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Laboratori aperti

In occasione della cinquantunesima edizione della Biennale gli Atelier dell'Accademia di Belle Arti aprono le porte al pubblico: una visita ricca di suggestioni che si propone di abbattere ogni ostacolo tra i giovani artisti e i visitatori
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L'odore forte della vernice fresca, il profumo di creta appena lavorata, gli schizzi scuri d'inchiostro. Intorno, suoni e rumori di metalli saldati e poi surriscaldati. L'impressione che si ha è quella di essere nel mezzo di un cantiere in piena attività. Invece siamo a Venezia, in un palazzo del Cinquecento, non lontano dal canale della Giudecca.

Ma la suggestione è la stessa. Sì, perché passeggiando per gli Atelier dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, aperti in occasione della 51esima Esposizione Internazionale d'Arte, si è subito investiti dal profumo dei materiali che i giovani artisti, sotto gli occhi incuriositi dei visitatori, lavorano.

L'opera, sia che si tratti di pittura o scultura, di grafica o plastica ornamentale - tanti sono infatti i laboratori, venti per l'esattezza quelli che, fino al 6 novembre, per tutta la durata dell'esposizione, aprono le porte al pubblico - non viene mai presentata come un prodotto finito, sradicato dal processo che gli ha da…

L'odore forte della vernice fresca, il profumo di creta appena lavorata, gli schizzi scuri d'inchiostro. Intorno, suoni e rumori di metalli saldati e poi surriscaldati. L'impressione che si ha è quella di essere nel mezzo di un cantiere in piena attività. Invece siamo a Venezia, in un palazzo del Cinquecento, non lontano dal canale della Giudecca.

Ma la suggestione è la stessa. Sì, perché passeggiando per gli Atelier dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, aperti in occasione della 51esima Esposizione Internazionale d'Arte, si è subito investiti dal profumo dei materiali che i giovani artisti, sotto gli occhi incuriositi dei visitatori, lavorano.

L'opera, sia che si tratti di pittura o scultura, di grafica o plastica ornamentale - tanti sono infatti i laboratori, venti per l'esattezza quelli che, fino al 6 novembre, per tutta la durata dell'esposizione, aprono le porte al pubblico - non viene mai presentata come un prodotto finito, sradicato dal processo che gli ha dato forma.

Al contrario, il pubblico assiste e partecipa al momento supremo della creazione: "È come passare davanti a una pasticceria mentre stanno impastando i cannoli" commenta sorridendo, ma con un'immagine molto efficace, Gloria Vallese, professoressa di Storia dell'Arte presso l'Accademia veneziana, che ha curato personalmente l'allestimento di "Atelier Aperti" (tel. 041-5218828): la prima vera grande mostra da quando, nel 2002, i laboratori artistici sono stati spostati nella nuova sede all'istituto di carità alle Zattere.

Una mostra in cui convivono tecniche antichissime e procedimenti innovativi: ogni Atelier infatti è un luogo singolare dove, accanto alle opere, vengono esibiti le materie prime e gli strumenti, gli attrezzi stessi del mestiere insomma. Perché l'obiettivo che la Biennale di Venezia, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti, si pone è proprio quello di abbattere idealmente una parete: quella parete che separa i non addetti ai lavori dal momento in cui l'arte prende corpo.

Tutti giovani e giovanissimi sono gli artisti che partecipano alla mostra, per lo più allievi dell'Accademia, non più esordienti però, ma già segnalati da premi e partecipazioni a rassegne prestigiose. Giovani di tutto il mondo che arrivano a Venezia da esperienze diverse che li hanno profondamente segnati.

E sono gli stessi giovani artisti che, a turno, presso il Padiglione Italia ai Giardini della Biennale, intrattengono il pubblico proponendo alcuni assaggi di ciò che negli ultimi anni ha caratterizzato la produzione degli Atelier. Così un giorno a settimana - il sabato fino al 31 agosto, poi il giovedì sino alla fine di ottobre - ciascun allievo sceglie una serie di opere da commentare e presentare ai meno esperti conoscitori del mondo dell'arte contemporanea.

L'evento, che prende il nome di "Controluce", contribuisce a fare di Venezia un'officina permanente di arte. Ma non finisce qui, perché sempre durante i mesi dell'Esposizione internazionale arrivano in Laguna il Festival del Teatro (dal 15 al 25 settembre) e quello della Musica Contemporanea (dal 28 settembre al 9 ottobre, info: www.labiennale.org).

Mentre sono le sale dello storico Caffè Florian, proprio là dove nel 1893 è nata l'idea dell'allora Esposizione internazionale della città di Venezia, ad ospitare il 21 luglio la "Notte dei Poeti": è qui che Fernanda Pivano leggerà alcuni brani degli scritti di Ernest Hemingway e di Ezra Pound dedicati alla città lagunare.

(21 luglio 2005)