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Il triangolo del vivere bene

Come cateti il relax e il silenzio, e per ipotenusa il benessere fisico e mentale. Ecco un itinerario che tocca Acquapendente, Allerona e San Casciano dei Bagni, incantevoli borghi ai vertici di tre diverse regioni

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Se fosse stata geometria, di certo Pitagora ci avrebbe costruito sopra un teorema: come cateti il relax e il silenzio e come ipotenusa il vivere bene. Il risultato in natura è un "triangolo benedetto", un triangolo virtuale, costituito da Acquapendente, Allerona e San Casciano dei Bagni (tre paesi, distanti circa 20 km l'uno dall'altro, ai vertici di tre regioni differenti, Lazio, Umbria e Toscana) nel quale ambiente, storia, gastronomia e antiche tradizioni s'incontrano.

E dove "la somma dei quadrati" è data dal benessere fisico e mentale, di qui la scelta dell'aggettivo "benedetto". Un soggiorno in zona permette di rigenerare corpo e spirito, di avvicinarsi a un mondo arcaico, di scoprire la storia e l'identità di ciascuna punta di quest'ideale figura geometrica.

L'impronta etrusca e romana, ad Acquapendente, è evidente a ogni angolo della strada. A cominciare dalla Porta romana, a pianta esagonale, oggi sede del Museo della Ceramica Medievale (info tel. 800-411834): in esposizione reperti di maiolica arcaica, dipinti in ramina e manganese, decorati con motivi vegetali, stemmi araldici, figure umane.

La porta è detta comunemente Torre Julia De' Jacopo a ricordo del coraggioso gesto di una donna, appunto Julia De' Jacopo, che con la sua prontezza, nel 1550, riuscì a chiudere il portone, bloccando l'ingresso ai nemici. Nel Museo Civico Diocesano, invece, inaugurato di recente all'interno del Palazzo Vescovile, si ritrovano altri esempi di ceramica come i boccali della tipologia "Belle" del XVI secolo,che rappresentano figure femminili con il nome della donna: un tempo venivano donati alle fidanzate come pegno d'amore.

Il paese si anima nei fine settimana quando gli studenti delle Università vicine (della Tuscia, Perugia, Roma) ritornano a casa. Ma è in maggio, in occasione della Festa della Madonna del Fiore, che l'allegria degli aquesiani tocca il suo apice. I protagonisti sono i Pugnaloni (da pungoli, bastoni terminanti con un ferro a forma di spatola usati dai contadini per incitare i buoi), grandi pannelli con dipinti allegorici, il cui tema è sempre la libertà.

Niente acquerelli, tempere o tubetti ad olio: le decorazioni sono fatte da centinaia di tipi di fiori e foglie e da qualunque altra pianta che lasci una traccia di colore. Per ammirare quelli della scorsa edizione, anche se ormai secchi, basta andare in Duomo. Ciò che rende unica la Basilica è però la cripta romanica (è buia, serve un euro per poterla illuminare): ha volta a crociera e ventiquattro colonne in pietra dura, sormontate da capitelli abbelliti da composizioni vegetali o teste di ariete.

Di grande importanza storica è il Sacro Sacello che ricorda quello del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nel tabernacolo interno ci sono pietre incastonate che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta un'iscrizione latina sul muro.

Non solo arte e cultura. Da Acquapendente si raggiunge facilmente la Riserva Naturale di Monte Rufeno (info tel. 800-411834). Circa 3000 ettari di bosco in cui convivono querceti misti, a prevalenza di cerro e roverella, in gradazione cromatica che muta ogni giorno, come la tela di un pittore impressionista. Si possono percorrere, nella pace più assoluta, numerosi sentieri dove è possibile incontrare daini, cinghiali o qualche timido capriolo.

Ma anche scoprire le trosce, curiosi laghetti creatisi da affioramenti argillosi. Vi vive la tartaruga d'acqua dolce (Emys Orbicularis), piuttosto rara, e una particolare specie erbacea: l'erba scopina (Hottonia Palustris), unica presenza in regione.

Esercita un continuo richiamo sui trekker, gli innamorati del cammino, anche la Selva di Meana, vicino Allerona, in Umbria, che costituisce la naturale continuazione geografica ed ecologica della Riserva del Monte Rufeno. Tanto che gli enti pubblici stanno lavorando a un progetto per la realizzazione di un Parco Interregionale.

