Viaggi

Greg&Lillo

Una settimana a Takos senza telefonino

Greg&Lillo per sette giorni su un deserto isolotto, tra natura, canne da pesca e noci di cocco. Il tutto senza cellulare, lasciato consapevolmente a casa. Il più grosso errore... I Viaggi

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SIAMO APPENA sbarcati a Takos, un isolotto deserto situato nell’arcipelago di Santa Rellyna. Fedro, la guida che ci ha accompagnato con un vecchio motoscafo, torna indietro e ci saluta pronunciando quello che sembra, nella sua lingua, un augurio di buona permanenza: “ghezwe andorj!!” (”Ma chi ve l’ha fatto fà!”). Abbiamo deciso di passare una settimana in questo luogo all’insegna della vita allo stato naturale. Vivremo di caccia e pesca, dormiremo all’aperto e abbiamo lasciato a casa il telefonino.

IL PRIMO GIORNO passa meravigliosamente. Mentre Greg, abile arrampicatore, procura degli ottimi cocchi per la cena io mi occupo di allestire il giaciglio per la notte sotto una grande palma. Mentre ceniamo attorno al fuoco sentiamo un trillo e Greg scatta come una molla: “il telefonino!!” mentre cerca trafelato nelle tasche e nello zaino si ricorda di non averlo portato. Il trillo era il verso di uno strano uccello tutto rosso appollaiato sopra il ramo di un albero ed era identico allo squillo impostato da Greg nel suo telefonino. Ridiamo un po’ di noi stessi e ci addormentiamo esausti.

LA MATTINA dopo andiamo a pescare. Non avendo intenzione di essere troppo estremi abbiamo portato con noi le canne e tutta l’attrezzatura da pesca. Dopo neanche dieci minuti d’attesa, un pescione gigantesco abbocca al mio amo. La prima cosa che penso di fare è di fotografarlo e spedire l’immagine tramite cellulare ad Ernesto, un amico appassionato di pesca, per farlo arrossire d’invidia. Ma anche stavolta mi rendo conto che non ho il telefonino e un velo di tristezza si poggia sul mio volto. Dopo aver pranzato ci dedichiamo un po’ all’escursione dell’Isola. Molto bella, ma in meno di due ore l’abbiamo vista tutta ed il resto del tempo lo passiamo a poltrire in spiaggia. Greg mi propone di giocare a “Tris” e disegna lo schema con un ramoscello passato sulla sabbia. Giochiamo una ventina di minuti ma ci rendiamo conto che è un po’ una palla. Propongo di giocare a “campana” ma non ricordiamo le regole….quanto ci mancano I giochini del cellulare.

LA NOTTE GREG si sveglia di soprassalto urlando “non mi ama nessuno!!!”. È tutto sudato, cerco di consolarlo mentre piange ripetendo sempre la stessa frase: “Non mi ama nessuno, non mi ama nessuno”. Capisco di che si tratta perchè anche io ho la stessa sensazione: astinenza da messaggini.Prendo Greg sottobraccio e lo porto sulla spiaggia.

PRENDO UN ramoscello e scrivo sulla sabbia: “Ciao Gregghino, come va?” lui sorride, poi si inginocchia e con il dito scrive “Quando il sole va a nanna la luna comincia a lavorare e le stelle che cadono ci fanno sognare”. Chiedo se è una frase di sua invenzione ma mi risponde che è un messaggio predefinito del servizio “frasotte dolciotte” di Tim. Nei giorni a venire le crisi di astinenza si fanno più frequenti per tutti e due. Io parlo sempre più spesso dentro una conchiglia convinto che mi risponda e Greg ha catturato l’uccello rosso e lo tiene imprigionato in una rudimentale gabbia per farlo cantare.

QUANDO LA GUIDA guida torna a prenderci ci trova in condizioni pietose. Perchè questo stupido gesto di non portare il telefonino, cosa volevamo dimostrare? Bastava tenerlo spento. Anche poterlo solamente toccare, sapere comunque che c’era ci avrebbe fatto stare molto meglio.