Le voci ufficiali, ma anche i comuni cittadini, preferiscono snocciolare moderne cifre da Guinness. Come iI tasso d'occupazione più alto di tutta la Germania; la crema più venduta del mondo (la Nivea, ovvio); il secondo più grande terminal per container in Europa dopo Rotterdam (con un giro che cresce del 15,5% all'anno; nel 2005 i container passati di qui sono stati circa 8 milioni) e l'ottavo nel mondo; la capitale tedesca dell'Information Technology e dei media (gruppi editoriali come Gruner + Jahr, Bauer and Spiegel, Springer, hanno sede in città).
Boomtown sull'acqua
Ma Boomtown non vanta solamente successi, ha anche grandi progetti.
Parola d'ordine del Senato della città-stato per il futuro: una città in crescita. Indirizzo: HafenCity, la città del porto, sull'Elba. Il più grande progetto di sviluppo urbanistico fino ad ora varato in Europa, che chiuderà i cantieri nel 2011 (i lavori in corso si possono seguire su www.HafenCity.com).
Sintetici ed emblematici i numeri che danno al centro informazioni ricavato nella vecchia fabbrica del vapore della Speicherstadt: su un'area di 155 ettari, di cui 55 di mare e 100 di terra, sorgeranno 5.500 appartamenti per massimo 12.000 residenti, e spazi lavorativi di nuove imprese (colossi come per esempio Unilever hanno già prenotato il loro lotto) che si prevede porteranno 40.000 posti di lavoro. Investimenti privati per 5 milardi di euro e nomi di archistar internazionali entusiasticamente partecipi come Rem Koolhaas e gli svizzeri Herzog & De Meuron per creare case deluxe - ma ne sono previste anche per la middle class -, scuole, terminal per le navi da crociera e piccole, ordinate, marine per le barche private, musei e centri ricreativi, a meno di un chilometro dal centro, dalla piazza del Municipio, a piedi, anche se entro qualche anno è già pianificata una nuova linea della metropolitana (U4).
Un sogno di lifestyle, un nuovo concetto abitativo sull'acqua che pare sia piaciuto a molti investitori se Herr Bruns Berentelg, direttore del progetto HafenCity, ha potuto dichiarare soddisfatto al settimanale Stern che "per HafenCity ci sono più richieste che lotti disponibili".
Da questo punto di vista rumores metropolitani sono interessanti. Gli amburghesi di fiume e mare, quelli che il respiro internazionale della città l'hanno nel Dna, leggono HafenCity come un'opportunità al pari di quella che altre città del vecchio continente, e negli ultimi tempi asiatiche, hannno già realizzato. E allora le citazioni dei waterfront di Londra e Barcellona - e guardando più lontano, di Sydney e Shanghai (con cui Amburgo è gemellata da 20 anni, che si festeggeranno dal 21 settembre prossimo), si sprecano nei bar e nei ristoranti di tendenza di Elbstrasse, dove il popolo dei media e dell'imprenditoria si dà appuntamento per la pausa pranzo. Messo il silenziatore alle proteste degli ambientalisti, che nella zona avevano sognato un'immensa area verde metropolitana, negli uffici governativi la visione è certo di business, ma anche ecosensibile.
Michael Freytag direttore dello Sviluppo Urbano e dell'Ambiente del Senato locale garantisce "una crescita in termini quantitativi e qualitativi" a chi gli chiede che fine faranno parchi e aiuole che da sempre fanno di Amburgo una delle città più verdi d'Europa. E in termini più creativi parla di un nuovo concetto di "waterside living", di dolce vita sull'acqua: di una metropoli del XXI secolo tranquilla, vivace, con un'atmosfera marina.
La new wave della cultura
L'atout su cui tutti puntano comunque è la cultura. In particolare, la nuova sede della filarmonica dell'Elba. Dal 2009 la Elbphilarmonie sarà l'ingresso ad HafenCity e ad Amburgo, un edificio concreto e onirico allo stesso tempo. Rendering alla mano, a prima vista la struttura pare un vascello con la prua pronta a salpare verso il mare del Nord e nuovi mondi. A guardarla bene quest'opera costata 200 milioni di euro - finanziati per un terzo da privati - e progettata da Herzog & De Meuron, è un recupero creativo di rara intensità che si inserisce nella filosofia di integrazione architettonica che caratterizza un po' tutta la città: la struttura anni 60 in mattoni di un magazzino del cacao (sarà un parcheggio) verrà sormontata da una modernissima onda gigante di cristallo che ospiterà due sale concerto (da 2200 e 600 posti), un hotel, un ristorante e appartamenti upper class.
In attesa di questo nuovo landmark turistico e culturale, Amburgo continua con uno dei suoi primati: dopo New York e Londra, è la capitale del musical. Ogni anno arrivano in città più di 2 milioni di persone per assistere alle produzioni storiche come il Re Leone o al recente campione d'incassi Mama Mia e da qualche mese alla nuovissima produzione Dirty Dancing.
Relax in spiaggia con domanda
In amburghese si dice "Klönen". È quell'arte sofisticata di ritagliarsi un po' di tempo per rilassarsi con gli amici, bere una birra Astra e fare due chiacchiere. Perfezionato nel tempo dagli abitanti, l'easy living ha due santuari codificati, strani se si pensa alla latitudine in cui ci si trova: la St. Pauli Strand e Hamburg del Mar, due spiagge trendy sull'Elba. Qui tra musica live o ritmi caraibici ci si sdraia su cuscinoni di tela e si ciacola del più e del meno. Ci vengono tutti - il microcosmo dell'IT, i ragazzi dei centri sociali del porto, i playboy figli della ricca borghesia mercantile e le famiglie con bambini che razzolano nella sabbia. A origliare ai vari tavoli in un happy hour di mezza estate pare di capire che uno dei temi più caldi sia: "Ma come saranno i nuovi luoghi del 'Klönen' ad HafenCity?".