La cittadella del mare
Maria Grazia CasellaLuogo unico nel Mediterraneo per i velisti, le Bocche sono uno stretto tra la costa corsa e la Sardegna. Qui si sono date la caccia non solo le navi dei pirati, dei pisani e dei genovesi ma anche quelle di Napoleone e Nelson
Per i velisti non c'è un altro luogo simile in tutto il Mediterraneo, dove mare, paesaggio e vento rendono la navigazione divertimento puro.
Lo stretto di mare tra Corsica e Sardegna sembra sia stato disegnato apposta per incanalare il mistral, il vento che soffia da nord-ovest e fa letteralmente "volare" le barche a vela.
Per questo le Bocche di Bonifacio hanno un nome che sa di leggenda. Se poi le condizioni meteo dovessero peggiorare, nessuna paura: si può sempre riparare nel porto di Bonifacio, ospitato in uno spettacolare calanco, che offre un rifugio sicuro con ogni tempo.
In alto, sospesa a 60 metri in cima alla candida scogliera di calcare, isolata e imprendibile, domina la Ville blanche, come la chiamano i francesi, fondata nell'833 dal marchese Bonifacio di Toscana e costruita con ingegnose opere di canalizzazione per resistere a lunghissimi assedi.
In posizione strategica per il dominio del Mediterraneo, fu infatti contesa nei secoli proprio …
Lo stretto di mare tra Corsica e Sardegna sembra sia stato disegnato apposta per incanalare il mistral, il vento che soffia da nord-ovest e fa letteralmente "volare" le barche a vela.
Per questo le Bocche di Bonifacio hanno un nome che sa di leggenda. Se poi le condizioni meteo dovessero peggiorare, nessuna paura: si può sempre riparare nel porto di Bonifacio, ospitato in uno spettacolare calanco, che offre un rifugio sicuro con ogni tempo.
In alto, sospesa a 60 metri in cima alla candida scogliera di calcare, isolata e imprendibile, domina la Ville blanche, come la chiamano i francesi, fondata nell'833 dal marchese Bonifacio di Toscana e costruita con ingegnose opere di canalizzazione per resistere a lunghissimi assedi.
In posizione strategica per il dominio del Mediterraneo, fu infatti contesa nei secoli proprio …
Per i velisti non c'è un altro luogo simile in tutto il Mediterraneo, dove mare, paesaggio e vento rendono la navigazione divertimento puro.
Lo stretto di mare tra Corsica e Sardegna sembra sia stato disegnato apposta per incanalare il mistral, il vento che soffia da nord-ovest e fa letteralmente "volare" le barche a vela.
Per questo le Bocche di Bonifacio hanno un nome che sa di leggenda. Se poi le condizioni meteo dovessero peggiorare, nessuna paura: si può sempre riparare nel porto di Bonifacio, ospitato in uno spettacolare calanco, che offre un rifugio sicuro con ogni tempo.
In alto, sospesa a 60 metri in cima alla candida scogliera di calcare, isolata e imprendibile, domina la Ville blanche, come la chiamano i francesi, fondata nell'833 dal marchese Bonifacio di Toscana e costruita con ingegnose opere di canalizzazione per resistere a lunghissimi assedi.
In posizione strategica per il dominio del Mediterraneo, fu infatti contesa nei secoli proprio per il suo porto naturale, ma oggi è un tranquillo borgo che conserva intatto tutto il suo charme. Accentuato dalla parlata dei suoi abitanti, un dialetto di origine ligure che tradisce la lunga fedeltà a Genova, durata oltre sei secoli.
Non a caso, si chiama proprio Porta Genova l'antico ingresso alla Ville-haute, stretta dall'abbraccio delle fortificazioni pisane e genovesi. Una volta all'interno, la cittadella rivela tutto il suo carattere medievale.
Passeggiando lungo le stradine lastricate si scoprono le case-fortezza delle antiche famiglie nobiliari impreziosite da archi in pietra, e le belle chiese che custodiscono autentici tesori d'arte. Un insolito campanile ottagonale indica la chiesa di St.Dominique, uno dei rari edifici gotici della Corsica; mentre in pieno centro si può visitare la cattedrale di Ste.Marie Majeure: costruita dai pisani nel XII secolo è l'edificio religioso più antico della città, ma è anche l'unica chiesa dell'isola che possa vantare una loggia esterna.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, non serviva per offrire riparo ai fedeli, ma sotto la sua tettoia in passato si svolgevano le riunioni delle autorità cittadine. Da qui si raggiunge il Bastion de l'Etendard, l'elemento più imponente delle fortificazioni, che nella sua lunga storia respinse ben più di un assalto nemico e prestò egregiamente il suo servizio fino alla Rivoluzione Francese.
