✕

Discesa nel tunnel di lava

Itinerario nelle Azzorre, alla scoperta di nove bellissime isole, e poi giù nella galleria vulcanica più lunga della Terra: circa 5 km di piccole onde di roccia scura cristallizzata per uno spettacolo unico. I Viaggi
3 minuti di lettura
La discesa nel tunnel di lava del Cabeco Bravo (Gruta das Torres) non ha paragoni con analoghe esperienze ipogee in nessuna altra parte del mondo. Non solo perché si tratta del galleria lavica più lunga della Terra (circa 5.000 metri in continuità), ma soprattutto perché è talmente ben conservata che sembra la lava sia passata qua dentro non più di qualche ora prima. Nel qual caso nessuno sarebbe potuto entrare all'interno, visto che le temperature delle lave basaltiche delle Azzorre possono superare i 1.000 C. Ma il passaggio del fiume di lava è chiarissimo anche per chi non sia esperto di vulcani: il fondo del tunnel è increspato da piccole onde di roccia scura cristallizzata.

Sono le lave a corda, cosiddette perché simulano l'andamento di una gomena arrotolata e testimoniano la fase finale dell'eruzione, quando un velo di lava sottile scorreva fluidamente a qualche chilometro all'ora prima di lasciare incredibilmente in piedi l'involucro che ne aveva consentito il passaggio. Un…
La discesa nel tunnel di lava del Cabeco Bravo (Gruta das Torres) non ha paragoni con analoghe esperienze ipogee in nessuna altra parte del mondo. Non solo perché si tratta del galleria lavica più lunga della Terra (circa 5.000 metri in continuità), ma soprattutto perché è talmente ben conservata che sembra la lava sia passata qua dentro non più di qualche ora prima. Nel qual caso nessuno sarebbe potuto entrare all'interno, visto che le temperature delle lave basaltiche delle Azzorre possono superare i 1.000 C. Ma il passaggio del fiume di lava è chiarissimo anche per chi non sia esperto di vulcani: il fondo del tunnel è increspato da piccole onde di roccia scura cristallizzata.

Sono le lave a corda, cosiddette perché simulano l'andamento di una gomena arrotolata e testimoniano la fase finale dell'eruzione, quando un velo di lava sottile scorreva fluidamente a qualche chilometro all'ora prima di lasciare incredibilmente in piedi l'involucro che ne aveva consentito il passaggio. Un tunnel di lava è un tubo costituito da una crosta di basalto che - solidificando - ha consentito lo scorrere sotterraneo del fiume di lava per secoli, se non per millenni. Largo una decina di metri e alto fino a quindici, quello di Pico è il più bello del mondo e si visita con impressionante facilità.

Gocce di basalto fuso e poi raffreddato formano milioni di piccole stalattiti sopra le teste di chi si avventura in questo budello del pianeta: ci vuole poco per immaginare la vera e propria pioggia di fuoco che doveva grondare dal soffitto quando il tunnel si stava formando. Le lampade accese sul casco conferiscono riflessi metallici al nero della lava amplificando il senso di oscurità assoluta.

Le Azzorre sono il set che abbiamo scelto per ambientare alcune delle puntate della settima serie di Gaia, il pianeta che vive (in onda nella prima serata di sabato su Raitre dal 31 marzo). E non hanno tradito le aspettative: nove isole vulcaniche in cui la natura è ancora largamente padrona, lontane dai giri turistici invernali e abitate da uomini e donne che hanno compreso come portare rispetto nella convivenza con i fenomeni naturali. Gli abitanti di Pico chiamano da tempo immemore misterios le colate di lava, come a dire che non tutto può e deve essere svelato dei vulcani e che, in qualche modo, le eruzioni sono ancora manifestazioni del soprannaturale. E sono colate maestose di nera lava basaltica che arrivano fino a mare dove contrastano con il blu profondo dell'Atlantico.


A 1.500 km dalla terra madre le Azzorre non sembrano appartenere affatto al Portogallo, nazione scossa dal tremendo terremoto del 1755, ma priva di vulcani attivi. Il Pico è la montagna più alta di Lusitania e conserva ancora un cratere di 30 metri di diametro protetto - insieme con il suo paesaggio - dall'Unesco, ma tutti i 2355 kmq delle isole sono interamente di natura vulcanica. Qui sono a contatto tre delle più grandi placche geologiche della Terra, quella africana, quella nordamericana e quella europea in un magico incastro che i geologi chiamano giunzione tripla. Esiste addirittura una microplacca delle Azzorre, a testimoniare la particolarità di questi vulcani che spuntano dal mare come scaglie della cresta di un drago che si nasconde in profondità. Un drago che si agita fino dalla notte dei tempi, visto che la prima manifestazione vulcanica risale qui a 50 milioni di anni fa.

L'ultima eruzione è, invece, del 1957 (ha prodotto la caldera dell'isola di Faial, poco a ovest di Pico), ma già dal 1439 le Azzorre furono abitate stabilmente. La lava qui non ha mai ucciso nessuno e, anzi, è ragione stessa di vita e di ingegno per gli abitanti che con ostinazione millenaria hanno innalzato caratteristici muretti a secco per difendere ogni singolo traliccio di vite e consentire la produzione di un vino che ha per cinque secoli costituito la principale merce di commercio delle Azzorre. Il Verdelho (un vino bianco liquoroso che veniva esportato fino alla tavole degli zar russi) nasce grazie a piccoli loculi di pietra lavica che isolano - una a una - le singole piante di vite difendendole dalla salsedine, ma consentendo al sole di accumulare calore per permettere una maturazione prolungata. Come in altre regioni vulcaniche del mondo, anche alle Azzorre l'impronta delle lave sulla vita degli uomini è indelebile.

Informazioni per il viaggio
Il miglior periodo per visitare le Azzorre va da marzo a fine ottobre ma anche gli altri mesi sono gradevoli. Il miglior modo per visitare queste isole e vederne da 3 a 6, secondo il tempo a disposizione. Le Azzorre sono collegate via aerea all’Italia da comodi voli di linea via Lisbona. Se siete amanti del “fai da te” a tutti i costi le Azzorre non fanno proprio al caso vostro. Le strutture ricettive non sono moltissime, i servizi (trasporti, escursioni, noleggio auto, ecc) sono buoni ma sono pochi.

Se il vostro interesse è incentrato su uno sport richiedete e prenotate dall’Italia, con anticipo, tutto quello che riguarda lo sport in questione. La stessa cosa vale per le escursioni richiedetele insieme al resto del viaggio (ad esempio, ci sono dei divertentissimi safari in fuoristrada 4x4 che consentono di accedere anche a località isolate e difficilmente raggiungibili) e non dimenticate l’imperdibile escursionedi avvistamento balene. Il modo migliore e di gran lunga il più conveniente per visitare le Azzorre, è prenotare con anticipo.

*Mario Tozzi è primo ricercatore al C.N.R., conduce Gaia su Rai Tre