L'occasione è offerta dalle celebrazioni del bicentenario della nascita di Hans Christian Andersen, il più amato favolista danese e forse del mondo intero, che per creare storie e personaggi che hanno fatto sognare generazioni di bambini, come la Sirenetta, il Brutto Anatroccolo, la Piccola Fiammiferaia e il Soldatino di Piombo, tanto per citare i più noti, si è ispirato proprio alle antiche tradizioni nordiche, ai castelli e ai paesaggi incantati della sua terra.
È tra le suggestioni di questo mondo favoloso (è il caso di dirlo!) sospeso tra fantasia e realtà, che si snoda un fascinoso itinerario sulle tracce di Andersen che attraversando la Fionia e la Selandia tocca i luoghi dell'infanzia e della maturità dello scrittore, animati nei prossimi mesi da un caleidoscopio di eventi a tema fiabesco, spettacoli teatrali, parate in costume, happening di musica e danza ideati per i più piccoli, ma con lo scopo, nemmeno troppo nascosto, di far tornare bambini anche gli adulti.
Il nostro viaggio non può che partire da Odense, sull'isola di Fionia, la città natale del favolista, di cui si può visitare la casa-museo in Bangs Boder 29, dove si ritiene sia nato il 2 aprile 1805 e in cui con molta probabilità trascorse i primi due anni di vita. È piccola e modesta, come semplice e umile fu l'infanzia di Andersen, che era di famiglia povera, padre ciabattino e madre lavandaia, ma non perse mai la capacità di sognare e di realizzare i propri sogni.
Come racconta anche nell'autobiografia "La Fiaba della mia Vita", di cui si può ammirare il manoscritto originale, illustrato da grandi affreschi dipinti sulle pareti. Per farsi un'idea di come fu l'infanzia di Hans Christian conviene poi fare un salto anche all'abitazione di Munkemøllestræde, un tipico edificio con il tetto spiovente vicino alla cattedrale dove visse con i genitori fino a 14 anni: è un vero scrigno di memorie dell'adolescenza con gli ambienti d'epoca ricreati nei minimi dettagli seguendo le descrizioni lasciate dall'autore nei suoi scritti.
Interessante, ma certo i bambini troveranno di gran lunga più intrigante la parata di H.C. Andersen che dall'ultima settimana di giugno alla prima di agosto mette in scena nel Lotze's Have di Odense le fiabe più celebri, con tre repliche giornaliere, alle 11, alle 13 e alle 15. In alternativa, li si può portare al Fyrtøjet - et kulturhus for børn (L'acciarino - centro culturale per bambini), in Hans Jensens Stræde 21, un centro multi-sensoriale aperto tutto l'anno sul tema di Andersen e delle sue favole a due passi dal Museo.
E prima di lasciare la città, non perdete l'occasione di coinvolgerli in un'avvincente "caccia alla statua" alla ricerca delle sculture che rappresentano le fiabe più famose: sparse per le vie del centro ce ne sono almeno una dozzina, da "I vestiti nuovi dell'Imperatore" a "Pollicina", e così il gioco diventa un pretesto per esplorare i quartieri più antichi della città, rimasti praticamente immutati dai tempi dello scrittore, con le stradine acciottolate fiancheggiate da edifici color pastello che conducono anche alle chiese di S. Hans e di S. Knud dove Andersen ricevette, rispettivamente, il battesimo e la cresima.
Lasciamo Odense per Copenaghen ripercorrendo lo stesso itinerario del quattordicenne Hans Christian che giunse nella capitale il 6 settembre 1819 e avrebbe in seguito ricordato quella data come la sua "seconda nascita". Si avverava infatti il primo dei suoi grandi sogni, anche se gli inizi furono piuttosto duri. Solo e indifeso, con un pugno di scellini in tasca, tentò dapprima la carriera teatrale come ballerino e come cantante, ma senza successo.
Ricostruzioni interattive ed effetti multimediali dell'avventurosa vita dello scrittore sono nel "Meraviglioso mondo di Hans Christian Andersen" il nuovo museo inaugurato un anno fa in Rådhuspladsen. Il percorso di visita è una full-immersion a misura di bambino nella vita del poeta, di cui si visita lo studio ricostruito tale e quale, così come le scene delle fiabe più famose, dalla Piccola Fiammiferaia a Pollicina, dal Soldatino di Piombo alla Sirenetta.
E a proposito di Sirenetta, la tappa successiva non può che essere alla statua-simbolo non solo di Copenaghen, ma di tutta la Danimarca, adagiata solitaria e malinconica sul fronte del porto di Langelinie. Tutti la conoscono, ma non sono in molti a sapere che si tratta di un dono alla città da parte di Carl Jacobsen, il figlio del fondatore della Birreria Carlsberg, che si commosse a tal punto assistendo a un balletto ispirato alla triste storia della sirena che si innamora di un principe, da commissionare allo scultore Edvard Eriksen la copia in bronzo della protagonista che dal 1913 è l'emblema della città.
Da qui, con una breve passeggiata, raggiungiamo il porto-canale di Nyhavn, quartiere tra i più vivaci e caratteristici della capitale, dove attraccano velieri e barche a vela e nella bella stagione si tira tardi ai tavolini dei caffè all'aperto. Le case in cui ha alloggiato sono sparse un po' ovunque per la città.
Tra queste, l'edificio in Lille Kongensgade sede dello storico Café a' Porta che in occasione del bicentenario propone un menu speciale con i piatti preferiti da Andersen; e il palazzo dei grandi magazzini Nord, all'angolo tra Vingårdsstræde e Kongens Nytorv, che ospitava l'Hotel du Nord in cui nel 1838 lo scrittore si stabilì in una camera con vista sul Teatro Reale, dove sognava di esibirsi da ragazzo e dove poi sarebbero andate in scena alcune delle sue opere migliori.
A questo punto, per ritrovare tutta la magia delle fiabe non resta che dirigerci verso il Tivoli, il parco di divertimenti più popolare del Nord Europa che aprì i battenti nel lontano 1843. Inutile dire che questo regno della fantasia era quasi una seconda casa per Andersen, che si ispirò a una delle attrazioni dell'epoca, "il bazar cinese", per scrivere la favola dell'Usignolo.
Qui i bambini possono scatenarsi tra mille attrazioni, dal roller-coaster mozzafiato alle giostre per i più piccini, dalla casa degli specchi alle pantomime nel teatro all'aperto, nell'attesa del calar della sera che segnerà ogni giorno (venerdì escluso) l'inizio del grandioso spettacolo con cui il parco delle fiabe di Tivoli celebra in grande stile il 200 anniversario del più grande favolista danese.
(9 giugno 2005)