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Itenerario - Dubai (Emirati Arabi Uniti)

Il mosaico di volti e lingue

Conosciuta soprattutto come un immenso luna park per ricchi, la città ha anche un volto nascosto, meno schiamazzante e certamente ricco di un fascino ineguagliabile

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Dubai ha un'immagine ormai consolidata. Quella di un immenso luna park per ricchi, in grado di soddisfare ogni lusso e bizzarria. Ristoranti sottomarini, shopping sfrenato, sport eccentrici e improbabili come lo sci sulla neve in mezzo al deserto. Eppure, la città ha anche un altro volto, meno schiamazzante ma certamente ricco di fascino. Il fascino di un luogo dove la vita continua a scorrere in modo tradizionale, dove risuona nelle orecchie il richiamo del muezzin alla preghiera, dove l'aroma alla mela della sheesha si diffonde nell'aria. Nei dedali di viuzze dei suq si dipingono ancora su mani e piedi complessi motivi ornamentali con l'henné, molte donne indossano il lungo abito nero e hanno il volto, o almeno i capelli, nascosti dal velo. In piena notte intere famiglie cercano refrigerio sui prati lungo le sponde del Creek - il canale che divide la città in due zone, Bur Dubai e Deira - chiacchierando tranquillamente come fosse mezzogiorno.

In più, Dubai è un vivace centro culturale, ideale per venire a contatto con la società islamica, un'ottima base di partenza per scoprire gli Emirati Arabi Uniti, terra dove Oriente e Occidente, tradizione e modernità, convivono in una magica armonia. Con tanto di comfort accessibile a tutte le tasche. Entrando nella città, l'unico neo evidente è il traffico. Le larghe strade, costeggiate da distese verdi piene di fiori, rigogliose nonostante il caldo torrido, sono intasate da macchinoni e lavori in corso. Gli Emirati appaiono oggi come un grande cantiere costellato di gru e scheletri di cemento sempre più imponenti.

La richiesta di manodopera ha reso Dubai un centro multietnico. Passeggiando per le strade dei quartieri popolari ci si imbatte in un mosaico di volti e lingue, i vestiti multicolori delle donne indiane strusciano i lunghi abiti neri di quelle arabe. Che celano il volto e il corpo allo sguardo estraneo ma non sfuggono il vezzo, il brillantino, il ricamo. Gli arabi sono una minoranza, custode però di forti tradizioni. L'Islam, oltre che una religione, è qui uno stile di vita. Rispettoso delle diversità.

Nel quartiere più suggestivo della città, Bastakiya, i lavori di restauro fervono giorno e notte. Sono state tra l'altro ricostruite le caratteristiche torri del vento, un sistema di "aria condizionata" ante litteram, che svettano sulle residenze dei mercanti iraniani degli inizi del Novecento. L'antico forte, Al Fahidi, è sede del sorprendente Dubai Museum, che permette un'immediata comprensione della storia culturale del paese senza bisogno di parole scritte.

Numerose postazioni illustrano l'incredibile sviluppo di Dubai, da piccolo villaggio di pescatori a moderna metropoli. La possente voce del muezzin si insinua penetrante nelle orecchie in ogni angolo della città, contribuendo a rendere piacevole l'atmosfera. A Dubai i luoghi di preghiera sono circa 560, pur se è possibile visitare solo la grande moschea di Jumeirah, un riuscito esempio di architettura islamica moderna.
A Jumeirah ci sono anche belle spiagge. La migliore è in un parco attrezzato con ingresso a pagamento. Di sabato, davanti al cancello, ci si trova di fronte una scena curiosa. Una fila di stranieri demoralizzati dal contrattempo più inaspettato. Non è consentito l'accesso agli uomini. Per le donne del luogo è l'unica possibilità per farsi accarezzare il corpo dai raggi del sole libere dai lunghi abiti neri, con tanto di pantaloni sotto, che in presenza maschile non abbandonano neanche per bagnarsi nell'acqua sempre inquieta dell'oceano. Poco distante c'è la spiaggia libera, dove il bikini è tranquillamente accettato.

Un po' più in là, sul mare, si erge l'imponente Burj Al Arab, la celeberrima Vela. È forse l'hotel più lussuoso del mondo, e sicuramente un simbolo di Dubai, insieme alle Emirates Towers, simili a due cavatappi. Se i centri commerciali, nonostante le architetture variegate, alla fine si somigliano tutti, certamente più intriganti sono i bazar tradizionali. Si può iniziare con il caleidoscopio di colori del suq dei tessuti, sul lato di Bur Dubai, per poi salire su un abra, i battelli che attraversano il Creek traghettando sulla sponda di Deira, vicino al molo dei dhow, le imbarcazioni tradizionali. Poco distanti, i suq tradizionali inebriano con gli intensi aromi delle spezie, abbagliano con le luccicanti vetrine piene di ori. Facendo base a Dubai, grazie all'ottima rete stradale e all'efficiente sistema di trasporti, con escursioni di una giornata si possono visitare le più interessanti mete del paese. Innanzi tutto Sharjah, il piccolo emirato tradizionalista subito a nord di Dubai, centro della vita artistica e culturale. Lungo la strada, la sfilata di cemento non finisce mai, quasi non c'è soluzione di continuità fra i grattacieli delle due città. A volte sistemati in modo bizzarro. Come posati di una mano distratta. Le facciate laterali si sfiorano ma non si toccano, lasciando fessure piene di finestre l'una di fronte all'altra. Il vecchio centro di Sharjah è suggestivo. Vale la pena seguire il percorso culturale suggerito, soffermandosi nell'Islamic Museum e nell'antico suq Al Arsah.

Il venerdì, giorno festivo, molti più uomini indossano l'abito tradizionale bianco, una lunga tunica e un piccolo copricapo ricoperto da un telo fermato da una treccia nera. Le file di sandali davanti alle moschee indicano che i luoghi della preghiera sono colmi. Il posto migliore per trascorrere questa giornata è Al Ain, la roccaforte beduina, a un'ora e mezzo di pullman da Dubai.

Guardando dal finestrino, incuriosiscono i segnali stradali, con la sagoma di un cammello ad avvisare del pericolo di attraversamento di animali e quella di un uomo con la tunica ad annunciare il passaggio pedonale. Varie oasi circondano questa città moderna, sorta nel deserto, con grandi strade fiancheggiate da aiuole, caffè tradizionali, un bel forte che ospita un museo. Al Ain è la "patria" dei cammelli. Non solo per le corse che si svolgono nei mesi invernali, ma anche per l'apposito mercato, l'ultimo rimasto nel paese. La capitale Abu Dhabi, centro di affari e grattacieli, è un po' una fotocopia di Dubai. Se non si ha molto tempo, meglio scegliere altre mete, come Hatta, che ospita il migliore Heritage village del paese, con la ricostruzione di case barasti popolate da personaggi che a prima vista sembrano veri, arricchite da presentazioni audiovisive dedicate alla cultura e alle tradizioni. Lungo il viaggio un paesaggio a dir poco straordinario: un deserto puntellato di cammelli, dune rosse, rigogliose oasi.