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Per secoli stregati dalle stelle

Nel castello di Bard, in Val d'Aosta, l'interpretazione del cosmo dai megaliti alle suggestioni contemporanee. In una mostra l'uomo e le galassie in 5mila anni di storia
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Per guardare meglio le stelle hanno scelto un forte in cima a una montagna aspra, di quelle con gli spuntoni di roccia che incombono, e le gole, e gli strapiombi. Un vecchio forte militare dove Napoleone rischiò di bloccarsi, quassù in Valle d'Aosta, e dove hanno aperto un Museo delle Alpi che è storia e scienza insieme, suggestione del passato ed effetti speciali. Tra le mura dove antichi soldati infilavano il fucile nelle feritoie, nel cortile più alto che si chiama non a caso Piazza d'Armi, hanno montato un planetario. Invece nelle prigioni, sotto il forte, hanno sistemato opere d'arte contemporanea: Olafur Eliasson, Gianni Caravaggio, Simone Berti e poi la malinconia di Ann Lee, il personaggio manga di Douglas Gordon che cammina sulla luna con in sottofondo la voce di Neil Armstrong, il primo uomo sul pianeta bianco. Tutto con gli occhi lassù.

Nelle sale che si aprono attorno al cortile hanno inventato un percorso che racconta le stelle, la loro…
Per guardare meglio le stelle hanno scelto un forte in cima a una montagna aspra, di quelle con gli spuntoni di roccia che incombono, e le gole, e gli strapiombi. Un vecchio forte militare dove Napoleone rischiò di bloccarsi, quassù in Valle d'Aosta, e dove hanno aperto un Museo delle Alpi che è storia e scienza insieme, suggestione del passato ed effetti speciali. Tra le mura dove antichi soldati infilavano il fucile nelle feritoie, nel cortile più alto che si chiama non a caso Piazza d'Armi, hanno montato un planetario. Invece nelle prigioni, sotto il forte, hanno sistemato opere d'arte contemporanea: Olafur Eliasson, Gianni Caravaggio, Simone Berti e poi la malinconia di Ann Lee, il personaggio manga di Douglas Gordon che cammina sulla luna con in sottofondo la voce di Neil Armstrong, il primo uomo sul pianeta bianco. Tutto con gli occhi lassù.

Nelle sale che si aprono attorno al cortile hanno inventato un percorso che racconta le stelle, la loro suggestione poetica e i movimenti nell'universo, cominciando dagli uomini primitivi per finire ai buchi che Lucio Fontana scavò nelle sue tele cercando la terza dimensione nella pittura. Le galassie degli artisti e quelle degli astronomi. La mostra si chiama "In cima alle stelle", aprirà mercoledì 4 aprile e rimarrà a Bard fino al 2 settembre. Si raggiunge con ascensori di cristallo, ne servono quattro per arrivare in cima ed essere, davvero, un po' più vicini al firmamento. Addirittura vicinissimi quando si accosta il culto di cinquemila anni fa, le stele megalitiche scoperte nel sito archeologico di Saint-Matin-de-Corléans, Aosta, pietroni rettangolari che i nostri remotissimi antenati allinearono in modo da seguire il disegno del cielo, e così – in qualche loro modo misterioso – pregare e onorare i morti. Una specie di Stonehenge nostrana.

Il rapporto, anzi il dialogo continuo tra arte e pensiero scientifico è il linguaggio scelto dai curatori della mostra. Nelle sale dell'arte antica lo si nota chiaramente: all'inizio, l'uomo e la terra sono il soggetto principale di ogni opera, la terra immobile nel cuore del cosmo con il resto a ruotarle attorno, quasi a ubbidirle. Ecco una formella in marmo di Andrea Pisano, arrivata dal museo del Duomo di Firenze: raffigura Gionito, "il primo astronomo", che tiene in mano un quadrante e fissa il cielo. Una copia della Malinconia del Dürer ricorda come le stelle incidano anche sull'anima, non a caso si parla di temperamenti saturnini e lunatici. E poi Atlante, del Guercino, costretto a portare il cielo sulle spalle dopo avere offeso Zeus: poggia i piedi sulla roccia del monte, è ancora la terra l'elemento centrale dell'universo; ma il punto di vista si capovolge con il Tiepolo e la sua meravigliosa pala d'altare, in cui la Madonna è illuminata dal sole e la luce riflessa sulla tunica bianca diventa d'oro.

Tiepolo era contemporaneo di Newton, non ne ignorava la ricerca e le conclusioni, e infatti proprio accanto alla pala è stato messo l'Optices scritto dal grande scienziato inglese. Come del resto Caravaggio conobbe Galileo: artisti e scienziati, insieme e quasi per mano, hanno narrato la rivoluzione copernicana con strumenti diversi, però il punto di arrivo è lo stesso. Il concetto si chiarisce ancora meglio nelle sale dedicate all'arte moderna, dove tra Balla e Fontana c'è una teca con la prima edizione della Teoria delle relatività di Einstein, Lipsia 1916, editore Barth. Oggetti, dipinti e sculture ci aiutano a cercare nelle stelle il senso recondito e la spiegazione precisa, il fascino romantico e l'esattezza algebrica. Il telescopio e l'astrolabio, le sfere armillari ma anche una tela di Luca Giordano "letta" dagli infrarossi per scoprire che quell'autoritratto non era in forma di filosofo ma di astronomo: lo si è scoperto perché i raggi hanno evidenziato che sul libro aperto, in mano al soggetto, ci sono tre cerchi e che sullo sfondo è appoggiato un contenitore di cannocchiale.

"In cima alle stelle" è anche un gioco, e piaceranno molto ai ragazzini le tre sale allestite da Studio Azzurro, Milano. Il tema gigantesco è lo spazio-tempo, però mostrato con allestimenti dove il visitatore può "camminare" nel sole e far partire raggi e fiammate verso la terra, oppure attirare a sé le stelle formando una propria costellazione: si passeggia dentro l'opera, e un agglomerato di luci disegna qualcosa che prima non esisteva, attorno al corpo riflesso. Oppure, ancora, si possono "formare galassie", una per ogni visitatore che percorra il pavimento dell'ultima stanza: qui si capisce con un semplice colpo d'occhio che l'universo non ha un centro e che è l'uomo, ogni volta, a sentirsi un po' quel centro che non c'è.

Appuntamento: In cima alle stelle
Dove: Forte di Bard, Aosta
Quando: dal 4 aprile al 2 settembre
Info: 0125-833811
www.fortedibard.it