PRENDETE una piazza e un grande fantoccio
di cartapesta raffigurante la vecchina più conosciuta
del paese. Aggiungetevi una colorata
sfilata di carri allegorici con contorno di gruppi
mascherati e bande musicali, una spruzzata
di mitologia, ed ecco che la Segavecchia di
Forlimpopoli diventa una delle feste popolari
più attese dell’anno. Complice il fascino della
leggenda: una donna che in tempo di Quaresima
ha trangugiato un salsicciotto contravvenendo
così al digiuno quaresimale e che, scoperta,
è stata condannata ad essere segata viva.
La leggenda medievale negli anni si è sovrapposta
ai riti della celebrazione della fine
dell’inverno e del ritorno della primavera delle
società contadine: la vecchia segata genera
dal suo stesso seno nuovi frutti, anticipazione
e promessa di un buon raccolto futuro. Da qui
il rito augurale di mangiare, durante le celebrazioni,
la frutta secca, che i forlimpopolesi
chiamiamo sin da piccoli “segavecchia”. La festa
si svolge nei due fine settimana che comprendono
il "Giovedì di Mezzaquaresima", giorno
della Segavecchia. Un fantoccio della Vecchia
viene portato in giro per le vie della città,
accompagnato da carri allegorici, allestiti da
volontari che lavorano nelle notti d'inverno, e
gruppi mascherati a piedi. Cinque i carri in
concorso che si sfidano in una gara con una
giuria popolare. La seconda domenica, la Vecchia
viene segata con tanto di sentenza e di boia
che fingono di faticare con una sega da tagliaboschi
lunga quattro metri. La testa e il busto
ricadono così all'indietro, e dal ventre si rovescia
una cascata di regali che sono distribuiti
ai bambini presenti in tutta la piazza.
QUANDO Dall’11 al 18 marzo
INFORMAZIONI 0543.749250
www.segavecchia.it
www.turismo.fc.it
QUANDO Dall’11 al 18 marzo
INFORMAZIONI 0543.749250
www.segavecchia.it
www.turismo.fc.it