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Pienza (Siena)

L'antiquariato in mostra nel chiostro

Nella cittadina toscana, il cortile della chiesa di San Francesco ospiterà trenta selezionati espositori. Si alterneranno capolavori del '600, colonne dell'800 e paraventi giapponesi del secolo scorso

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NON BASTASSE la sua proverbiale natura di “città d’autore”, da un anno in qua, a marzo, Pienza ha preso ad agghindarsi dei preziosi mobili proposti da trenta selezionati espositori. La qualità degli oggetti in mostra da giovedì 15 a lunedì 19 marzo per la seconda edizione di “Antiquari nel chiostro” risulta in linea con l’armonia urbanistica della città di Pio II.

E’ sufficiente una passeggiata da Porta al Prato lungo il corso dedicato a Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, per scoprire quale mirabile integrazione quell’architetto riuscì a creare tra il preesistente borgo medievale di Corsignano e gli ideali umanistici del papa. Si passa senza traumi dalla chiesa decisamente gotica di San Francesco ai palazzotti di Salomone Piccolomini e del cardinal Ammannati, nel cui stile coesistono Medioevo e Quattrocento toscano fino a quel piccolo scorcio di “Città ideale” del Rinascimento rappresentato dalla piazza Pio II e dai capolavori attorno: Palazzo Piccolomini, il Duomo, la Canonica, il Palazzo Vescovile e quello Pubblico.

Con altrettanta grazia all’interno dei quattrocenteschi chiostro e convento di San Francesco trasformati in relais si alterneranno vari capolavori d’antiquariato di diverse epoche. Tra gli esempi, un orologio lanterna londinese in ferro e bronzo del ‘600, tre colonne lignee marchigiane laccate con lumeggiature in oro, un Cabinet tibetano dell’800 o i paraventi giapponesi dai raffinati fondi in foglie d’oro e argento risalenti a novant’anni fa.

A rendere ancor più appetibile la mostra contribuisce la promozione invernale in Val d’Orcia con forti riduzioni negli hotel e ristoranti convenzionati.

Da visitare: Palazzo Piccolomini
Con il biglietto d’ingresso ad “Antiquari nel chiostro” (5 euro) si entra a prezzi ridotti nel recentemente restaurato Palazzo Piccolomini. L’edificio, realizzato dal Rossellino al costo di 50 mila fiorini ha le fattezze di una nota creatura di Leon Battista Alberti: Palazzo Rucellai di Firenze.
Dal cortile interno si accede al primo giardino pensile del Rinascimento. Da qui e dal sovrastante loggiato a sette assi si apre uno dei più bei colpi d’occhio sulla Val d’Orcia e sul Monte Amiata. Quanto Pio II amasse il bello risulta poi evidente al primo piano dove il pontefice aveva fatto sistemare le sale da pranzo, lo studio, la biblioteca, la propria camera da letto.

Antiquari nel chiostro
Dal 15 al 19 marzo 2007 Info: Ufficio cultura, Comune di Pienza, 0578-749796