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Parma

Sulle ali del Melodramma

Iniziamo un tour attraverso le capitali europee della musica lirica. In una frazione di Busseto nacque Giuseppe Verdi. Custode della tradizione verdiana è il Teatro Regio parmense

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Situata a metà strada tra le magiche cime delle Alpi e le splendide bellezze artistiche di Firenze, Parma è la gelosa custode di un patrimonio che il mondo intero ci invidia: i capolavori musicali di Giuseppe Verdi, che nasce il 10 ottobre 1813 alle Roncole, frazione di Busseto.

A partire da metà Ottocento, il Teatro Regio di Parma - che si staglia nel centro storico, a pochi minuti di cammino dal magnifico Battistero - ha legato la sua fama di grande tempio della Lirica grazie alle innumerevoli rappresentazioni di opere verdiane: il suo palcoscenico, il 17 aprile 1843, accoglie un Nabucco che strappa prolungati applausi all'esigentissimo loggione e conferma il talento del soprano Giuseppina Strepponi, seconda moglie del compositore.

Quasi vent'anni più tardi, nel 1872, subito dopo una trionfale prima dell'Aida Parma elegge Verdi suo cittadino onorario.

Da allora, cantare al Regio rappresenta un traguardo invidiabile per ogni cantante d'opera, e per ringraziare il Maestro Verdi di un tale indiscusso prestigio la città di Parma ha costituito una Fondazione intitolata Parma Capitale della Musica. Spiega Mauro Meli, sovrintendente del Teatro Regio dall'estate scorsa e coordinatore del comitato direttivo della nuova Fondazione: "Verdi può rappresentare la risorsa più importante per il territorio, per questo la fondazione ha l'intento di sviluppare l'abbinamento con il suo figlio più celebre, allo scopo di rilanciare l'immagine di Parma nel settore musicale a livello internazionale, proprio come è già successo con Salisburgo grazie a Mozart e, con Bayreuth, grazie a Wagner".

In questo nuovo slancio per promuovere il patrimonio verdiano, si inserisce la recita pomeridiana fuori abbonamento, studiata per attirare i turisti amanti del Melodramma e già attiva nell'attuale stagione del Teatro Regio, e si profila una metamorfosi del Festival Verdi, previsto a partire dal 2007 nella stagione autunnale con inizio il 10 ottobre (in coincidenza con il compleanno dell'artista) e con la programmazione di tre titoli che si alterneranno per circa un mese (tel. 0521-039399 www.teatroregioparma.org).

A breve distanza dal confine che separa le province di Parma e Piacenza, sorge a Sant'Agata (frazione di Villanova sull'Arda) Villa Verdi, una proprietà che il musicista acquista nel 1848, andando ad abitarla nel 1851 e alternando, sul finire del diciannovesimo secolo, i soggiorni in quella amatissima dimora con quelli presso il Grand Hotel et de Milan (dove morirà il 27 gennaio 1901).

Alla sua villa di Sant'Agata Verdi non manca mai di tornare nell'arco di mezzo secolo, quasi rifugiandosi dopo i suoi frequenti e sempre più prolungati viaggi con destinazioni italiane o europee. Si potrebbe paragonare Villa Verdi alla casa di Monet a Giverny: come, infatti, il protagonista dell'Impressionismo è riuscito a creare e modellare con estro e perizia uno straordinario giardino della Normandia, così uno dei più grandi nomi della musica europea ha realizzato a sua immagine e somiglianza il proprio buen retiro, facendo schizzi e scegliendo personalmente i materiali.

Non è un caso, poi, che Villa Verdi è immersa in una "Via dei Sapori" che forse non ha eguali nel continente europeo, tra prosciutto e culatello, parmigiano e lambrusco, funghi e tartufi, tanto più che i biografi concordano nell'affermare che il compositore, da grande amante della buona tavola, non faceva mai mancare ai commensali le prelibate specialità gastronomiche della sua terra d'origine. Oggi Villa Verdi si può visitare sia la mattina che il pomeriggio, con orari diversi a seconda delle stagioni; suggeriamo di informarsi su modi e tempi di una visita telefonando al numero tel. 0523-830000, oppure visitando il sito www.villaverdi.org

Infine, Busseto: la località che ha visto nascere e crescere Giuseppe Verdi permette di visitarne la Casa natale, di proprietà comunale, anch'essa aperta sia di mattina che di pomeriggio (tel. 0524-97450); un biglietto cumulativo è previsto per quanti vogliano visitare oltre alla Casa natale anche Casa Barezzi (a quel tempo abitata dal suo mecenate) e il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto.

Tutti questi giri di visite, a questo punto, ci riconducono a Parma, dove le sale rinascimentali di Palazzo Cusani ospitano dal 2002 la Casa della Musica, che accoglie un museo multimediale, una fornitissima Mediateca, un ricco archivio storico e periodicamente anche seminari e concerti di musica da camera, come pure aperto al pubblico è l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani (www.studiverdiani.it) che mette a disposizione di studiosi e semplici appassionati diverse migliaia di volumi sul teatro in musica dell'Ottocento, oltre a riproduzioni di lettere, spartiti e documenti verdiani. Se qualcuno vuole mettersi sulle orme di Verdi, sa dove andare.