stesso cielo, i simboli della pace e quelli della guerra.

Come quando, in Giappone nell'VIII secolo, fu affidato a una guerra di aquiloni il destino di una regione martoriata da guerre tribali. "...Con l'aquilone che mugola", scrisse il poeta cinese Du Fu nel 750 d.C, "tutti provavano a spazzar via la pioggia, il male, la battaglia". Così Peter Lynn, ingegnere neozelandese e amico del vento da un quarto di secolo, aspetta che la scala anemometrica di Beaufort segni livello sei per far volare il suo Megabyte di 650 mq, 150 kg e lungo 55 metri, mentre il canadese Ray Bethell, campione di volo simultaneo, muove a ritmo di musica i suoi tre aquiloni acrobatici.

Intanto, prendono il cielo gli aquiloni boreali di Eric Curtis, ispirati ai disegni tribali degli indiani del Nord America, e il guatemalteca Raphael Coyote ripete che l'aquilone serve ai vivi per comunicare coi defunti. Oltre a questi incredibili personaggi, saranno al festival di Cervia anche gli aquilonisti giapponesi che portano avanti una tradizione millenaria.

Già 2000 anni fa, in Cina, aquiloni di carta di riso e seta, dipinti a mano con disegni di mostri, libellule, pesci volanti o guerrieri venivano fatti volare come buon auspicio sulle regge imperiali. Dai tetti delle case si alzava invece il Song Fan, "l'uccello volante" che ringraziava le divinità per i raccolti abbondanti.

Mentre in Giappone ancora oggi gli aquiloni vengono fatti volare di notte sulla casa del nascituro, e al mattino si tagliano i fili perché portino via gli spiriti maligni. In Europa arrivarono con le orde di Gengis Khan con sembianze di draghi per terrorizzare i nemici, ma persero presto il loro significato: vengono fatti volare solo per diletto.

Così a Cervia il cielo si riempirà di sibili, fruscii e vibrazioni: le voci degli spiriti, direbbero in Oriente, nel silenzio del cielo.

(21 aprile 2005)