Aragoste giganti, ostriche e marron. Oppure bistecca di canguro, filetto di coccodrillo e specialità dell'Outback, come l'agnello al salt-bush. Ma anche mussaka greco, saltimbocca italiani e un autentico waterzooi belga. E perché no, un piatto di sushi o pollo tandoori.
Il tutto accompagnato dai vini della Barossa Valley, come il ricercato Penfolds Grange. Delizie per ogni palato, preparate secondo tradizione o reinventate da chef di fama internazionale, come Cheong Liew o Nick Cummins, e servite negli oltre 700 ristoranti di Adelaide, capitale della gastronomia e dell'enologia australiane. Adagiata fra le catene montuose dei Lofty Ranges e le spiagge del St Vincent Gulf, la capitale del South Australia, primeggia, oltre che per la vivacità culturale, per l'infinita varietà di ristoranti, bar, caffè, bistrò e locali trendy, che si classificano fra i migliori d'Australia e riflettono la diversità multiculturale della città.
Una cena fuori ad Adelaide può trasformarsi in una scoperta dei sapori di tutto il mondo: le vie del centro brulicano di ristoranti italiani, francesi, greci, argentini, giapponesi, thailandesi, cinesi, coreani, vietnamiti, africani, oltre che di bistrò votati alla moderna gastronomia australiana.
Tale varietà etnica e culturale è il frutto di decenni di immigrazioni, a partire dalla fondazione della città ad opera del colonnello inglese William Light, che nel 1836 scelse questa località dal clima mediterraneo per edificare la capitale del South Australia, battezzata dal primo governatore John Hindmarsh con il nome di Adelaide, moglie di Guglielmo IV, l'allora sovrano britannico.
Precedentemente popolata dai kaurna, un'etnia aborigena, nel 1851 ospitava già 14mila europei e intorno alla città erano sorti oltre 30 villaggi, tra cui gli insediamenti tedeschi di Hahndorf e Lobethal, sulle Colline di Adelaide, dove furono piantate le prime viti e nacque l'industria vitivinicola dello Stato. Quasi 1,5 milioni di persone, il 70% della popolazione del South Australia, vive oggi in questa metropoli dall'aria un po' provinciale ed europea, con una pianta a scacchiera che ha il suo centro in Victoria Square.
Considerata una delle città più vivibili al mondo, è tagliata dal fiume Torrens, che separa la City dall'aristocratico quartiere residenziale di North Adelaide. Il tutto è avvolto da parchi, giardini, campi sportivi e da golf. E a poco più a sud si stendono le spiagge del vivace quartiere balneare di Glenelg.
Mentre il largo viale di North Terrace rappresenta il centro culturale della città, su cui si susseguono gallerie e musei, primo fra tutti il grandioso South Australia Museum, palazzi in stile coloniale, neorinascimentale e moderne architetture come lo Sky City (il Casinò), le vie del gusto sono Rundle Street, parallela a North Terrace, e Gouger Street, cuore di Chinatown, ma anche Hindley Street, la via dei ristoranti a buon mercato e dei night club.
Ideale per pranzi all'aperto, con i suoi caffè e pub terrazzati e i tavoli disposti sui marciapiedi assolati, Rundle Street ospita locali molto popolari fra i giovani, come l'Austral Hotel, dove gustare piatti della moderna cucina australiana e bere birra. Oppure il Belgian Beer Cafè Oostende, la ricostruzione di un caffè belga d'inizio '900, che offre birra belga e specialità della tradizione, come il waterzooi e gli squisiti waffle.
Più raffinato l'Universal Wine Bar, ideale per un aperitivo e per assaggiare pietanze locali. La cucina definita modern australian attinge da diverse gastronomie interpretate secondo il gusto locale e le attuali tendenze fusion, in cui Est e Ovest si incontrano. I piatti della tradizione? Bistecca di canguro o emù, polpa di squalo e le specialità del bush (vegetazione tipica dell'Outback, l'entroterra dell'Australia) un mix di semi, erbe e cibi della cucina aborigena.
