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Una città nel deserto

Ville in perfetto stile hollywoodiano, case color pastello che ricordano Positano e dimore dal sapore decisamente islamico. A 500 chilometri dal Cairo e a poco più di mezz'ora di macchina da Hurghada
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È come la Seahaven di Truman Show, la città mai esistita del film di Peter Weir, dove tutto era stato studiato nei minimi particolari perché la finzione superasse la realtà, e Truman, il protagonista interpretato da Jim Carrey, vivesse inconsapevole e felice. Così anche El Gouna, sembra un paese nato dall'immaginazione.

Ville in perfetto stile hollywoodiano vicino a case color pastello che ricordano Positano, e ancora dimore dal sapore decisamente islamico, con tanto di cupole in mosaico che sembrano uscite fuori dai racconti de "Le mille e una notte". Tutto intorno, avvolti da un silenzio irreale, ci sono una distesa di prati verdi, siepi perfettamente potate, lagune blu, il mare e la barriera corallina.

Solo da lontano arriva l'eco di una realtà diversa, fatta di deserto, polvere e frastuono, che minaccia di infrangere il sogno della città perfetta, proprio come nel film di Peter Weir. Siamo in Egitto, sul Mar Rosso, a 500 chilometri dal Cairo e a poco più di mezz'ora…
È come la Seahaven di Truman Show, la città mai esistita del film di Peter Weir, dove tutto era stato studiato nei minimi particolari perché la finzione superasse la realtà, e Truman, il protagonista interpretato da Jim Carrey, vivesse inconsapevole e felice. Così anche El Gouna, sembra un paese nato dall'immaginazione.

Ville in perfetto stile hollywoodiano vicino a case color pastello che ricordano Positano, e ancora dimore dal sapore decisamente islamico, con tanto di cupole in mosaico che sembrano uscite fuori dai racconti de "Le mille e una notte". Tutto intorno, avvolti da un silenzio irreale, ci sono una distesa di prati verdi, siepi perfettamente potate, lagune blu, il mare e la barriera corallina.

Solo da lontano arriva l'eco di una realtà diversa, fatta di deserto, polvere e frastuono, che minaccia di infrangere il sogno della città perfetta, proprio come nel film di Peter Weir. Siamo in Egitto, sul Mar Rosso, a 500 chilometri dal Cairo e a poco più di mezz'ora di macchina da Hurgada.

El Gouna è un posto che non ti aspetteresti di incontrare, in Egitto. Non solo per le strade perfettamente curate, le case impeccabili, la darsena che ricorda quella di Portofino in stile arabo, o le boutique che le danno un sapore vagamente francese.

La città è interamente cablata, c'è un aeroporto privato, un'ospedale dotato delle più moderne tecnologie, dove si effettuano le operazioni a cuore aperto, una scuola internazionale che sembra un collegio svizzero e sta per aprire anche l'Università di Scienze Marine. El Gouna è una città "privata", nata 15 anni fa dalla sabbia del deserto in un posto dove non c'era nulla oltre le dune e il mare.

L'ha fatta costruire Samih Sawiris, presidente dell'Orascom Projects & Touristic Development, il ramo turistico dell'azienda di famiglia, l'Orascom (uno dei più importanti gruppi societari del Medio Oriente), e fratello del più famoso Naguib Sawiris, il nuovo proprietario della Wind, la compagnia italiana di telecomunicazioni.

Samih aveva un sogno, creare un paese perfetto per trascorrere una vacanza. Solo che il sogno gli ha preso la mano e il paese è diventato una città di mare dove si è insediata e vive anche una piccola comunità internazionale di 3000 abitanti per lo più egiziani, inglesi, belgi, tedeschi e italiani (solo il 20 per cento è di religione musulmana, il resto è diviso tra cristiani copti, cattolici e protestanti).

In poco tempo El Gouna è diventata la principale meta turistica di uomini d'affari, politici e attori, insomma di quelli che contano in Egitto e fuori dal paese. Perché il sogno prendesse forma, Sawiris ha voluto che a disegnare la sua città fosse una persona abituata a lavorare nel mondo della fantasy. Ha chiamato il californiano Michael Graves, l'architetto di fama internazionale che ha legato il suo nome alla Walt Disney progettando interi quartieri per il parco giochi di Orlando, in Florida, e per la francese Euro Disney.

Sotto la matita di Graves prima, e quella dell'architetto italiano Alfredo Freda e degli egiziani Ramy El Dahan e Ahmad Hamdy, poi, è nata El Gouna, un mosaico di colori tra i canali delle lagune, il porto e un campo da golf da 18 buche (USPGA). Ci sono le coloratissime "ville californiane" alla Beverly Hills, che si affacciano sul prato del golf, il quartiere delle White House, con tanto di piscine private e vista sul mare, le Ville Nubiane e quelle della Hill, che dominano il paesaggio dall'alto di una collina artificiale.

E artificiale è anche la rete di lagune blu intorno alla quale sono state costruite le case. "Le abbiamo studiate a tavolino - racconta l'architetto Freda, che da anni vive al Cairo e lavora nei paesi del Medio Oriente -. Volevamo che il mare entrasse per mezzo chilometro dentro la costa, fino a raggiungere il deserto".

Tutti contribuiscono alla missione comune, versando una "quota sociale" che va da un minimo di 2000 a un massimo di 6000 lire egiziane (ovvero da 300 a un migliaio di euro), proprio come si fa per un condominio di lusso. Solo che in questo caso si tratta di far funzionare un'intera città. Ogni giorno una squadra di operai specializzati, alle dipendenze di Orascom, è al lavoro per mantenere pulite le strade, le spiagge, le lagune e tutte le aree pubbliche.

Assicurare la sicurezza a cittadini e turisti, raccogliere e reciclare i rifiuti, depurare le acque, far funzionare la scuola, l'ospedale, tutti gli uffici pubblici che sono nati intorno a El Gouna, e garantire i mezzi pubblici di trasporto. Insomma fare in modo che quel posto continui a restare immerso in un mondo fantasy, forse anche un po' troppo irreale, dove l'Egitto, quello vero, con i suoi odori, la sua polvere, i suoi sapori, continui a rimanere ancora per un po' solo un'eco lontana.