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Percorsi - Todi (Umbria)

La scoperta di un tesoro

Il percorso "e; I circuiti del Paesaggio"e; permette la conoscenza di unÕarea di grande bellezza, dai Monti Martani alla Piana del Tevere, ai Colli Amerini.

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Piccoli borghi fortificati legati tra loro da strade spesso sterrate e case coloniche restaurate. Chiese romaniche che, sparse nella campagna, sopravvivono al trascorrere dei secoli e testimoniano, oggi come ieri, la vocazione spirituale di questa regione. Intorno, basse colline sui cui fianchi si stendono vasti campi coltivati, mentre vigneti e uliveti punteggiano i rilievi più pronunciati. Siamo nel comune di Todi, nel cuore dei Monti Martani: parte da qui uno dei sei itinerari, chiamati non a caso "I Circuiti del Paesaggio", che tra sentieri storici e strade comunali, toccano borghi, agriturismi, cantine, frantoi, e accompagnano alla scoperta di paesaggi e beni culturali poco noti, di sapori e tradizioni antiche. Si tratta di percorsi che ci permettono, dai Colli Martani alla Piana del Tevere, e poi ancora dai Colli Amerini alla Valle del Naia, di scoprire un territorio carico di suggestioni, dove da secoli si intrecciano storia e natura.

L'itinerario porta sulle tracce del Romanico che, tra i resti di antichi castelli e chiesette medievali, sono disseminate un po' ovunque nel territorio di Todi. Dall'abbazia di S.Antimo, immersa in un bosco di pini d'Aleppo, al castello di Monticello o a quello di Ficareto, che prende il nome dalla dea Vica o Vittoria alla quale sarebbe stato dedicato un tempio in questo luogo. Il percorso comincia da Duesanti, una delle frazioni più popolate del comune di Todi: i due santi da cui viene il nome sono Antonio e Antonino, martirizzati durante le invasioni longobarde. Intorno al nucleo più antico si trovano oggi case più recenti, allineate lungo un viale alberato. A catturare l'occhio, i resti di una piccola chiesa romanica in stato d'abbandono: dedicata a S.Maria, è chiamata "la chiesa vecchia" e risale al 1290. L'antico castello, che secondo la tradizione custodisce le spoglie dei due santi, è stato oggetto di aspre contese tra i Guelfi e i Ghibellini che si dividevano la città di Todi. Uno degli antichi torrioni è oggi una terrazza da cui ammirare il paesaggio. Procedendo in direzione di Pretroro, ci imbattiamo nella chiesa dedicata a S.Martino. Romanica, di modeste dimensioni, con un'unica sala, è stata restaurata da poco: la facciata conserva i resti di un rosone. Con una breve deviazione si raggiunge il castello di Pretroro, dove alla fine del XV secolo trovarono rifugio i Ghibellini cacciati da Todi.

Proseguendo tra vigneti e uliveti si può scegliere di continuare a sud verso S.Damiano e Monticello, oppure a nord, dove svetta la torre di Frontignano. A S.Damiano si accede attraverso una porta medievale con lo stemma di Todi. Qui, nel 1174 un ricco contadino di ritorno da un viaggio in Palestina, come ringraziamento per una guarigione ottenuta, fece costruire una chiesa dedicata a S.Damiano, da cui viene il nome del castello. Lungo la strada che collega Foligno a Todi, un'altra delle chiese romaniche che impreziosiscono il territorio: sulla facciata visibili testimonianze dell'edificio originale del XII-XIII secolo. Più in basso, il castello di Monticello prende il nome dalla piccola altura su cui è stato costruito. Da qui la strada scende tra i campi coltivati, senza mai perdere di vista Todi. Tra gli altri castelli da visitare, quello di Lorgnano, molto piccolo, chiamato anche Lariano o Lariniano dalla venerazione per gli dei Lari, divinità protettrici della casa, che qui veniva praticata. A conferma della tradizione, nel '700, vennero trovati alcuni marmi con iscrizioni di epoca romana che fanno riferimento al culto. Del castello medievale rimane poco, una visita merita la piccola chiesa dedicata a S.Andrea. Di castello in castello, arriviamo a Loreto: ben conservato e restaurato, l'edificio sorge su una collina argillosa e prende il nome dai boschi di alloro, dal latino laurus, che lo circondano. Nel XII secolo era importante come roccaforte di difesa del territorio. La vicina chiesa di S.Lorenzo, anche questa romanica, è stata però fortemente rimaneggiata nel corso del '900.

Dalle mura robuste e con la torre del XIII secolo, il castello di Frontignano era uno dei più fortificati della zona. Appena fuori dall'abitato si trova la chiesa di S.Maria della Neve ricostruita sui resti di quella antica; sulla mensa d'altare, decorazioni gotiche. Poco più in alto di Frontignano spicca l'imponente torre d'Almonte, fatta costruire da Almonte degli Atti, quello stesso Almonte di cui parla D'Annunzio nel sonetto dedicato a Todi nelle Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi. È a Cacciano, con il suo piccolo castello conteso tra Guelfi e Ghibellini, dove nel 1472 trovarono rifugio i primi, inseguiti dagli storici nemici, che termina il nostro itinerario.