Il borgo delle meraviglie
Ernesto FagianiUnici suoni la voce umana, le campane della parrocchia di San Michele Arcangelo, l'abbaiare dei cani, lo stridìo dei gabbiani, il sibilo dei carrelli elettrici che trasportano merci e bagagli, unico mezzo di locomozione ammesso da quando non ci sono più i muli. Fino a mezzo secolo, fa si arrivava solo in barca; adesso la strada c'è, però macchine e moto sono bandite dal paese, assieme a pub e paninerie, discoteche e jeanserie.
Terra di fanghi e fumarole, paradiso del benessere e della remise en forme, Sant'Angelo ha rinunciato ai grandi numeri del turismo di massa, che ha invece invaso il resto dell'isola.
La protezione dell'ambiente, non …
Unici suoni la voce umana, le campane della parrocchia di San Michele Arcangelo, l'abbaiare dei cani, lo stridìo dei gabbiani, il sibilo dei carrelli elettrici che trasportano merci e bagagli, unico mezzo di locomozione ammesso da quando non ci sono più i muli. Fino a mezzo secolo, fa si arrivava solo in barca; adesso la strada c'è, però macchine e moto sono bandite dal paese, assieme a pub e paninerie, discoteche e jeanserie.
Terra di fanghi e fumarole, paradiso del benessere e della remise en forme, Sant'Angelo ha rinunciato ai grandi numeri del turismo di massa, che ha invece invaso il resto dell'isola.
La protezione dell'ambiente, non solo in senso naturalistico, è il punto fermo di tutti gli operatori, culturali, turistici e commerciali, riuniti nell'Associazione Amici di Sant'Angelo, col compito di pungolare le istituzioni per migliorare ulteriormente il sistema di accoglienza ai visitatori, istituire punti informativi, controllare il funzionamento del depuratore garantendo così mare pulito anche nei periodi di massima affluenza turistica.
Alessandra Calise, attuale presidentessa dell'Associazione, accende i toni di un'antica polemica con le amministrazioni locali, che concentrano tutte le attività di promozione tra Forio e Lacco Ameno. Nipote della mitica Linda Perzen, la signora tedesca che negli anni Trenta diede il via al turismo di Sant'Angelo aprendovi il primo albergo, la Pensione Miramare, Calise gestisce insieme alla sorella sia l'hotel, ingrandito e più volte rimodernato, che il parco termale e il centro benessere
L'obiettivo è mantenere intatta l'atmosfera di serenità e di isolamento, preservando quell'ambiente naturale che in mezzo secolo ha attirato qui politici e intellettuali, personalità della cultura e dello spettacolo. Tra i primi, donna Rachele Mussolini ed Edda Ciano, la regina Elena e Gabriele D'Annunzio; De Sica girò nella piazzetta di Sant'Angelo molte scene di Caccia alla volpe, con Peter Sellers, mentre Pasolini e Neruda nuotavano tra gli scogli più impervi; poi un carosello di nomi: da Andreotti a Nenni, Sofia Loren, Walter Chiari, Maradona ed oggi Romano Prodi, Carla Fracci, Carlo Verdone, Beppe Grillo e l'immancabile Fred Bongusto, proprietario di una delle poche ville del borgo.
Sant'Angelo sorge al centro di una delle zone ischitane più ricche di sorgenti termali; le fumarole, come a Pozzuoli, bollono persino sotto la sabbia. Poche case girano intorno alla piazzetta, e dal porto salgono in cima al promontorio dominato dalle guglie della chiesa parrocchiale. Alle spalle le pendici del monte Epomeo, dalla cui vetta si gode il panorama dell'isola.
Ad est Maronti, la spiaggia più grande d'Ischia. L'isolotto a forma di panettone - per i santangiolesi la "Torre" - che nel Medioevo accoglieva un piccolo monastero, fronteggia la baia, ancorato alla terraferma dal breve istmo di sabbia; qualche secolo dopo vi fu costruita una fortezza, distrutta dalle cannonate durante il periodo napoleonico.
Era il rifugio di pirati e contrabbandieri, ma soprattutto una terra di pescatori, che con le barche si avventuravano fino in Sardegna a caccia di pescespada o con gozzi e lampare setacciavano il mare con il "tramaglio". Poi, fino agli anni' 50, Sant'Angelo divenne il porto privilegiato di Ischia; le notti d'agosto, salpavano le barche per la pesca al totano, una tradizione che oggi fa parte del folklore locale e alla quale partecipano anche i turisti, o s'imbarcavano bottiglie e botti di vino locale.
"Biancolella" e "Per'e Palummo" prendevano la strada delle tavole del Lazio, Toscana e Liguria, mentre nelle cantine dell'isola già ci si preparava alla vendemmia successiva, lavando le botti con acqua di mare.
I muli scendevano carichi fino in piazzetta, dove si facevano gli assaggi e si contrattavano i prezzi del vino. Oggi quella stessa piazzetta è il salotto del paese. I nottambuli vi aspettano l'alba sulle note del pianista del "Pirata": andranno a dormire solo dopo un cappuccino e una fetta di torta dal "Pescatore". Chi soggiorna a Sant'Angelo è destinato a diventare presto un habitué.
Anche lo shopping acquista il sapore di una visita a casa di conoscenti. Niente souvenir da bancarella: chi apre bottega qui, lontano dallo struscio di Forio e di Lacco Ameno, è innamorato dell'atmosfera che si respira. Come Sergio Canestrelli - mercante, recita il suo biglietto da visita - collezionista di modernariato Usa anni '50 (tra i suoi migliori clienti Renzo Arbore) e Marina Bottiglieri, donna discreta e decisa, volitiva come le forme dei gioielli che propone.
Figlio di pescatore, Tommaso Barricelli è tornato a casa con orgoglio: dopo tanti anni al lavoro presso varie case di moda, ha aperto un quadrilatero di negozi intorno alla piazzetta, e propone capi d'abbigliamento in sintonia con quello che, a suo dire, è lo stile isolano. A Sant'Angelo, Jacono è il cognome più diffuso. Tutti quelli che lo portano sono parenti: anche Fausto è stato molto all'estero, in Austria e Germania; ora ha un'enoteca con cucina stile anni '60 ("Il Saraceno"), che affaccia su uno dei vicoli più impervi. Sua cugina Carla gestisce invece "Casa Celestino", l'albergo più elegante, mentre i fratelli Antonio ed Ernesto hanno inventato forme inedite e nuove decorazioni per la coloratissima ceramica di Ischia.
Infine Carlo, per tutti il "Pirata": "sciupafemmine" come lo definiscono qui affettuosamente, animatore dell'unico ritrovo aperto notte e giorno. Non poteva mancare una figura come Paola Carotenuto, che ogni anno percorre d'inverno la Via della seta per portare sull'isola veli e colori esotici. Dalle Belle Arti di Napoli, è approdato Massimiliano Santoro, scultore e ceramista nella sua galleria "Percorsi comunicanti".
Intanto, la giornata santangiolese scivola via lieve. Quattro chiacchiere, una vasca ed un massaggio, la passeggiata lungo la spiaggia dei Maronti, un bianco d'Ischia bevuto al tramonto, la cena a lume di candela da una terrazza sul mare. Il mondo sembra aver messo i confini lì, sull'isolotto a panettone che per i vecchi santangiolesi è, e sempre sarà, "la Torre".
(14 luglio 2005)