Ma per pranzare in perfetto stile aussie ci vorrebbe un bel barbecue, la vera passione di questo popolo. Non è raro, infatti, vedere nei parchi e giardini cittadini famiglie allestire pic-nic davanti a fumanti grill pubblici, che rievocano l'usanza dei primi pionieri di accendere la brace nel bush per cuocere il cibo utilizzando i famosi billy, pentole ricavate dalle latte dei fagioli.
Fra i ristoranti di North Adelaide, la palma spetta a The Archer Hotel, situato in un palazzo d'epoca con una lunga storia alle spalle, che lo ha visto ospitare un hotel intorno al 1850 per divenire il quartier generale dell'United Evangelical Lutheran Church nel 1967, e trasformarsi 4 anni fa nell'attuale locale. La sala ristorante, al primo piano, è allestita nella vecchia libreria e conserva vecchi libri e quadri d'epoca.
Accanto c'è un disco-pub, dall'atmosfera trendy, al piano terra il bar in stile Outback. A tutto il locale si è voluto conferire un aspetto di work in progress, con aperture nel muro che mostrano i vecchi mattoni e ricordano il passato del palazzo. Qui lo chef Nick Cummins offre le sue creazioni, rivisitando piatti della cucina australiana e internazionale, come l'Atlantic Salmon o il Kangaroo Fillet.
Su Gouger Street si concentrano i ristoranti asiatici, come l'elegante Indian Brasserie o l'affollato Great River Korean Restaurant, amato dagli studenti, dove si può cuocere alla piastra pesce e carne al proprio tavolo. Ma il vero il tempio del pesce è l'elegante Lobster City Cafè: un trionfo di aragoste, gamberoni e frutti di mare.
Su Gouger Street sorge anche lo storico Central Market, fondato nel 1870, dove i cittadini vanno a fare la spesa, pranzano a poco prezzo e i turisti acquistano olio d'oliva e formaggi della regione e possono farsi un'idea dei costumi e delle tradizioni del Paese. Qui gli chef della città scelgono i prodotti di stagione e il pesce per i loro menu giornalieri.
Proprio all'angolo della via, su Victoria Square, si trova il regno del famoso chef malese Cheong Liew. È The Grange, pluripremiato ristorante dell'Hilton Adelaide, che offre cucina modern australian arricchita da aromi orientali e un'eccellente cantina, con ottime annate di Penfolds Grange, considerato il miglior vino australiano prodotto nella Barossa Valley, la regione vinicola più rinomata del Paese, a un'ora da Adelaide.
Da qui proviene quasi un terzo della produzione australiana, che ammonta a oltre 500mila tonnellate annue, di cui il 70% prodotto in South Australia, con le sue 13 regioni vinicole e circa 270 cantine disseminate fra le colline lungo un itinerario enologico che comprende anche la Clare Valley, la McLaren Vale e la Coonawarra, dove si producono Cabernet, Sauvignon e Chardonnay. Un'esperienza unica è la visita alla storica cantina della famiglia Penfolds, che sorge ai confini della città, nella Magill Estate Winery.
È definita "la casa spirituale" del Penfolds, dove sono custodite produzioni di grande valore, fra cui il Penfolds Grange del '52, venduto a 20.600 dollari australiani a bottiglia. Da oltre 50 anni l'azienda ha trasferito vigneti e centro di produzione nella Barossa Valley.
Gli eredi di Max Edmund Schubert, creatore del primo Penfolds, guidano i visitatori fra degustazioni e storie nella vecchia fabbrica, costruita nel 1844 da Christofer Rawson e Mary Penfolds, e nella magnifica cantina situata sotto terra e piena di botti in quercia francese e americana. Per concludere la visita, un bicchiere di Grange ad accompagnare specialità australiane nel Magill Estate Restaurant, sala minimal in cima al vigneto della winery, con vista su Adelaide.
E per finire, il dolce. Non si può lasciare Adelaide senza assaggiare le delizie della Haigh's Chocolates, la più antica fabbrica di cioccolatini d'Australia, fondata nel 1915. Un vero paradiso della cioccolata che offre oltre 250 prodotti, fra cui i famosi Frog Cake, visite guidate e degustazioni. Scorpacciate di cioccolatini si possono fare anche nel negozio di Rundle Mall, via dello shopping dove la storica Haigh's Chocolates nacque.
