La capitale dei golosi
Fino al 7 aprile un itinerario a piedi per le vie del centro scoprendo e gustando le tante golosità offerte nei caffè storici e delle pasticcerie torinesi
Svizzero? No, il cioccolato è torinese. Per tutti i golosi Torino propone il sabato pomeriggio fino al 7 aprile il tour tematico “Torino golosa”, un itinerario a piedi per le vie del centro scoprendo e gustando le tante golosità offerte nei caffè storici e delle pasticcerie torinesi.
E’ qui, infatti, che già nel 1600 si producevano 350 chili al giorno di cioccolato da esportare in tutta Europa. Quella dei maestri cioccolatai torinesi è un’arte antichissima e una passione tramandata nei secoli da grandi realtà industriali (Ferrero, Caffarel, Streglio) e da tante aziende artigianali che hanno saputo rielaborarla secondo i nuovi gusti e tendenze.
Da questa arte sono nate specialità oggi note in tutto il mondo: i cioccolatini, in tutte le loro declinazioni (dai bombon alle praline, dai tartufi ai cremini), il gianduiotto – goloso simbolo della città - la crema di cacao e nocciola (divenuta celebre con la Nutella). A Torino è anche nato il gelato da pa…
E’ qui, infatti, che già nel 1600 si producevano 350 chili al giorno di cioccolato da esportare in tutta Europa. Quella dei maestri cioccolatai torinesi è un’arte antichissima e una passione tramandata nei secoli da grandi realtà industriali (Ferrero, Caffarel, Streglio) e da tante aziende artigianali che hanno saputo rielaborarla secondo i nuovi gusti e tendenze.
Da questa arte sono nate specialità oggi note in tutto il mondo: i cioccolatini, in tutte le loro declinazioni (dai bombon alle praline, dai tartufi ai cremini), il gianduiotto – goloso simbolo della città - la crema di cacao e nocciola (divenuta celebre con la Nutella). A Torino è anche nato il gelato da pa…
Svizzero? No, il cioccolato è torinese. Per tutti i golosi Torino propone il sabato pomeriggio fino al 7 aprile il tour tematico “Torino golosa”, un itinerario a piedi per le vie del centro scoprendo e gustando le tante golosità offerte nei caffè storici e delle pasticcerie torinesi.
E’ qui, infatti, che già nel 1600 si producevano 350 chili al giorno di cioccolato da esportare in tutta Europa. Quella dei maestri cioccolatai torinesi è un’arte antichissima e una passione tramandata nei secoli da grandi realtà industriali (Ferrero, Caffarel, Streglio) e da tante aziende artigianali che hanno saputo rielaborarla secondo i nuovi gusti e tendenze.
Da questa arte sono nate specialità oggi note in tutto il mondo: i cioccolatini, in tutte le loro declinazioni (dai bombon alle praline, dai tartufi ai cremini), il gianduiotto – goloso simbolo della città - la crema di cacao e nocciola (divenuta celebre con la Nutella). A Torino è anche nato il gelato da passeggio, inventato da Pepino nel 1935, che si può ancora gustare nell’omonimo caffè o in tanti bar e locali cittadini. Mentre quando fa più freddo non si può perdere una fumante tazza di cioccolata magari con panna o l’ancora più tipico Bicerin, la bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di panna, da gustare nell’omonimo locale storico. Anche Alessandro Dumas, nel suo soggiorno torinese a metà Ottocento, aveva annoverato il Bicerin tra “le belle e buone cose di Torino”.
E’ qui, infatti, che già nel 1600 si producevano 350 chili al giorno di cioccolato da esportare in tutta Europa. Quella dei maestri cioccolatai torinesi è un’arte antichissima e una passione tramandata nei secoli da grandi realtà industriali (Ferrero, Caffarel, Streglio) e da tante aziende artigianali che hanno saputo rielaborarla secondo i nuovi gusti e tendenze.
Da questa arte sono nate specialità oggi note in tutto il mondo: i cioccolatini, in tutte le loro declinazioni (dai bombon alle praline, dai tartufi ai cremini), il gianduiotto – goloso simbolo della città - la crema di cacao e nocciola (divenuta celebre con la Nutella). A Torino è anche nato il gelato da passeggio, inventato da Pepino nel 1935, che si può ancora gustare nell’omonimo caffè o in tanti bar e locali cittadini. Mentre quando fa più freddo non si può perdere una fumante tazza di cioccolata magari con panna o l’ancora più tipico Bicerin, la bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di panna, da gustare nell’omonimo locale storico. Anche Alessandro Dumas, nel suo soggiorno torinese a metà Ottocento, aveva annoverato il Bicerin tra “le belle e buone cose di Torino”.