Viaggi

Valli di Farma e Merse (Toscana)

Le colline delle donne

Siamo a pochi chilometri da Siena, in una valle dove, di recente, è nata l'associazione "La Toscana Da Noi" formata da dieci "imprenditrici" che si occupano a vario titolo di turismo con centri benessere, agriturismo, ristoranti, visite guidate

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Godetevi il vantaggio di essere coccolati da una mamma italiana, senza subirne le conseguenze". Lo slogan è stato coniato da Patrizia Muzzi che, insieme al marito Vittorio, ha fatto dell'arte dell'accoglienza il suo stile di vita.

"Se non si può vivere senza la figura materna anche in vacanza, almeno che non se ne subiscano le varie intrusioni", scherza Patrizia, lei che di figli ne ha due. Proprietaria di cinque appartamenti-residence nel borgo medievale Castello di Tocchi, ha il suo punto di forza nei corsi di cucina perché ai fornelli ci sono le massaie della zona.

A ogni lezione c'è una cuoca diversa, c'è chi è specializzata nel fare la pasta fresca, chi la ribollita, chi il cinghiale in umido. "Tutte - continua Patrizia - hanno conservato il gusto dei sapori antichi, della buona cucina toscana. Perché, si sa, gli ospiti vanno presi per la gola".

Siamo nelle Valli di Farma e Merse (dal nome dei fiumi che la percorrono), a pochi chilometri da Siena. Valli che ricordano una gentile signora nelle forme tondeggianti delle colline, nella sinuosità dei lunghi torrenti.

C'è chi le ha definite "dolci seni di una grande Madre Terra". Una zona "molto femminile", dunque, ma si può aggiungere che sono valli al femminile. Perché, da queste parti, le donne hanno successo più che altrove, occupano posizioni importanti, senza rinunciare ad una vita di affetti, impegni e hobby.

Di recente è nata anche "La Toscana Da Noi", un'associazione alla quale aderiscono ben dieci "imprenditrici" che gestiscono dal semplice bed & breakfast a una dimora di lusso, da un centro benessere, all'agriturismo o al ristorante di qualita. "Ci siamo riunite - ha spiegato Loredana Sbarra, 35 anni, presidente dell'associazione e che gestisce il Podere Campeccioli - perché condividiamo gli stessi ideali e standard di qualità.

Crediamo in un'accoglienza familiare e informale in cui il cliente è prima di tutto "un amico" che nelle nostre case trova comfort, prodotti genuini, cura dei particolari e informazioni turistiche". Tra le varie offerte c'è chi punta sulla ricerca dell'armonia e della salute.

È quello che succede all'"Ecoturismo La Casa Gialla". Paola Turchi, fisioterapista, esperta di alimentazione naturale, propone soggiorni all'insegna del benessere fisico e della buona tavola. Si è trasferita da Roma più di vent'anni fa, conquistata dalla bellezza di questi luoghi, e da allora cucina con prodotti biologici e pratica massaggi shiatsu.

Tutt'intorno domina la natura ma anche l'arte. Ogni soggiorno alla Casa Gialla è un'occasione d'incontro con l'artista Clelia Busillo, ecclettica, creativa, dotata di una forte sensibilità. "Attraverso la staticità delle forme cerco di esprimere il movimento interiore, le emozioni".

Realizza sculture in terracotta, modellando ogni pezzo a mano e se si ha voglia qui si possono apprendere le tecniche rudimentali. L'abitazione conserva nel cotto del pavimento di alcune camere e nelle travi dei soffitti la discreta eleganza delle dimore nobili di campagna.

Nei dintorni si possono fare passeggiate per raccogliere funghi, sempre che i "fungaroli" di professione, che fin dall'alba affollano i boschi, ne lascino qualcuno. Altro indirizzo made in femmina è l'agriturismo San Giovannese, nell'area naturale dell'Alto Merse, una delle zone più interessanti per la ricca vegetazione.

Paola Mauri che lo gestisce a capo di una cooperativa agricolo-forestale, è una donna di polso, di quelle che quando si prefiggono un obiettivo riescono a raggiungerlo. L'accento è, a tratti, ancora milanese. Un'altra "immigrata", fuggita dalla città per vivere nella natura: "Ho lasciato la Madonnina nel 1978, perché cercavo una dimensione più umana per me e la mia famiglia.

Da noi ci si rilassa e si possono fare attività per gruppi: teatro, pittura, ceramica". L'atmosfera familiare non fa mai perdere di vista alla padrona di casa il gusto per i particolari. In questo ex podere ogni cosa viene preparata con cura: dalla colazione con vista sulla valle, ai corsi per preparare il pane.

Tra le varie iniziative dedicate agli ospiti, l'ultima nata è la raccolta delle castagne da fare tutti insieme e poi accendere un fuoco per mangiarle arrosto. In totale sono più di dieci indirizzi ma un solo unico filo conduttore: relax e piacere dell'ospitalità. E poi si aggiunge il paesaggio : con i panorami in gradazione cromatica, borghi e castelli da far invidia a località ben più celebri della regione.

Ogni luogo ha la propria storia e le proprie glorie, ognuno ha la sua particolarità. A cominciare dal borgo Castello di Tocchi: mantiene la cinta muraria del 1100 e uno splendido arco di ingresso. Intorno la vista si perde tra boschi di castagni, sughere, lecci e colline, dominate dalla vetta del monte Amiata.

C'è anche chi, per non disturbare questo idillio, ha dipinto la parabola con i tipici colori delle terre di Siena. Murlo, invece, isolato e posto su un colle che domina il torrente Crevole, è famoso per il guerriero-cowboy etrusco conservato nel Museo Archeologico (vedi box). E per la millenaria chiesetta romanica di San Fortunato, ribattezzata dagli abitanti affettuosamente "Cattedrale", nonostante le ridotte dimensioni.

Una curiosità: Murlo fu sicuramente un abitato etrusco e ancora oggi, per colpa o per merito dell'isolamento che ha caratterizzato queste zone per molti anni, i lineamenti dei suoi abitanti sono rimasti inalterati, tanto da ritenere che nelle vene della popolazione ci sia una parte del Dna dei misteriosi antenati.

La conferma ci viene dagli studi fatti dall'Università di Genetica di Torino che hanno evidenziato una discendenza diretta tra gli abitanti e gli etruschi di 2600 anni fa, senza alcuna contaminazione esterna. Poco distante i ruderi della torre di Crevole.

L'importanza del luogo e la sua sacralità sono testimoniate dal dipinto di Duccio di Boninsegna che, circa nel 1280, dedicò a questa Pieve la Piccola Madonna di Crevole (ora al Museo dell'Opera del Duomo di Siena).

Poi ci sono ancora Sociville, che visto da lontano appare come un'isoletta immersa nel verde, il cui nome, secondo alcuni storici, potrebbe derivare dal latino suavis locus ille, quel soave luogo.

O Monticiano, sulla cima di un colle, con la Chiesa romanica dei Santi Giusto e Clemente. Tutti luoghi che incantano, per la loro magia. Proprio come una donna.

 

(20 ottobre 2005)