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Piccolo mondo Baltico

L'atmosfera è quella di una Deauville tedesca. Con le sue ville d'epoca, i fiordi selvaggi e i boschi a picco sulle scogliere, l'isola di Rügen è un microcosmo di charme nordico

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L'allarme è scattato lo scorso febbraio con il ritrovamento di alcune decine di cigni uccisi dall'aviaria. Nel giro di poche ore, Rügen era sulle tv e sui giornali di tutto il mondo, un onore che capita raramente a quest'isola tedesca nel Baltico con vista su Svezia, Danimarca e Polonia. Appena due settimane più tardi, tutto era già finito: dopo aver rimosso i volatili ed eseguito di-sinfezioni e controlli, i 370 soldati inviati da Berlino sono tornati sulla terraferma, i contadini hanno riaperto i pollai e i traghetti verso l'isola hanno ripreso a navigare.

Pericolo scampato e sollievo per gli amministratori di Rügen, che l'anno precedente aveva subito un altro duro colpo all'immagine. In una gelida mattina invernale, una frana aveva ridisegnato i contorni delle Wissower Klinken, un tratto della ripida scogliera bianca nel nordest dell'isola che Caspar David Friedrich immortalò in un celebre dipinto d'epoca romantica. Anche nel caso della frana si fece molto rumore per nulla, o quasi. Perché accade periodicamente a tutte le scogliere calcaree, a Dover come sulla meno nota isola danese di Møn, che un frammento di roccia si stacchi e precipiti in mare.

I cigni morti e la ferita inferta dalla frana alle sue scogliere-simbolo non sembrano aver intaccato minimamente l'appeal di Rügen. Questa primavera il flusso dei visitatori è ripreso come sempre, mentre le cartoline che ritraggono le guglie calcaree scomparse vanno addirittura a ruba. Rügen, del resto, è sopravvissuta a insidie ben peggiori.

Durante il nazismo Hitler iniziò la costruzione di una colonia destinata alla ricreazione di 20.000 lavoratori ritenuti meritevoli e di provata fede nazionalsocialista. Ma il colosso, lungo quasi 4,5 chilometri, rimase incompleto e gli alleati si limitarono a bombardare le vicinanze dell'isola.

Dopo la guerra, con l'avvento del regime tedesco-orientale gli alberghi d'epoca e le ville dichiarate patrimonio statale diventarono il regno dei generali della Ddr. Le più vecchie, autentici gioielli costruiti in legno e verniciati a tinte pastello, hanno facciate lavorate come merletti e risalgono al tardo Settecento, quando la moda delle stazioni balneari si propagò dall'Inghilterra alle coste settentrionali europee. Fra i primi a importarla, il principe Malte, che nel 1896 trasformò il villaggio isolano di Putbus in un'elegante cittadina termale sul modello di Bath in Inghilterra.

Con il boom turistico attorno al 1900, spuntarono i primi centri di cura in grande stile come quelli di Binz, ispirati all'architettura dei castelli barocchi e accompagnati da eleganti stabilimenti balneari su palafitte. I pescatori più intraprendenti fiutarono l'affare e riciclarono le loro case come pensioncine per i villeggianti meno facoltosi.

Come a Biarritz o a Deauville, la vacanza a Rügen era fatta di bagni, partite a tennis, passeggiate lungo il mare e gite in campagna nell'interno dell'isola. Ma c'erano anche la vita mondana e passatempi insoliti come l'escursione con il Rasender Roland (Orlando Furioso), un trenino a vapore del 1895 che ancor oggi va da Putbus a Göhren: un percorso panoramico di 27 km.

Negli anni della Ddr Rügen perse fatalmente buona parte del suo smalto e cadde in una sorta di letargo. Ville e alberghi della borghesia vennero espropriati e trasformati in anonime colonie, ad eccezione di alcune dimore riservate alla nomenklatura del regime.

Piccole oasi esclusive nei luoghi più appartati, sorvegliate discretamente dagli agenti della Stasi, oggi sono tornate a splendere nella loro nuova veste di hotel pieni di charme. Grazie alla cronica scarsità di mezzi della Ddr e alla sua posizione marginale, l'isola fu risparmiata dalle colate di cemento che negli anni del miracolo economico si riversavano sulle coste occidentali.

