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Che strambo paradiso

Razze giganti socievoli come gattini. 600 banche per lo più chiuse al pubblico. Statue fasulle di eroi. Uno scrittore cult racconta l'assurdo mondo delle Isole Cayman

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Ecco, confesso la mia ignoranza. Non ho mai saputo dove fossero le Isole Cayman fino a circa 20 anni fa quando degli amici vi si trasferirono per vivere. In quell'occasione consultai un atlante e scoprii che queste isole non erano dove io le avevo immaginate, vale a dire da qualche parte nel Pacifico, ma nascoste in un angolo dei Caraibi, proprio sotto Cuba e non molto lontano dalla Giamaica.

Ho il sospetto che la mia sia stata un'ignoranza comune a molti. Ora però, le Cayman sono diventate molto più famose. Una delle ragioni è stata la furia dell'uragano Ivan che lo scorso autunno ha travolto i Caraibi devastando Grand Cayman. Le immagini sono state viste in tutto il mondo. Ma molti altri fattori hanno contribuito a farci conoscere queste isole.

È largamente diffusa la fama delle Cayman come centro finanziario offshore. Moltissime persone ora associano le isole alla finanza internazionale. Anzi, potrebbe essere interessante menzionarle in un test a libera associazione. Dicendo banche, immagino che un bel numero di persone direbbe Isole Cayman con la stessa prontezza con cui direbbe Svizzera.

Ne risulta che se voi, avendo una grande quantità di denaro guadagnata legittimamente, steste cercando un posto dove depositarla, potreste facilmente ritrovarvi a Georgetown, la capitale che sta a Grand Cayman. E certamente, quanto a banche, avreste a vostra disposizione una nutrita scelta. A Grand Cayman, che è lunga soltanto 20 miglia, e in certi punti larga meno di un miglio, sono registrate 600 banche.

Poiché la popolazione delle isole non supera di molto le 40 mila persone, questo numero implica una banca ogni 67 persone. Una statistica fuorviante, naturalmente, giacché le banche che hanno sportelli aperti al pubblico si contano sulle dita di una mano. E se vi piacesse abitare dove sta il vostro denaro, allora potreste prendere la residenza nelle isole e scoprire i vantaggi del non pagare l'imposta sul reddito, pur vivendo sempre sotto la protezione dell'Union Jack, che potete scorgere sventolante sugli edifici di Georgetown. Le Isole Cayman sono, dopotutto, una colonia britannica, con tanto di governatore britannico, che in particolari occasioni indossa la tenuta ufficiale di governatore con l'elmetto e le piume.

L'idea che in generale si ha delle Cayman - di un remoto e artificiale paradiso fiscale, una riserva di ricchi evasori fiscali (un termine da non usare con i membri della società caymanese se si vuole essere invitato ancora) - è sbagliata. Certamente a Grand Cayman vivono delle persone molto ricche, e alcuni di questi hanno una forte avversione a pagare le tasse, ma ci vivono anche tanti altri. È una società abbastanza complessa, che riflette, per certi aspetti, la complessità culturale dei Caraibi. Ci sono i caymanesi originari, i discendenti dei marinai, dei coloni e dei pescatori; c'è un alto numero di giamaicani, che contribuiscono al miscuglio con le loro peculiari calorosità ed esuberanza; ci sono i centroamericani, scappati dalle difficoltà in cui versano i loro Paesi; e c'è ogni sorta di espatriati americani, britannici ed europei, alcuni di questi molto conosciuti. C'è lo scrittore Dick Francis, per esempio, che ha vissuto a Seven Mile Beach per alcuni anni. E ci saranno sempre le varie migliaia di visitatori che invadono le isole per fare immersioni inimmaginabili, per le spiagge e per il tiepido e caldo mare turchese.

Tutto ciò richiama un dato interessante e assai imbarazzante: i caymanesi nativi stanno per diventare una minoranza a casa loro. I caymanesi sono comprensibilmente sensibili su questo punto, ma sanno che è il prezzo da pagare per aver accettato di trasformare le loro sonnolente isole in un prosperoso centro offshore.

