Distese sterminate di colline, ondulate e verdissime, filari di vigne e di ulivi che si alternano a perdita
d'occhio. E poi minuscoli borghi, dove le persone si conoscono tutte per nome e ti salutano come se anche tu facessi
parte, da sempre, del loro piccolo mondo antico.
Dove l'aria non conosce altra impurità diversa dalla polvere che si solleva dalle strade bianche, che segnano i campi come tracce lasciate dallo strisciare delle serpi. Ci troviamo alle estreme propaggini meridionali della provincia di Siena, al centro di un territorio che galleggia letteralmente sull'acqua, perché pur essendo assai distanti mare e fiumi tante sono le sorgenti termali che qui sgorgano, da San Casciano dei Bagni passando per Montepulciano.
Da una parte, c'è la fertilissima Val di Chiana; dall'altra l'aspra e selvaggia Val d'Orcia: un paesaggio che alterna crudezza e dolcezza in un'imprevedibile successione che non annoia mai. Qui, il silenzio ha il rumore del vento che si insinua nei boschi, nei campi coltivati e tra le terre brulle.
È qui, nel cuore delle Terre di Siena, che da oltre duemila anni sgorgano le terme di Chianciano. Duemila anni di storia che hanno visto immergersi in queste acque lucumoni etruschi e poeti latini, come Varrone, Tibullo oppure Orazio, che le ricorda nelle sue Epistole: per certo, si sa che vi mise piede il re etrusco Porsenna, nel VI secolo a. C., e più tardi lo stesso Augusto, su raccomandazione del suo medico personale.
È storia recente, invece, il passaggio da queste parti di Pirandello, Chagall, della regina Margherita: in particolare, Federico Fellini amava il paesaggio e la gente del posto, con cui si tratteneva spesso a chiacchierare, a tal punto che proprio alle terme di Chianciano è ispirato il suo Otto e mezzo.
Santa, Santissima, la Fucoli, la Sillene oppure la Sant'Elena: sono 5 le sorgenti da cui sgorgano le acque di Chianciano e dove, oltre alle tradizionali cure per il fegato, si praticano anche terapie estetiche, riabilitative e antistress.
Ma per sciogliere lo stress accumulato con i ritmi frenetici della città, basta anche solo immergersi nel paesaggio che fa da cornice alla stazione termale e partire da qui alla scoperta della campagna senese. Poco distante, infatti, c'è Pienza, esempio raro di urbanistica rinascimentale, definita, di volta in volta, la città ideale o la città utopia: è la patria di Padre Pio II che le diede il nome.
In bassa Val di Chiana, a pochi chilometri dal lago omonimo - una riserva naturale, antico residuo della vasta palude di epoca medicea - si affaccia invece Montepulciano, la perla del '500, che dopo aver associato per secoli il suo nome a quello del vino Nobile da un po' di tempo è diventata famosa anche per le sue acque.
Qui, fino all'11 giugno, alle Logge della Mercanzia, nel Palazzo del Capitano, proprio al Nobile di Montepulciano è dedicata la mostra "Il vino nel rame" (tel. 0578-717484): un viaggio tra gli oggetti in rame che i nostri antenati usavano per la lavorazione, il trasporto e la conservazione del vino. Dal Rinascimento al Medioevo: alla Pinacoteca Nazionale di Siena sempre fino all'11 giugno è in corso la mostra "Santi e beati taumaturghi nella Siena medievale" (tel. 0577-234148).
E completamente medievali sono ad esempio anche Cetona e San Casciano dei Bagni, mentre Chiusi vanta origini antichissime che la riportano indietro nel tempo direttamente all'età del Bronzo, come testimoniano alcune capanne rinvenute nel corso di scavi recenti.
E a proposito di archeologia a Chianciano è stato inaugurato una decina di anni fa il Museo Archeologico Etrusco Delle Acque: ospitato all'interno di un edificio tardo ottocentesco all'inizio di via Dante, era un ex granaio della famiglia Simoneschi. I reperti conservati sono divisi per sezioni (i corredi funerari, i santuari, le abitazioni, le terme) e una parte testimonia il rapporto privilegiato di questo territorio con l'acqua sin dai tempi più antichi (tel. 0578-30471).
