Viaggi

Viaggi

Mistico POP

Bancarelle neo-kitsch e silenziosi angoli di meditazione: la doppia anima di Czestochowa

3 minuti di lettura
Il cuore della città antica è un tripudio di sacro neo-kitsch. Madonne al neon, crocifissi fosforescenti, santini e poster di Woytila e Ratzinger, palle di vetro con il santuario (senza neve che scende), borsette non firmate, boccette d'acqua benedetta doc e atmosfere da luna park dello spirito, circondano il magnifico santuario fortificato di Jasna Gora, a Czestochowa, uno dei luoghi più mistici dell'intero universo cristiano.

Kit del perfetto pellegrino con tanto di ramo d'alloro e rosario luminescente sottovuoto, canditi e giocattoli, icone della Madonna Nera in legno o in argento, statuette, bassorilievi e ogni altro ben di Dio apotropaico rappresentano lo spettacolo della fede in technicolor. Le bancarelle si distendono tutto intorno alla collina come una cintura di protezione colorata e chiassosa. Ma il santuario è in realtà uno dei simboli più forti e importanti del mondo, fin dal Medioevo. Tanto quanto Lourdes, San Pietro o Medjugorie. Un luogo di miracoli e visioni, speranze e guarigioni, vissute negli ultimi secoli in una delicata geografia polacca di acquasantiere e marmi, affreschi e cappelle turrite, saloni e angoli di meditazione, splendenti nella loro meraviglia divina.

Se ci arrivate al crepuscolo (magari non dall'enorme parcheggio dei bus sul lato nord della città, ma dalla via pedonale che parte dal centro cittadino e che segue la Via crucis), il monastero vi apparirà per gradi: salendo la collina sarà come un'astronave nella notte, una visione surreale che spunta tra gli alberi a 293 metri di altezza. Colori e forme corrono verso il cielo. Stormi di passeri volano sopra le guglie dorate, giovani preti in libera uscita, gruppi di scolari in contemplazione e tanti pellegrini, a ogni ora del giorno e della notte, diventano quasi un'opera pastorale. L'ideale è arrivare però nelle prime ore del mattino quando si riesce a scalare in perfetta solitudine il magnifico campanile che domina l'intero complesso. Volute di scale di pietra si svolgono nella torre rivelando garitte e finestre affacciate sul cielo mitteleuropeo; suore e sacerdoti sfilano oltre archi di pietra attraversando cortili e giardini. Visti da quassù, nel vento che fa tremolare le cupole scintillanti, sembrano figure di un gigantesco presepe.

Oltre le mura si snoda invece la città nuova: tra i quartieri popolari s'infilano edifici eleganti del '900, costruiti alla base dei cinque ettari di parco collinare. La lunga strada principale, appena restaurata, taglia in due il centro storico e l'anima della città verso oriente.

Ma al di là del centro monastico, dove si trovano ostelli del pellegrino, case ecclesiastiche, bancarelle della fede, l'aura sacra svanisce proporzionalmente ai metri di distanza percorsi. Il resto della città non è un granché. L'unica vera attrazione rimane il santuario mariano. Ed è curioso seguire il deflusso urbano della sera, dall'austera Jasna Gora verso gli shopping center, le multisale cinematografiche e i fast food. L'interesse per il cuore silenzioso sulla collina è proporzionale agli assalti estivi e ai raduni oceanici. Nei periodi di bassa affluenza la città vive di echi. O poco più.

La storia di questo luogo è complessa, oscura, drammatica e contorta come solo le vicende legate alla religione possono essere. Tutto ebbe inizio nel 1382 quando l'allora principe Vladislao di Opole, plenipotenziario del re Ludovico di Ungheria, fece chiamare i monaci Paolini in Polonia.
Quando arrivarono a Czestochowa ricevettero in dono una piccola chiesa per custodire il Quadro Miracoloso della Madonna, che il principe aveva portato dalla città di Belz. Jasna Gora (che significa montagna luminosa) subì numerosi assalti. Questi, oltre alla necessità di un baluardo vicino ai confini con la Slesia, convinsero re Vladislao IV a far erigere un muro di cinta intorno alle chiese. Quattro porte, costruite tra il XVII e il XIX secolo, danno oggi accesso al complesso. La parte degli edifici sacri è la più antica: la Cappella della Madonna (XV sec.), la Basilica (XV e XVII sec.) e il Cenacolo (XX sec.) costituiscono il cuore del santuario. Il monastero vero e proprio consta invece di due palazzi quadrati (XV e XVII sec.) cui sono collegati un lungo braccio - che oggi ospita i sacerdoti pellegrini - e l'antico arsenale.

Miniguida Ci sono pochi ristoranti e qualche albergo in città. In occasione dei grandi raduni religiosi bisogna prenotare con larghissimo anticipo. Dove mangiare Ristorante Astoria, all'interno dell'hotel Sonex: elegante ma a prezzi accettabili. Dove dormire In periodi tranquilli un buon posto dove passare la notte è ai piedi della collina: il Mercure Patria hotel (Ulica Popieluszki, 2 - tel. ++48.34. 3247001, www.mercure.com) offre doppie da 50 euro con la prima colazione e la vista sul monastero. In Ulica Krakowska, 45 (tel. (0)34. 3668090, www.hotelsonex.pl), si trova invece l'hotel Sonex, più raffinato e discosto dalle folle. Il santuario è aperto tutti i giorni dalle 5 del mattino alle 21.30. L'entrata è gratuita. Altre info: www.jasnagora.pl

Storia di un'icona La sua storia viene tramandata secondo due versioni: una tradizionale, avvolta nella leggenda, e una storica, ricostruita dai critici d'arte interessati alla genealogia di questa straordinaria immagine. Secondo la prima versione, il Quadro fu dipinto dall'Evangelista Luca sul tavolo della casa della Sacra Famiglia. L'immagine di Jasna Gora venne traslata da Gerusalemme a Costantinopoli dall'imperatore Costantino e depositata in una chiesa. Il principe Vladislao di Opole trovò il Quadro nel castello di Belz, dove veniva venerato come miracoloso.
A seguito della grazia della vittoria riportata sui Tartari, portò con sé il quadro a Czestochowa, affidandolo alla custodia dei monaci Paolini. Secondo i critici d'arte il dipinto sarebbe stato invece un'icona bizantina databile tra il VI e il IX secolo.