I GIORNI che separano il Carnevale dalla Pasqua sono carichi di significato e suggestione.
Da una parte un periodo di dura penitenza, dall’altra l’occasione per far rivivere, nei piccoli centri pugliesi, antichissime tradizioni come quello della “Quarantana”. Durante tutta la settimana santa a Martina Franca, come in quasi tutta la regione, il rito del fantoccio quaresimale è ormai una consuetudine che vede la partecipazione dell’intera cittadina.
La “Quarantana” è una bambola di pezza raffigurante una vecchia, che sospesa ad un filo tra due balconi, rappresenta i quaranta giorni di digiuno in preparazione alla Pasqua. La leggenda attribuisce al rito della “nonnina di stoffa” un duplice significato: pagano, che la vuole moglie di Carnevale defunto e perciò triste e vestita a lutto; cristiano, a rappresentare la preghiera e la meditazione al dolore di Gesù Cristo.
La resurrezione di Cristo segnava la fine delle privazioni, il ritorno alla gioia e la scomparsa della Quarantena (da cui deriva il rito propiziatorio). Alla vecchietta, sospesa nel vuoto, viene legata una busta di plastica con dentro un fiasco di vino, un’arancia e sei taralli che vengono tolti uno ad uno, ogni domenica, fino all'arrivo della domenica di resurrezione. Inoltre il sabato santo, il 7 aprile, in Piazza Magli, per porre fine al periodo di Quaresima, la vecchia viene “sparata” e poi bruciata. Un rito, giunto ormai alla sua XX edizione, che attira ogni anno sempre più persone incuriosite da quelle che continuano ad essere le credenze popolari, che forse oggi risultano spiritose, ma che in passato hanno determinato la vita di intere comunità. A tutti i partecipanti sarà offerta una succulenta spaghettata.
Appuntamento: Il rito della “Quarantana”
Quando: fino al 7 aprile
Informazioni: 080-4836111
La “Quarantana” è una bambola di pezza raffigurante una vecchia, che sospesa ad un filo tra due balconi, rappresenta i quaranta giorni di digiuno in preparazione alla Pasqua. La leggenda attribuisce al rito della “nonnina di stoffa” un duplice significato: pagano, che la vuole moglie di Carnevale defunto e perciò triste e vestita a lutto; cristiano, a rappresentare la preghiera e la meditazione al dolore di Gesù Cristo.
La resurrezione di Cristo segnava la fine delle privazioni, il ritorno alla gioia e la scomparsa della Quarantena (da cui deriva il rito propiziatorio). Alla vecchietta, sospesa nel vuoto, viene legata una busta di plastica con dentro un fiasco di vino, un’arancia e sei taralli che vengono tolti uno ad uno, ogni domenica, fino all'arrivo della domenica di resurrezione. Inoltre il sabato santo, il 7 aprile, in Piazza Magli, per porre fine al periodo di Quaresima, la vecchia viene “sparata” e poi bruciata. Un rito, giunto ormai alla sua XX edizione, che attira ogni anno sempre più persone incuriosite da quelle che continuano ad essere le credenze popolari, che forse oggi risultano spiritose, ma che in passato hanno determinato la vita di intere comunità. A tutti i partecipanti sarà offerta una succulenta spaghettata.
Appuntamento: Il rito della “Quarantana”
Quando: fino al 7 aprile
Informazioni: 080-4836111