Dove l'aria non conosce altra impurità diversa dalla polvere che si solleva dalle strade bianche, che segnano i campi come tracce lasciate dallo strisciare delle serpi. Ci troviamo alle estreme propaggini meridionali della provincia di Siena, al centro di un territorio che galleggia letteralmente sull'acqua, perché pur essendo assai distanti mare e fiumi tante sono le sorgenti termali che qui sgorgano, da San Casciano dei Bagni passando per Montepulciano.
Da una parte, c'è la fertilissima Val di Chiana; dall'altra l'aspra e selvaggia Val d'Orcia: un paesaggio che alterna crudezza e dolcezza in un'imprevedibile successione che non annoia mai. Qui, il silenzio ha il rumore del vento che si insinua nei boschi, nei campi coltivati e tra le terre brulle.
È qui, nel cuore delle Terre di Siena, che da oltre duemila anni sgorgano le terme di Chianciano. Duemila anni di storia che hanno visto immergersi in queste acque lucumoni etruschi e poeti latini, come Varrone, Tibullo oppure Orazio, che le ricorda nelle sue Epistole: per certo, si sa che vi mise piede il re etrusco Porsenna, nel VI secolo a. C., e più tardi lo stesso Augusto, su raccomandazione del suo medico personale.
È storia recente, invece, il passaggio da queste parti di Pirandello, Chagall, della regina Margherita: in particolare, Federico Fellini amava il paesaggio e la gente del posto, con cui si tratteneva spesso a chiacchierare, a tal punto che proprio alle terme di Chianciano è ispirato il suo Otto e mezzo.
Santa, Santissima, la Fucoli, la Sillene oppure la Sant'Elena: sono 5 le sorgenti da cui sgorgano le acque di Chianciano e dove, oltre alle tradizionali cure per il fegato, si praticano anche terapie estetiche, riabilitative e antistress.
Ma per sciogliere lo stress accumulato con i ritmi frenetici della città, basta anche solo immergersi nel paesaggio che fa da cornice alla stazione termale e partire da qui alla scoperta della campagna senese. Poco distante, infatti, c'è Pienza, esempio raro di urbanistica rinascimentale, definita, di volta in volta, la città ideale o la città utopia: è la patria di Padre Pio II che le diede il nome.
In bassa Val di Chiana, a pochi chilometri dal lago omonimo - una riserva naturale, antico residuo della vasta palude di epoca medicea - si affaccia invece Montepulciano, la perla del '500, che dopo aver associato per secoli il suo nome a quello del vino Nobile da un po' di tempo è diventata famosa anche per le sue acque.
Qui, fino all'11 giugno, alle Logge della Mercanzia, nel Palazzo del Capitano, proprio al Nobile di Montepulciano è dedicata la mostra "Il vino nel rame" (tel. 0578-717484): un viaggio tra gli oggetti in rame che i nostri antenati usavano per la lavorazione, il trasporto e la conservazione del vino. Dal Rinascimento al Medioevo: alla Pinacoteca Nazionale di Siena sempre fino all'11 giugno è in corso la mostra "Santi e beati taumaturghi nella Siena medievale" (tel. 0577-234148).
E completamente medievali sono ad esempio anche Cetona e San Casciano dei Bagni, mentre Chiusi vanta origini antichissime che la riportano indietro nel tempo direttamente all'età del Bronzo, come testimoniano alcune capanne rinvenute nel corso di scavi recenti.
E a proposito di archeologia a Chianciano è stato inaugurato una decina di anni fa il Museo Archeologico Etrusco Delle Acque: ospitato all'interno di un edificio tardo ottocentesco all'inizio di via Dante, era un ex granaio della famiglia Simoneschi. I reperti conservati sono divisi per sezioni (i corredi funerari, i santuari, le abitazioni, le terme) e una parte testimonia il rapporto privilegiato di questo territorio con l'acqua sin dai tempi più antichi (tel. 0578-30471).