Non si può gestire un luogo così senza personale specializzato, legioni di commercialisti, avvocati e banchieri, e queste persone devono pur vivere da qualche parte. Qualcuno deve costruire le case e gli appartamenti, qualcuno deve insegnare nelle scuole e lavorare negli ospedali. I caymanesi hanno accettato di sottostare a un processo che li ha fatti diventare benestanti, e in molti casi ricchi, ma che poteva avvenire soltanto cambiando la natura della loro società.

La storia di una coppia di operosi giamaicani, Jean e Wintroy Randal, è abbastanza tipica. Jean è arrivata a Grand Cayman per cercare lavoro come bambinaia. Aveva lavorato a Kingston in fabbrica e voleva qualcosa di più per la sua vita: la vita in Giamaica può essere dura e Grand Cayman era soltanto dall'altra parte del mare. Qui ha conosciuto il suo futuro marito, un uomo di molti talenti che tutti conoscevano soltanto per il suo cognome, Randal. Si incontrarono nella chiesa frequentata da entrambi, chiesa che peraltro vale quasi sempre la pena di visitare per la musica e il canto che la domenica si diffondono per ore. I visitatori sono accolti cordialmente e possono unirsi ai fedeli quando lo desiderano. Ci si può anche alzare con loro quando i peccatori sono chiamati verso l'altare. Randal era arrivato dalla Giamaica per lavorare come scaricatore nel porto di Georgetown. Gli si presentò l'opportunità di un posto di lavoro da derattizzatore per la città, che lui accettò impegnandosi a combattere gli animali nocivi. Buona parte di Grand Cayman era allora una palude di mangrovie e le paludi di mangrovie sono buoni offshore centre per i ratti. Randal lavorò duramente e fu promosso in una posizione migliore nel Dipartimento di Sanità. Randal e Jean si sposarono ed ebbero due bambini, Wayneroy e Jessica. Randal costruì una casa con le sue mani, essendo un uomo dalle mille risorse.

Quando, l'anno scorso l'uragano Ivan, è arrivato con la sua furia distruttiva, Jean e Randal si sono salvati. La loro casa ha sofferto solo danni minori al tetto, ma per il resto è rimasta indenne. La loro chiesa, invece, è diventata il rifugio di moltissime persone le cui case sono state trascinate dalle onde o semplicemente spazzate via dal vento, quando non sono sparite nel turbine delle lamiere che volavano e dei mattoni che crollavano. Ivan ha sconvolto la vita nelle isole e posto il problema di aiuti immediati in una comunità abituata fino a quel momento a un buon livello di benessere. Ma le Isole Cayman si stanno già riprendendo in modo notevole, senza dubbio aiutate dal sole dei Caraibi e dall'allegro buonumore tipico di questa parte del mondo.

Grand Cayman è un ottimo posto per osservare i pesci, ma, come ho scoperto di persona, non è necessariamente il posto migliore dei Caraibi per pescarli. I pesci da pesca sportiva hanno un grande appetito e, andando giù nella catena nutrizionale, hanno bisogno di grandi quantità di cibo. Le acque basse sono migliori per questo, perché sono più ricche di nutrienti, ma le Isole Cayman di acque basse ne hanno poche. Ciò detto, la pesca può essere buona e così, il giorno in cui sono uscito per una battuta, abbiamo cercato un wahoo, un pesce prelibato a tavola. La barca l'ho affittata da Captain Bodden. Lui non chiamava se stesso capitano, ma io mi sono rivolto a lui così, tenendo presente la regola che, nei Caraibi, chiunque abbia una barca di più di 10 piedi può usufruire del titolo onorifico di capitano. Captain Bodden pertanto è probabilmente il nome di un buon numero di persone a Grand Cayman, poiché si tratta di un vecchio cognome caymanese e di Bodden ce ne sono tantissimi. Infatti, nella costa sud c'è un luogo chiamato Bodden Town dove vivono molti Bodden. E se non vi chiamate Bodden, potreste chiamarvi Ebanks, un cognome ancora più comune. Tutte queste persone discendono dai primi coloni ed è abbastanza frequente che nel tempo si siano imparentate tra di loro.