Il tutto accompagnato dai vini della Barossa Valley, come il ricercato Penfolds Grange. Delizie per ogni palato, preparate secondo tradizione o reinventate da chef di fama internazionale, come Cheong Liew o Nick Cummins, e servite negli oltre 700 ristoranti di Adelaide, capitale della gastronomia e dell'enologia australiane. Adagiata fra le catene montuose dei Lofty Ranges e le spiagge del St Vincent Gulf, la capitale del South Australia, primeggia, oltre che per la vivacità culturale, per l'infinita varietà di ristoranti, bar, caffè, bistrò e locali trendy, che si classificano fra i migliori d'Australia e riflettono la diversità multiculturale della città.
Una cena fuori ad Adelaide può trasformarsi in una scoperta dei sapori di tutto il mondo: le vie del centro brulicano di ristoranti italiani, francesi, greci, argentini, giapponesi, thailandesi, cinesi, coreani, vietnamiti, africani, oltre che di bistrò votati alla moderna gastronomia australiana.
Tale varietà etnica e culturale è il frutto di decenni di immigrazioni, a partire dalla fondazione della città ad opera del colonnello inglese William Light, che nel 1836 scelse questa località dal clima mediterraneo per edificare la capitale del South Australia, battezzata dal primo governatore John Hindmarsh con il nome di Adelaide, moglie di Guglielmo IV, l'allora sovrano britannico.
Precedentemente popolata dai kaurna, un'etnia aborigena, nel 1851 ospitava già 14mila europei e intorno alla città erano sorti oltre 30 villaggi, tra cui gli insediamenti tedeschi di Hahndorf e Lobethal, sulle Colline di Adelaide, dove furono piantate le prime viti e nacque l'industria vitivinicola dello Stato. Quasi 1,5 milioni di persone, il 70% della popolazione del South Australia, vive oggi in questa metropoli dall'aria un po' provinciale ed europea, con una pianta a scacchiera che ha il suo centro in Victoria Square.
Considerata una delle città più vivibili al mondo, è tagliata dal fiume Torrens, che separa la City dall'aristocratico quartiere residenziale di North Adelaide. Il tutto è avvolto da parchi, giardini, campi sportivi e da golf. E a poco più a sud si stendono le spiagge del vivace quartiere balneare di Glenelg.
Mentre il largo viale di North Terrace rappresenta il centro culturale della città, su cui si susseguono gallerie e musei, primo fra tutti il grandioso South Australia Museum, palazzi in stile coloniale, neorinascimentale e moderne architetture come lo Sky City (il Casinò), le vie del gusto sono Rundle Street, parallela a North Terrace, e Gouger Street, cuore di Chinatown, ma anche Hindley Street, la via dei ristoranti a buon mercato e dei night club.
Ideale per pranzi all'aperto, con i suoi caffè e pub terrazzati e i tavoli disposti sui marciapiedi assolati, Rundle Street ospita locali molto popolari fra i giovani, come l'Austral Hotel, dove gustare piatti della moderna cucina australiana e bere birra. Oppure il Belgian Beer Cafè Oostende, la ricostruzione di un caffè belga d'inizio '900, che offre birra belga e specialità della tradizione, come il waterzooi e gli squisiti waffle.
Più raffinato l'Universal Wine Bar, ideale per un aperitivo e per assaggiare pietanze locali. La cucina definita modern australian attinge da diverse gastronomie interpretate secondo il gusto locale e le attuali tendenze fusion, in cui Est e Ovest si incontrano. I piatti della tradizione? Bistecca di canguro o emù, polpa di squalo e le specialità del bush (vegetazione tipica dell'Outback, l'entroterra dell'Australia) un mix di semi, erbe e cibi della cucina aborigena.
Ma per pranzare in perfetto stile aussie ci vorrebbe un bel barbecue, la vera passione di questo popolo. Non è raro, infatti, vedere nei parchi e giardini cittadini famiglie allestire pic-nic davanti a fumanti grill pubblici, che rievocano l'usanza dei primi pionieri di accendere la brace nel bush per cuocere il cibo utilizzando i famosi billy, pentole ricavate dalle latte dei fagioli.
