La scoprì qualche artista che ci andò a vivere affascinato dalla sua religiosità, dalla sua cultura, dalla dolcezza della sua gente. Negli anni Settanta arrivarono gli hippy, portandosi dietro senza volerlo, e magari anche teorizzando contro, il turismo di massa. Che infine sbarcò negli anni Ottanta. Tanto che dagli anni Settanta a oggi il numero delle camere sull'isola è passato da 700 a 42 mila, gli abitanti da una dozzina di migliaia a tre milioni.
Alberghi e alberghetti sono stati edificati un po' ovunque. Hotel di lusso sono nascosti in mezzo al lussureggiare della vegetazione o lungo le coste. Super lusso con il Bulgari Resort, appena inaugurato su una scogliera a picco sull'oceano: le ville sono state tutte realizzate con strutture in legno duro Bangkiray, bambù, paglia di Alang-Alang, corde ijuk, tegole in terracotta, pietra Palimanan, pietra lavica naturale Paras, mobili tutti in tek e intagliati a mano proprio sull'isola. La location scelta per questo grandioso progetto è stata l'estremità meridionale della penisola di Jimbaran, vicino al Tempio di Uluwatu: tra le spiagge più amate dai surfisti e uno dei luoghi più sacri.
Un investimento che ha fatto ricredere anche i più scettici sulla ripresa turistica dell'isola. E infatti a Bali si respira di nuovo quell'aria che l'ha resa famosa: basta andare al nord, tra chi è affascinato da cultura e natura. O a sud tra i surfisti e i festaioli. Sulla spiaggia di Kuta, una lunga striscia di sabbia arcuata o a Jimbaran con la sua sabbia e le sue onde. Alla ricerca dei resti del vecchio palazzo di Taman Kertha Gosa a Semarapura. Tra le piantagioni di caffè, le risaie, i boschetti di palme di cocco intorno a Munduk. Nella valle tropicale attraversata dal Sungai Ayung verso Penestan, il villaggio dei "Giovani Artisti". Nel Gunung Rinjani National Park, nella vicinissima isola di Lombok, è uno dei 43 parchi nazionali dell'Indonesia, dove si trova la montagna sacra di Bali, il Gunung Rinjani, la seconda più alta di tutta l'Indonesia con i suoi 3726 metri di altitudine. Qui vengono in pellegrinaggio balinesi e sasak: portano offerte, intonano preghiere, si bagnano nelle sorgenti di acqua calda, chiedono la protezione della sacra montagna dove dimorano gli dei. Nell'isola degli dei.