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Philadelphia

Capolavoro americano

Nella città della Pennsylvania, una delle più antiche degli USA, culla della democrazia statunitense, numerose collezioni d'arte e mostre forniscono l'occasione per una visita all'insegna della cultura. Musei, gallerie e eventi sono di così gran valore da fare invidia alle più blasonate capitali europee

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È una Philadelphia surreale, quella che accoglie i visitatori in questo inizio di primavera. Un filo rosso vagamente onirico si dipana dal Museum of Art, dove fino a metà maggio è in corso una grandiosa mostra dedicata a Salvador Dalì, principe indiscusso del movimento surrealista, e avvolge l'intera downtown, nucleo storico della città fondata da William Penn nel punto più stretto delimitato dai fiumi Delaware e Schuylkill.

Riproduzioni di "orologi molli" e di "telefoni aragosta" campeggiano nelle vetrine delle boutique deluxe di Rittenhouse Row, insieme a tutta la stravagante iconografia del genio catalano; mentre nei trendissimi cocktail-bar di Walnut Street e dintorni l'happy hour è all'insegna di drink che più evocativi non si può.

Sorseggiare dopo il tramonto un Meloncholy Dalì da McCormick & Schmick's o un Dalinean nello Swann Lounge del Four Seasons è però molto di più di un'intrigante "esperienza surrealista", è anche la via più diretta per entrare in sintonia con una metropoli che ha un'attitudine particolare per ogni forma d'arte, potendo vantare un carnet di musei, collezioni e istituzioni culturali da far invidia alle più blasonate capitali europee.

Il Museum of Art con la sua favolosa collezione d'arte moderna è infatti solo la punta di un iceberg d'eccellenza che comprende anche il Rodin Museum con la più vasta raccolta di opere dello scultore al di fuori della Francia; l'Institute of Contemporary Art che ha il merito di aver fatto conoscere Andy Warhol al mondo; il Museum of American Art, interamente dedicato agli artisti d'Oltreoceano; e, appena fuori città, la prestigiosa Barnes Foundation, la più vasta collezione privata di Impressionisti e post-Impressionisti del mondo.

All'ombra di questi giganti è poi tutto un fiorire di gallerie d'arte altamente specializzate su cui si accendono i riflettori in occasione del "First Friday", imperdibile evento cultural-mondano a cadenza mensile che calamita nella seconda città della East Coast collezionisti e semplici appassionati d'arte da tutta la nazione e, da alcune stagioni, anche dall'Europa. Ogni primo venerdì del mese almeno una quarantina tra gallerie, atelier e studi d'artisti aprono le porte ai visitatori ben oltre l'orario di chiusura, trasformando le vie dell'Old City District in una festa mobile aperta a tutti, non solo agli addetti ai lavori.

E tra un cocktail e un vernissage c'è tutto il tempo per ammirare le splendide architetture di loft ed edifici storici che molto prima di diventare case d'arte, teatri e condomini di lusso erano sedi di fabbriche e manifatture. Proprio il recupero e la valorizzazione dei complessi industriali dell'inizio del secolo scorso è alla base della rinascita culturale e sociale che Philadelphia ha sperimentato negli ultimi decenni.

A differenza di quanto avviene nella maggior parte delle metropoli statunitensi, downtown non è soltanto il quartiere degli affari, ma è anche una popolata area residenziale particolarmente ambita dalle giovani coppie e, secondo gli esperti di statistiche sociali dell'Università della Pennsylvania, vanta la più alta percentuale di persone che raggiungono il posto di lavoro a piedi. Ecco spiegato perché dopo il tramonto non si trasforma in un quartiere fantasma, ma al contrario diventa un animato polo d'attrazione culturale che si accende delle insegne al neon di teatri, locali notturni e ristoranti alla moda.

Per i turisti, tutto ciò si traduce anche nella comodità di avere i principali monumenti concentrati in un quadrilatero di pochi isolati, il cosiddetto Historic District o, se si preferisce, "il miglio quadrato più storico d'America". Una passeggiata attraverso l'Independence National Historical Park equivale a fare un salto nel tempo alle origini della nazione americana, visto che proprio nelle sale dell'Independence Hall il 4 luglio 1776 venne firmata la Dichiarazione d'Indipendenza di Thomas Jefferson, la cui prima lettura pubblica fu salutata dai rintocchi della Liberty Bell.

Irreparabilmente danneggiata da una crepa, nonostante non sia più stata suonata dal giorno del compleanno di George Washington nel 1846, la campana più famosa d'America continua a essere il simbolo della libertà e dell'indipendenza della nazione e da un paio d'anni ha trovato una nuova e più suggestiva collocazione nel Liberty Bell Center, a pochi passi dalla posizione originale, dove è ora esposta in un luminoso ambiente vetrato con vista sullo slanciato edificio dell'Independence Hall.

Altro must è anche il National Constitution Center: inaugurato il 4 luglio 2003 è il primo museo interattivo interamente dedicato alla storia della Costituzione americana. E a proposito di interattività, quasi ogni sera dopo il tramonto, da aprile a ottobre, passeggiando per i viali dell'Independence National Historical Park si può assistere all'avvincente Lights of Liberty Show, uno spettacolo di suoni e luci che attraverso la proiezione di immagini e filmati sulle facciate dei palazzi storici rievoca la storia della Rivoluzione americana. Non fa ufficialmente parte del parco storico ma è comunque una tappa irrinunciabile di ogni appassionato di storia statunitense anche la Betsy Ross House, una tipica casetta in stile coloniale su Arch Street dove pare sia stata cucita la prima bandiera a stelle e strisce.

Superbi edifici in stile coloniale dominano anche la zona attorno a Rittenhouse Square, la più chic di downtown che pullula di boutique grandi firme, di questi tempi gettonatissima dai turisti europei. Attratti non tanto dal fascino delle architetture d'epoca, quanto piuttosto dallo shopping esentasse di abbigliamento e calzature garantito per legge in tutta la Pennsylvania, che sommato all'euro forte consente risparmi considerevoli non soltanto rispetto ai prezzi di casa nostra, ma anche sugli acquisti in ogni altro stato dell'Unione.

Facile quindi intuire perché da alcuni anni Philadelphia abbia distanziato di alcune lunghezze New York, classica meta dello shopping a stelle e strisce, nelle preferenze dei turisti a caccia d'affari. A loro si deve il successo del King of Prussia Mall che sorge a mezz'ora d'auto dal centro: è il complesso commerciale più grande d'America e forse del mondo e riunisce sotto un unico tetto otto grandi magazzini e qualcosa come 365 negozi

Ma siete avvisati: per girarlo tutto non è sufficiente un solo giorno. E nemmeno una sola carta di credito!

(28 aprile 2005)