Al suo "risveglio" dopo la caduta del Muro, Rügen si è così accorta di possedere un tesoro poco valutato: non solo spaziose e accoglienti spiagge di sabbia, ma anche una natura pressoché intatta, con paesaggi straordinariamente vari, boschi rigogliosi e chilometrici viali alberati, veri e propri tunnel coperti da rami di castagni, querce e olmi.

Non a caso è stata scelta come capolinea della Deutsche Alleenstrasse, una delle più affascinanti strade turistiche della Germania orientale, i cui primi 65 chilometri si snodano tra Sellin e Altefähr, nel sud dell'isola. Percorrendoli si incontra tutto il repertorio storico e naturalistico di Rügen: praterie e biotopi protetti, campi di colza che tingono di giallo il paesaggio, tombe megalitiche, case tradizionali dai tetti di giunco, fattorie ed eleganti castelletti come quello di Karnitz, costruito in perfetto stile Tudor.

Dalla costa di Putbus si intravede l'isoletta di Vilm, protetta dal 1936 per la ricchezza della flora e della fauna. Ai tempi della Ddr era off limits perché vi avevano casa Erich Honecker e altri boss del partito, oggi vi possono approdare non più di 30 turisti al giorno per non compromettere l'ecosistema.

Rügen non è soltanto l'isola più grande (926 kmq) e, secondo molti, più bella della Germania, ma anche la più frastagliata. Vista dall'alto assomiglia a una macchia d'inchiostro dai contorni irregolari che disegnano decine di penisole, fiordi, insenature e grandi specchi d'acqua interni collegati al mare aperto da stretti passaggi.

Un posto ideale per pescare e per nascondersi, come sapevano bene i pirati di Klaus Störtebeker, il leggendario "Robin Hood del Baltico" che nel XIV secolo imperversava lungo le coste tedesche fino al Mare del Nord. Protagonista di innumerevoli leggende raccontate a Ovest come a Est, dopo la riunificazione tedesca il pirata è ricomparso sul palcoscenico di un popolare festival all'aperto che Rügen gli dedica ogni estate a Ralswiek, vicino al capoluogo Bergen.

Nella parte sudorientale dell'isola si concentrano le stazioni balneari più famose come Binz, etichettata disinvoltamente "la Sorrento del nord". Di simile, forse, c'è lo struscio estivo nei caffè e ristoranti del lungomare. Chi è abituato agli ombrelloni all'italiana, troverà semmai un tocco "esotico" negli Strandkörbe (letteralmente: cesti da spiaggia), le caratteristiche poltrone in vimini con tettoia, indispensabili a queste latitudini, che fanno da sdraio e riparano dal vento.

Sellin, Baabe, Göhren e la stessa Binz si trovano nella riserva della biosfera Südost Rügen, che offre alcuni dei paesaggi più ameni con lunghe strisce di sabbia, boschi, colline e sentieri da esplorare a piedi o a cavallo.

Più solitarie le penisole occidentali e l'isola di Hiddensee, un budello di terra che si allunga nel mare a ovest di Rügen. Vietata alle automobili (c'è solo qualche vettura elettrica), Hiddensee è il paradiso delle biciclette, delle carrozze a cavallo e dei cercatori d'ambra che esplorano palmo a palmo le spiagge di sabbia bianchissima. Abitata un tempo da monaci cistercensi, negli anni '20 divenne il rifugio per diversi tedeschi famosi; tra loro lo scrittore Gerhart Hauptmann e la diva del cinema muto Asta Nielsen, che si fece costruire una stravagante casa rotonda.

Anche Thomas Mann, Brecht e Kafka amavano passeggiare tra le dune, spingersi fino al faro di Dornbusch e curiosare nel villaggio di Vitte che conserva una deliziosa casetta dipinta d'azzurro e un vecchio impianto per affumicare il pesce.

Per un insieme di fattori climatici e geografici, d'estate la punta settentrionale di Rügen è uno dei luoghi più soleggiati di tutta la Germania e ospita la stazione meteorologica dell'emittente televisiva Ard. Ma le tecnologiche previsioni degli esperti non sono molto diverse da quelle che i pescatori dell'isola formulano guardando il mare e annusando il vento.