Ci sono percorsi tracciati (e mappe distribuite nella sede del Comune di Allerona) di vari gradi di difficoltà e durata. La Selva è generosa persino con chi non se la sente affrontare camminate impegnative. Al suo interno vi è, infatti, il Parco di Villalba, area attrezzata con piazzole, panche, tavoli e uno spazio per manifestazioni e intrattenimento.

Il borgo di Allerona conserva intatto il proprio fascino antico: una manciata di case con pietra a vista, ingentilite da fioriere di gerani e ciclamini posti sulle mura di ciascuna abitazione. Le strette vie portano alla piazzetta con la Chiesa di Santa Maria Assunta, a una sola navata.

L'interno è adorno di terracotte decorative fra cui spicca il pulpito, mente l'abside è interamente affrescata con scene di vita della Vergine Maria. Altra chiesa che merita una visita è quella della Madonna dell'Acqua, in stile settecentesco, dalla caratteristica fonte ottagonale, costruita su una preesistente cappella votiva del 1400, accanto a una fonte d'acqua che la devozione popolare riteneva prodigiosa.

Dal cuore verde d'Italia arriviamo a San Casciano dei Bagni, altro piccolo gioiello, alle pendici del Monte Cetona. Qui il quadro è perfetto: tranquillità, privacy, natura incontaminata e il prestigio delle terme (con 42 sorgenti si collocano per portata d'acqua -5 milioni e 400 mila litri al giorno- al primo posto in Italia e al terzo in Europa).

Non stupisce che attori e artisti abbiano casa da queste parti. Come Alessandro Gassman, Sergio Castellitto o la designer Tricia Guild. Un borgo toccato dal cinema: è ancora recente il ricordo del set del film Non ti muovere con Sergio Castellitto e Penelope Cruz, e della fiction Ricomincio da me (con Barbara d'Urso, Gioele Dix, Ricky Tognazzi e Stefania Sandrelli, in programma su Canale 5 la prossima primavera).

Ma nonostante la presenza di vip, il borgo non ha perso le sue caratteristiche. Anche la gastronomia s'ispira alla cucina povera della tradizione. Tra i piatti il ciaffagnone, una frittella di farina e uova cotta nello strutto che si accompagna sia ai cibi salati che a quelli dolci: si può assaggiare anche negli altri due comuni ma, se gli ingredienti sono gli stessi, cambia il nome a seconda della regione: nella parte umbra i ciaffagnoni sono chiamati mejacci, mentre nel viterbese sono noti come fregnacce (in agosto in tutte e tre le località si celebra la sagra).

 


Da ogni parte si guardi la prima cosa che s'impone all'occhio è la mole del Castello. In realtà nonostante tutti lo chiamino castello, è una villa edificata nel 1911 (oggi sede del Comune) nobilitata da una merlatura fintomedioevale. Non è il solo caso di "plagio di un'epoca": la Chiesa di Santa Maria Assunta ad Allerona e Torre Alfina vicino Acquapendente riproducono elementi medievali.

Modernissima è invece l'arte sacra: la Collegiata di San Leonardo Abate e l'adiacente Oratorio di Sant'Antonio sono state riallestite da Bizhan Bassiri, artista iraniano. Ne deriva una sintesi tra sacro e moderno che è anche un punto d'incontro tra un tempio cattolico e un artista musulmano.

Bassiri ha fatto emergere le strutture preesistenti e con i suoi specchi solari, ha catturato i bagliori delle candele in un gioco di luci. Infine, ai piedi dell'abitato, di rilievo è il Bagno Grande (vi si arriva tramite un sentiero illuminato che parte dal centro storico), una sorgente termale immersa nel verde in aperta campagna nella zona dove un tempo sorgevano le Terme romane, oggi in fase di recupero.

L'odore delle acque sulfuree si miscela con quello dell'origano e del basilico che arriva dagli orti coltivati. Vi è persino un mulino che sfrutta le acque termali, dove la vecchia macina di pietra ancora funziona (per visite tel. 0578-58027). A caratterizzare ulteriormente l'ambiente sono "i vasconi": due piscine in pietra grezza. Non sono poche le persone che soprattutto alla sera vi si immergono per ritrovare, al chiarore delle stelle, il brivido dell'acqua che sgorga dalle viscere della terra.