Viaggi

Inverno - Nassfeld Pramollo (Carinzia)

Innamorarsi della neve

Con i suoi 110 chilometri di piste e tanti impianti modernissimi,
il Comprensorio sciistico carinziano, al confine con il Friuli, si è affermato come uno dei migliori dell'Austria

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Negli atlanti, il Passo di Pramollo, in tedesco Nassfeldpass, è difficile da trovare. Si deve consultare l'indice, seguire la griglia di numeri e lettere, passare con la fantasia per il Tarvisio e costeggiare un confine, quello tra Slovenia, Friuli e Carinzia, fatto di valli e rilievi tra i 650 e i 2500 metri. Doveva essere ancora più difficile trovarlo sulle mappe nel 1962, quando Arnold Pucher, un austriaco allora ventenne, con la passione per lo sci e la certezza che, di lì a poco, quelli invernali sarebbero diventati sport di massa, girava per le fiere turistiche tedesche. Promuoveva con pochi fogli stampati su carta scadente e colori grossolani, l'unico impianto di risalita di Nassfeld Pramollo, in Carinzia: l'aveva costruito con i risparmi e qualche prestito, e lo faceva funzionare col motore di un Maggiolino. Nell'area, allora, esisteva solo un rifugio e una strada sterrata, e tutti i tedeschi che prenotavano le vacanze nelle più famose località austriache rispondevano "Sì, bello, ma dov'è?", quando Pucher, che oggi è amministratore delegato di 3 alberghi e impianti di risalita a Pramollo Nassfeld, cercava di convincerli.

Negli ultimi tempi, Nassfeld Pramollo, è andata oltre ogni previsione di chi la immaginava negli anni Sessanta come una stazione invernale moderna; le brochure di Pucher sono state sostituite da raffinati cartelloni, pagine pubblicitarie e cataloghi con sciatori belli e sorridenti e da un elegante sito internet, www.nassfeld.at, edito dalla società di promozione turistica del Comprensorio, e l'area sciistica è diventata, con i suoi 110 km di piste per ogni grado di difficoltà e le 30 funivie e impianti di risalita, la più grande e moderna della Carinzia. Si è classificata, inoltre, tra le prime 10 migliori di tutta l'Austria.

Gli abitanti, e chi ci lavora, dicono anche di essere particolarmente fortunati, baciati dalla provvidenza, perché le ore di sole nella stagione invernale sono cento in più rispetto alle altre regioni a nord delle Alpi. Dev'essere vero perché tutti, qui, sembrano essere allegri e abbronzati. Al di là delle ore di sole ci sono comunque i numeri a dare ragione a Nassfeld Pramollo e, si sa, i numeri fanno sempre la differenza nel mondo delle vacanze: 2,8 milioni di metri quadrati di superficie per tutti i gusti di divertimento sulla neve; discese per principianti e un pendio per snowboard del campionato del mondo; 5 cabinovie, 4 seggiovie a 6 posti e 4 seggiovie a 4 posti; oasi wellness; impianti di innevamento artificiale; 115 tra alberghi e residence, 18 tra ristoranti, baite e rifugi (esclusa la ristorazione degli alberghi).

Nassfeld Pramollo cominciò a crescere negli anni Settanta, ma lentamente: prima un albergo qua, poi un altro là, quindi un rifugio, un ristorante, un impianto di risalita. Il boom arrivò all'inizio degli anni '90 quando la strada di confine, che fino allora rimaneva chiusa di notte con una sbarra (chi ci si avventurava per sbaglio o per curiosità, doveva tornare indietro), fu aperta definitivamente 24 ore su 24 e allargata. Cominciarono ad arrivare anche i turisti dalla Slovenia e da altre nazioni dell'est, oltre naturalmente che dal resto dell'Austria. I friulani e i veneti avevano scoperto la zona per i weekend invernali da tempo; ora anche gli italiani che vengono da Bologna e dall'Adriatico, la frequentano per vacanze più lunghe, di una settimana e oltre, sia con la neve che d'estate.

Questa è sempre stata una terra di confine, di passaggio e di scambi economici e culturali, di montagne imponenti dalle punte aguzze. Sia in italiano che in tedesco il nome Pramollo (sul lato friulano) e Nassfeld (sul lato della Carinzia) significa "prato mollo" o "campo bagnato", perché nell'antichità la zona era infestata di zone paludose. Oggi quelle paludi non esistono più, al loro posto splendidi laghetti alpini, moltissimi balneabili d'estate, e paesaggi di grande bellezza. Tra qui e il Tarvisio passarono un po' tutti: i Gallo-Carni che facevano commercio di miele e cera con il sud; i Romani che avevano istallato una stazione di dogana a Pontebba (Comune della provincia di Udine di cui fa parte il Passo di Pramollo); i Vendi, i Marcomanni e i Longobardi che calavano in Italia. E poi, alla fine del '700, Napoleone, che a Pontebba e al Tarvisio si scontrò con gli Austriaci nel 1797. Alla fine del '700 e per tutto l'800 fu anche terra di esplorazioni botaniche, geologiche, zoologiche, di scalate di alpinisti italiani e austriaci passate alla storia.

Anche la gastronomia testimonia il passaggio millenario in queste terre di popoli e usanze: nei rifugi per sciatori, nelle trattorie caratteristiche, nelle baite e nei ristoranti più raffinati, si trovano i piatti tipici (spesso oggi rivisitati) della tradizione carinziana, friulana e slovena. Nel Nassfeld Pramollo vengono cucinate le specialità della Gailtal, valle dell'Austria meridionale, con il suo speck, i formaggi di malga e il caratteristico pane nero. Oppure la frigga (simile al frico friulano) che gli austriaci fanno con un formaggio che assomiglia al Montasio, il grostl con lo speck (piatto di carne) e il kärntner nudel, un raviolone carinziano che, si dice, "ogni ragazza deve saper preparare altrimenti non trova marito". Di sloveno si gustano i rasnici (spiedini) e i cevapcici (polpette speziate). Per chi vuole mangiare italiano, arrivano le specialità come la zuppa di pesce friulana e il frico. Ristorante dove si incontrano in chiave moderna la tradizione carinziana, slovena e soprattutto mediterranea, è lo Stüberl dell'Hotel Wulfenia nel piccolissimo villaggio di Sonnenalpe: qui ai fornelli è Arnold Pulcher, classe 1967 (figlio del Pulcher che ha lanciato turisticamente il Comprensorio), che è stato premiato con i 3 cappelli dalla Guida Gault&Millau e insignito della prestigiosa stella nella prima Guida Michelin austriaca. Sempre a Sonnenalpe l'altro figlio di Pucher, Michael, ha aperto un elegante hotel che porta lo stesso nome del villaggio. I principali centri abitati del Comprensorio, oltre al piccolo Sonnenalpe che è uno dei punti più alti di Nassfeld Pramollo e dal quale si accede direttamente alle piste, sono Tropolach e, più a valle, Hermagor.