Ma la suggestione è la stessa. Sì, perché passeggiando per gli Atelier dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, aperti in occasione della 51esima Esposizione Internazionale d'Arte, si è subito investiti dal profumo dei materiali che i giovani artisti, sotto gli occhi incuriositi dei visitatori, lavorano.
L'opera, sia che si tratti di pittura o scultura, di grafica o plastica ornamentale - tanti sono infatti i laboratori, venti per l'esattezza quelli che, fino al 6 novembre, per tutta la durata dell'esposizione, aprono le porte al pubblico - non viene mai presentata come un prodotto finito, sradicato dal processo che gli ha dato forma.
Al contrario, il pubblico assiste e partecipa al momento supremo della creazione: "È come passare davanti a una pasticceria mentre stanno impastando i cannoli" commenta sorridendo, ma con un'immagine molto efficace, Gloria Vallese, professoressa di Storia dell'Arte presso l'Accademia veneziana, che ha curato personalmente l'allestimento di "Atelier Aperti" (tel. 041-5218828): la prima vera grande mostra da quando, nel 2002, i laboratori artistici sono stati spostati nella nuova sede all'istituto di carità alle Zattere.
Una mostra in cui convivono tecniche antichissime e procedimenti innovativi: ogni Atelier infatti è un luogo singolare dove, accanto alle opere, vengono esibiti le materie prime e gli strumenti, gli attrezzi stessi del mestiere insomma. Perché l'obiettivo che la Biennale di Venezia, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti, si pone è proprio quello di abbattere idealmente una parete: quella parete che separa i non addetti ai lavori dal momento in cui l'arte prende corpo.
Tutti giovani e giovanissimi sono gli artisti che partecipano alla mostra, per lo più allievi dell'Accademia, non più esordienti però, ma già segnalati da premi e partecipazioni a rassegne prestigiose. Giovani di tutto il mondo che arrivano a Venezia da esperienze diverse che li hanno profondamente segnati.
E sono gli stessi giovani artisti che, a turno, presso il Padiglione Italia ai Giardini della Biennale, intrattengono il pubblico proponendo alcuni assaggi di ciò che negli ultimi anni ha caratterizzato la produzione degli Atelier. Così un giorno a settimana - il sabato fino al 31 agosto, poi il giovedì sino alla fine di ottobre - ciascun allievo sceglie una serie di opere da commentare e presentare ai meno esperti conoscitori del mondo dell'arte contemporanea.
L'evento, che prende il nome di "Controluce", contribuisce a fare di Venezia un'officina permanente di arte. Ma non finisce qui, perché sempre durante i mesi dell'Esposizione internazionale arrivano in Laguna il Festival del Teatro (dal 15 al 25 settembre) e quello della Musica Contemporanea (dal 28 settembre al 9 ottobre, info: www.labiennale.org).
Mentre sono le sale dello storico Caffè Florian, proprio là dove nel 1893 è nata l'idea dell'allora Esposizione internazionale della città di Venezia, ad ospitare il 21 luglio la "Notte dei Poeti": è qui che Fernanda Pivano leggerà alcuni brani degli scritti di Ernest Hemingway e di Ezra Pound dedicati alla città lagunare.
(21 luglio 2005)