Fra i ristoranti di North Adelaide, la palma spetta a The Archer Hotel, situato in un palazzo d'epoca con una lunga storia alle spalle, che lo ha visto ospitare un hotel intorno al 1850 per divenire il quartier generale dell'United Evangelical Lutheran Church nel 1967, e trasformarsi 4 anni fa nell'attuale locale. La sala ristorante, al primo piano, è allestita nella vecchia libreria e conserva vecchi libri e quadri d'epoca.
Accanto c'è un disco-pub, dall'atmosfera trendy, al piano terra il bar in stile Outback. A tutto il locale si è voluto conferire un aspetto di work in progress, con aperture nel muro che mostrano i vecchi mattoni e ricordano il passato del palazzo. Qui lo chef Nick Cummins offre le sue creazioni, rivisitando piatti della cucina australiana e internazionale, come l'Atlantic Salmon o il Kangaroo Fillet.
Su Gouger Street si concentrano i ristoranti asiatici, come l'elegante Indian Brasserie o l'affollato Great River Korean Restaurant, amato dagli studenti, dove si può cuocere alla piastra pesce e carne al proprio tavolo. Ma il vero il tempio del pesce è l'elegante Lobster City Cafè: un trionfo di aragoste, gamberoni e frutti di mare.
Su Gouger Street sorge anche lo storico Central Market, fondato nel 1870, dove i cittadini vanno a fare la spesa, pranzano a poco prezzo e i turisti acquistano olio d'oliva e formaggi della regione e possono farsi un'idea dei costumi e delle tradizioni del Paese. Qui gli chef della città scelgono i prodotti di stagione e il pesce per i loro menu giornalieri.
Proprio all'angolo della via, su Victoria Square, si trova il regno del famoso chef malese Cheong Liew. È The Grange, pluripremiato ristorante dell'Hilton Adelaide, che offre cucina modern australian arricchita da aromi orientali e un'eccellente cantina, con ottime annate di Penfolds Grange, considerato il miglior vino australiano prodotto nella Barossa Valley, la regione vinicola più rinomata del Paese, a un'ora da Adelaide.
Da qui proviene quasi un terzo della produzione australiana, che ammonta a oltre 500mila tonnellate annue, di cui il 70% prodotto in South Australia, con le sue 13 regioni vinicole e circa 270 cantine disseminate fra le colline lungo un itinerario enologico che comprende anche la Clare Valley, la McLaren Vale e la Coonawarra, dove si producono Cabernet, Sauvignon e Chardonnay. Un'esperienza unica è la visita alla storica cantina della famiglia Penfolds, che sorge ai confini della città, nella Magill Estate Winery.
È definita "la casa spirituale" del Penfolds, dove sono custodite produzioni di grande valore, fra cui il Penfolds Grange del '52, venduto a 20.600 dollari australiani a bottiglia. Da oltre 50 anni l'azienda ha trasferito vigneti e centro di produzione nella Barossa Valley.
Gli eredi di Max Edmund Schubert, creatore del primo Penfolds, guidano i visitatori fra degustazioni e storie nella vecchia fabbrica, costruita nel 1844 da Christofer Rawson e Mary Penfolds, e nella magnifica cantina situata sotto terra e piena di botti in quercia francese e americana. Per concludere la visita, un bicchiere di Grange ad accompagnare specialità australiane nel Magill Estate Restaurant, sala minimal in cima al vigneto della winery, con vista su Adelaide.
E per finire, il dolce. Non si può lasciare Adelaide senza assaggiare le delizie della Haigh's Chocolates, la più antica fabbrica di cioccolatini d'Australia, fondata nel 1915. Un vero paradiso della cioccolata che offre oltre 250 prodotti, fra cui i famosi Frog Cake, visite guidate e degustazioni. Scorpacciate di cioccolatini si possono fare anche nel negozio di Rundle Mall, via dello shopping dove la storica Haigh's Chocolates nacque.