I racconti del deserto
Rory CappelliArriviamo tra le dune del Gobi, nel mare ocra dell'Atacama o del Taklimakan, nel Rub' al-Khali, il Quarto Vuoto; tra i saguari del Sonora, con le loro dita alte verso il cielo; nella pietrificazione della Dancalia: e lì, nel silenzio assoluto, in quel nulla dorato, finalmente percepiamo una parte della nostra anima, come un'eco che flebile e lontana, lontanissima, ancora echeggia nel…
Arriviamo tra le dune del Gobi, nel mare ocra dell'Atacama o del Taklimakan, nel Rub' al-Khali, il Quarto Vuoto; tra i saguari del Sonora, con le loro dita alte verso il cielo; nella pietrificazione della Dancalia: e lì, nel silenzio assoluto, in quel nulla dorato, finalmente percepiamo una parte della nostra anima, come un'eco che flebile e lontana, lontanissima, ancora echeggia nel nostro essere, tanto lontana che non credevamo nemmeno ci abitasse.
Ci siamo noi, che arriviamo lì cercando tutto questo. E poi ci sono loro, che "lì" nascono, crescono e muoiono: sono gli uyguri del Taklimakan in Cina, i tuareg del Sahara, i beduini di Ramlat al-Wahiba, i nomadi dell'Afghanistan, i kashkai dell'Iran, i pastori del Karakum, le donne indiane del Thar, i nomadi del Ladakh e quelli tibetani, gli aborigeni australiani, i navajo del Nuovo Messico, le popolazioni della Bolivia, i san del Kalahari in Botswana, gli himba del Namib. Sopportano altitudine estreme, escursioni termiche anche queste estreme, con un sole che batte implacabile tutto il giorno e il freddo che arriva improvviso la notte, poco cibo, niente acqua, spazi immensi, solitudine, comunicazioni scarse o nulle.
Popoli e culture che Desert Nights, il Film Festival Internazionale che si terrà alla Casa del Cinema di Roma dal primo al 7 dicembre, racconta attraverso oltre 50 film e video, tra classici del genere e documentari. "L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la sua 58esima sessione" spiega Irene Bignardi, direttore del Festival, "ha decretato il 2006 Anno Internazionale dei Deserti e della Desertificazione e ha annunciato una serie di manifestazioni". Tra queste proprio Desert Nights: Tales from the desert che, tra l'altro, è "l'evento cinematografico (e non solo) promosso dal Segretariato della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione che chiuderà l'Anno Internazionale". I deserti.
Lì dove noi arriviamo e loro vivono: ce lo raccontano queste pellicole, con forza e poesia. Crude, alcune, dure, altre. Ci raccontano di come si nutrono di datteri e latte di capra, di quanto a seconda della latitudine fatichino a passare l'inverno o a sopravvivere all'estate. Ci raccontano le giornate delle Panihari, le donne che in Rajastan trascorrono la giornata a raccogliere l'acqua, come in Panihari: the Water Women of India di Sudhi Rajagopal e Abi Devan. Ci raccontano quanto i sogni, la speranza e la forza della determinazione muovano i passi di persone che intorno hanno il nulla, quello vero, come in Si le vent souleve les sables. Ci raccontano la vita dei Tuareg, come in Asshak. Tales from the Sahara di Ulrike Koch. Ci raccontano l'infinito nulla, vuoto di vita e pieno di magia, dei deserti e delle sue genti. Gli abitanti dell'infinito. I padroni del nulla.