Per uscire dalla barriera corallina che circonda buona parte di Grand Cayman, Captain Bodden ha manovrato la barca lungo il canale. Una volta fuori, vicino alla barriera, l'acqua era di un verde-azzurro molto tenue, il tipo di acqua in cui uno amerebbe immergersi. E lo puoi fare, se il tuo personale Captain Bodden te lo consente. Al nostro passaggio abbiamo visto diverse barche ancorate appena dentro alla barriera, per il piacere dei loro occupanti che con pinne e maschera esploravano le allettanti acque, nuotando insieme alla colonia di mante che è solita accogliere i visitatori. Nuotare con questi giganti è una delle più belle esperienze caymanesi. Le mante giganti avanzano scivolando sotto di te con le loro grandi ali nere come bombardieri invisibili.

Ed ecco che eravamo fuori in mare aperto, oltre la barriera corallina, sopra la parete che precipita giù verso gli abissi. Abbiamo lanciato le lenze. Captain Bodden era relativamente taciturno, ma sapeva dove trovare il pesce e, in effetti, lo ha trovato. Abbiamo issato a bordo un grande barracuda, con i suoi affilatissimi denti, che tuttavia risultò non commestibile quando successivamente, a terra, lo abbiamo sottoposto al test delle formiche. Infatti i pesci di grandi dimensioni possono essere tossici in queste acque, e il test che i locali usano qui è quello di lasciare il pesce vicino a un formicaio. Se le formiche lo ricoprono vuol dire che è commestibile. Le formiche hanno evitato il nostro barracuda con grande cura.

Una visita a Georgetown non può non includere Heroes' square, la piazza degli eroi, dove si onorano gli eroi nazionali subito dopo essere stati proclamati tali.

L'idea di avere degli eroi nazionali è recente, ma è stata accolta entusiasticamente nell'isola. Non è semplice trovare degli eroi nazionali in una comunità tanto piccola, ma due sono stati identificati e proclamati. Diversamente dalla santità che richiede che il soggetto sia morto, nelle Isole Cayman si può essere un eroe nazionale ancora in vita. Prima di meritare una statua, però, probabilmente è necessario che egli non ci sia più, e, a tutt'oggi, nella piazza degli eroi c'è soltanto una statua. È quella di James Mannoah Bodden nei suoi ultimi anni. Bodden era un politico e un uomo d'affari, nonché, e su questo c'è largo consenso, un uomo assai robusto.

Perché la statua è allora quella di uomo chiaramente snello? La risposta che ho ricevuto da diverse persone è deliziosa. A un certo punto si decise, sostengono, di acquistare da una fabbrica degli Stati Uniti, specializzata nella realizzazione di statue, una statua già pronta. Hanno uno stock dal quale uno può scegliere quella che preferisce, tutto quello che occorre fare è applicarci una targa con il nome della persona che s'intende onorare. Quindi la statua di James Mannoah Bodden non rassomiglia per niente all'uomo che egli fu. Mi hanno garantito che questa storia è vera. Non credo neppure che abbia molta importanza. È il pensiero che sta dietro alla statua quello che conta.

La statua di James Mannoah Bodden è sopravvissuta all'uragano Ivan. Non così molti edifici, ma le cose ora stanno tornando alla normalità e i turisti stanno ritornando. Questo significa che è probabilmente un buon momento per visitare queste isole, giacché il benvenuto è particolarmente caloroso. È relativamente facile arrivarci - poco più di un'ora da Miami o da Nassau - e l'occasione si presta anche per un breve viaggio a Cuba.

Questa è un'altra storia. Vale la pena andarci, perché L'Avana è una città molto accattivante, ma le privazioni del posto e la tediosa determinazione con la quale i cubani tentano di separarti dal tuo denaro, ti faranno desiderare, per un po' di sollievo, di tornare con il primo aereo verso la prima colonia britannica. Cayman Airlines ti riporterà indietro. (©The Sunday Times)