Non sempre, però, questa formidabile struttura difensiva riusciva a proteggere la città dagli invasori. In quei casi, gli abitanti potevano comunque mettersi in salvo avvalendosi di una via di fuga segreta: l'Escalier du Roy d'Aragon, una ripida scalinata di 187 gradini scavata nel vivo della falesia che scende al mare.
La leggenda dice che fu costruita nell'arco di una notte soltanto dai soldati del re Alfonso V durante l'assedio del 1420. Poco distante, una strada conduce alla punta della penisola, dove è adagiato il Cimitière Marin, considerato il più suggestivo del Mediterraneo, non fosse altro che per la vista strepitosa che spazia sulle Bocche di Bonifacio, fino all'arcipelago della Maddalena.
Lo stretto di mare tra Corsica e Sardegna sembra sia stato disegnato apposta per incanalare il mistral, il vento che soffia da nord-ovest e fa letteralmente "volare" le barche a vela.
Per questo le Bocche di Bonifacio hanno un nome che sa di leggenda. Se poi le condizioni meteo dovessero peggiorare, nessuna paura: si può sempre riparare nel porto di Bonifacio, ospitato in uno spettacolare calanco, che offre un rifugio sicuro con ogni tempo.
In alto, sospesa a 60 metri in cima alla candida scogliera di calcare, isolata e imprendibile, domina la Ville blanche, come la chiamano i francesi, fondata nell'833 dal marchese Bonifacio di Toscana e costruita con ingegnose opere di canalizzazione per resistere a lunghissimi assedi.
In posizione strategica per il dominio del Mediterraneo, fu infatti contesa nei secoli proprio per il suo porto naturale, ma oggi è un tranquillo borgo che conserva intatto tutto il suo charme. Accentuato dalla parlata dei suoi abitanti, un dialetto di origine ligure che tradisce la lunga fedeltà a Genova, durata oltre sei secoli.
Non a caso, si chiama proprio Porta Genova l'antico ingresso alla Ville-haute, stretta dall'abbraccio delle fortificazioni pisane e genovesi. Una volta all'interno, la cittadella rivela tutto il suo carattere medievale.
Passeggiando lungo le stradine lastricate si scoprono le case-fortezza delle antiche famiglie nobiliari impreziosite da archi in pietra, e le belle chiese che custodiscono autentici tesori d'arte. Un insolito campanile ottagonale indica la chiesa di St.Dominique, uno dei rari edifici gotici della Corsica; mentre in pieno centro si può visitare la cattedrale di Ste.Marie Majeure: costruita dai pisani nel XII secolo è l'edificio religioso più antico della città, ma è anche l'unica chiesa dell'isola che possa vantare una loggia esterna.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, non serviva per offrire riparo ai fedeli, ma sotto la sua tettoia in passato si svolgevano le riunioni delle autorità cittadine. Da qui si raggiunge il Bastion de l'Etendard, l'elemento più imponente delle fortificazioni, che nella sua lunga storia respinse ben più di un assalto nemico e prestò egregiamente il suo servizio fino alla Rivoluzione Francese.
Non sempre, però, questa formidabile struttura difensiva riusciva a proteggere la città dagli invasori. In quei casi, gli abitanti potevano comunque mettersi in salvo avvalendosi di una via di fuga segreta: l'Escalier du Roy d'Aragon, una ripida scalinata di 187 gradini scavata nel vivo della falesia che scende al mare.
La leggenda dice che fu costruita nell'arco di una notte soltanto dai soldati del re Alfonso V durante l'assedio del 1420. Poco distante, una strada conduce alla punta della penisola, dove è adagiato il Cimitière Marin, considerato il più suggestivo del Mediterraneo, non fosse altro che per la vista strepitosa che spazia sulle Bocche di Bonifacio, fino all'arcipelago della Maddalena.