Cina segreta
Sergio RamazzottiTuan-shan è una cittadella fortificata aggrappata a una collina, immersa nel silenzio (una benedizione, per chi arriva dal caos delle città) e perfettamente conservata, abitata da qualche centinaio di persone legate alla campagna come lo erano i fondat…
Tuan-shan è una cittadella fortificata aggrappata a una collina, immersa nel silenzio (una benedizione, per chi arriva dal caos delle città) e perfettamente conservata, abitata da qualche centinaio di persone legate alla campagna come lo erano i fondatori, che aprono volentieri ai rari visitatori i cortili delle case, mostrano gli affreschi un po' scrostati, le finestre di legno intagliato, il tempio degli antenati in cima al vicolo acciottolato che taglia in due il villaggio. Un uomo, vestito con la casacca blu e il berretto verde militare che un tempo erano la tenuta d'ordinanza degli iscritti al partito, torna dai campi portando due ceste di cavoli in equilibrio sul bilanciere. Un'anziana donna rintanata in una botteguccia stracolma di vestiti polverosi e gioielli d'argento ha messo in vendita un arazzo di quelli che oggi raggiungono quotazioni di parecchie migliaia di euro alle aste: rappresenta Mao Zedong affiancato da un gruppo di studenti in uniforme che sorridono e agitano il Libretto Rosso, è stata lei stessa a ricamarlo, dice, nel 1969, in piena Rivoluzione Culturale. Tuan-shan è tutto qui, non c'è altro: c'è, semplicemente, la Cina come è sempre stata e come, almeno in certi angoli dimenticati, sarà ancora per lungo tempo.
La città più vicina dove fare base è Jianshui (13 km), l'antica sede di un'importante scuola filosofica dove si trova il secondo tempio confuciano del Paese in ordine di dimensioni e di importanza (le fondamenta risalgono al XIII secolo). Il centro storico, del Settecento, è ben conservato e occupato per buona parte dal complesso residenziale della famiglia Zhu, una dinastia di facoltosi proprietari terrieri stabilitisi qui durante il regno dell'imperatore Guangxi (1875-1909). Esteso su 20 mila metri quadri, di cui cinquemila adibiti a residenza privata (vi abitava l'intera famiglia allargata), il complesso è un labirinto di cortili interni che nascondono una splendida collezione di bonsai, un teatro privato con il palcoscenico di pietra al centro di un laghetto, il tempio degli antenati, numerosi giardini e un museo con una notevole collezione di dipinti e rotoli di calligrafia. Una parte dell'antica dimora è stata trasformata in un gradevole albergo, lo Zhu Garden Hotel, che, come Tuan-shan, è di poche pretese, ma regala l'impagabile sensazione di essere stati catapultati nella vita quotidiana della Cina imperiale.
IN PARTENZA Periodo migliore: da marzo a ottobre. Arrivare: Air France (www.airfrance.it) vola dall'Italia a Guangzhou via Parigi. Le tariffe in classe economica a/r partono da 780 euro. Da Guangzhou a Kunming, capitale dello Yunnan, con un volo China Southern (a/r circa 300 euro), e da qui a Jianshui in auto. La camera doppia con prima colazione allo Zhu Garden Hotel (tel. 0086.8 73.7658179) costa circa 70 euro.