Viaggi

Vandea (Francia)

In tour lungo l'Atlantico

Tra atmosfere ancora tipicamente mediterranee e antiche saline dove viene raccolto l'"oro bianco", c'è un angolo di Francia, affacciato sull'Oceano, ancora un po' defilato dai grandi circuiti turistici. Ed è proprio da qui che, tra qualche settimana, per la terza volta in 12 anni, ripartirà la storia del Grande Ciclismo

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Il suo nome è ormai entrato nella leggenda della Grande Vela, almeno da quando (era il 1989) lo skipper Philippe Jeantot organizzò la prima Vendée Globe, l'unica regata in solitaria attorno al mondo senza scali. Ma ci sono tutti i presupposti perché da quest'anno la Vandea, il più meridionale dei dipartimenti della regione francese della Loira Atlantica, entri anche nella storia del Grande Ciclismo.

 

Tra qualche settimana, infatti, per la terza volta in 12 anni, prenderà il via proprio dalla Vandea il mitico Tour de France. Perché allora non scoprire in anteprima quest'angolo di Francia, affacciato sull'Atlantico ma ancora defilato dai grandi circuiti turistici? Magari proprio in sella a una bicicletta, seguendo l'itinerario suggerito dalle prime tappe del Tour, anche se ovviamente a un ritmo più rilassato, per assaporare tutta l'art-de-vivre dei villaggi della costa e dei borghi dal fascino discreto, dove la vita scorre lenta come le house-boat che discendono pigramente i fiumi.

Atmosfere tipicamente mediterranee, nonostante ci si trovi in pieno Oceano Atlantico, ci accolgono sull'Ile de Noirmoutier. Il nome, però, non tragga in inganno: in realtà si tratta di una penisola, collegata alla terraferma da un ponte e dal cosiddetto "passaggio del Gois", una strada lunga circa 4 chilometri percorribile solo con la bassa marea, ma che scompare sommersa dall'acqua quando la marea sale, restituendo per alcune ore a Noirmoutier la sua identità isolana.

Una rete di sentieri è un invito più che esplicito a lasciare l'auto per esplorare boschi di pini marittimi e spiagge sabbiose a piedi o in bicicletta, a passeggiare nei porticcioli di l'Epine, di La Guérinière o di Noirmoutier-en-l'Ile, dove c'è sempre qualche anziano marinaio in vena di spiegarvi perché l'isola, che si trova per buona metà sotto il livello del mare, è soprannominata "La Bella Olandese".

Alla Maison du Sel, nel porto del capoluogo, scopriamo invece la storia secolare, il funzionamento e le tradizioni ancestrali delle saline che sono il vero patrimonio economico e naturalistico dell'isola. Create dai monaci benedettini nel V secolo, dopo aver attraversato un periodo di declino all'inizio del 900, da alcuni anni sono tornate in piena attività grazie all'impegno di una giovane generazione di sauniers.

Le saline occupano il cuore dell'isola e sono visitabili tutto l'anno, ma da giugno a settembre si può assistere alla raccolta artigianale dell'"oro bianco", senza poi dimenticarsi di acquistare un sacchetto di sale grosso o fino aromatizzato con erbe e spezie locali o una confezione di raro fior di sale, cristalli preziosi dal candore e dal gusto unici.

E a proposito di gusto, non si può lasciare Noirmoutier senza aver prima fatto una bella scorpacciata di ostriche. Tanto più che quelle servite nei ristoranti della zona provengono dagli allevamenti della baia di Bourgneuf e sono particolarmente apprezzate dagli intenditori.

Tornati sulla costa, appare subito chiaro perché la Vandea è considerata - Tour de France a parte - un vero paradiso per gli appassionati delle due ruote: lungo il litorale fra Noirmoutier e La Tranche-sur-Mer si snodano la bellezza di 100 chilometri di piste ciclabili, prima tranche di un grandioso progetto che prevede la realizzazione, entro i prossimi anni, di una rete di 750 chilometri di percorsi attrezzati e segnalati in tutta la Vandea.

Ma sono le spiagge, dorate e sconfinate, movimentate da dune o bordate da foreste di pini marittimi, la vera attrazione della Côte de Lumière, punteggiata di località balneari a misura di famiglie. Tre di queste, St-Gilles-Croix-de-Vie, St-Jean-de-Monts e La Tranche-sur-Mer, possono tra l'altro fregiarsi del marchio "Station Kid" che distingue i comuni francesi che adottano una politica turistica a favore dei piccoli ospiti, ai quali si garantiscono alti standard in termini di accoglienza, attrezzature, animazione, sicurezza e ambiente.

Per non parlare del ventaglio di attività proposte: tra gare di aquiloni, concorsi di castelli di sabbia, tornei sportivi sulla spiaggia, "pesca a piedi" con la bassa marea, ogni giorno ci sono nuovi giochi da fare e da imparare. E mentre i bambini si divertono in compagnia, gli adulti possono cimentarsi negli sport adrenalinici, ma accessibili a tutti, che hanno reso celebri nel mondo le spiagge della Vandea, come il flysurf, lo speed sail e il kart a vela, che ha il suo centro d'elezione a St-Jean-de-Monts.

Les Sables-d'Olonne è invece, come tutti sanno, la capitale indiscussa della vela. Dal Port Olona salpano ogni quattro anni i "capitani coraggiosi" della Vendée Globe, ma ogni giorno, nella bella stagione, potete prendere il largo a bordo di barche a vela e catamarani con o senza skipper o imbarcarvi su un cabinato per una breve crociera d'altura.

Ricco di ristoranti e bar alla moda, il porto turistico è il quartiere più branché della città. Esattamente l'opposto del vecchio porto di pesca, da visitare al mattino presto, all'arrivo dei pescherecci carichi soprattutto di sardine, sogliole e crostacei. E tanto per rimanere in tema, raggiungete poi il pittoresco quartiere dell'Ile Penotte, con le stradine acciottolate e le facciate delle case decorate con i buffi mosaici di conchiglie realizzati da madame Danielle Aubin, un'artista locale di grande talento e fantasia.

Proseguendo ancora verso sud, ecco poi il Marais Poitevin, la seconda area umida di Francia dopo la Camargue, un labirinto liquido di lagune e paludi bonificate dai monaci nell'XI secolo e solcate da qualcosa come 4.000 chilometri di canali. Lungo i quali ci avventuriamo in barca, come fanno da sempre i maraichin, che a bordo delle plate, i tipici battelli dal fondo piatto, si spostano da un villaggio all'altro, trasportano merci e bestiame e, da quando il parco è stato scoperto dal turismo, portano anche a zonzo i visitatori.

In alternativa, per esplorare la Venise Verte, la Venezia Verde della Vandea, non c'è niente di meglio di una bicicletta. Pianeggiante e ombreggiato, il Marais è l'ideale per facili pedalate lungo i numerosi itinerari, tutti ben tracciati e segnalati.

(2 giugno 2005)