Chi ha visto due film inglesi degli anni '60 come Sapore di miele e Billy il bugiardo non può dimenticarne gli sfondi grigi e tristi, i quartieri operai di casette a schiera, dietro alle quali svettavano le ultime ciminiere della rivoluzione industriale, ormai reperti d'archeologia moderna. Chi arriva oggi a Manchester stenta a ritrovare quei fotogrammi carichi di desolazione, povertà e rabbia. Come le altre città post-industriali della Gran Bretagna - Liverpool, Bristol o Newcastle - anche Manchester ha combattuto la decadenza con la riconversione urbanistica, la new economy, la cultura.
Anzi, è la città del Nord-ovest inglese che più ha saputo superare il declino nello sviluppo urbano e stemperare le tensioni sociali in una vita notturna vivacissima e in una gay scene che non ha uguali in Europa. Locali, ritrovi di tendenza e club musicali in fabbriche diroccate e magazzini in disuso, hanno trasformato l'aspetto di Manchester più di quanto non abbia fatto la bomba che l'Ira fece esplodere nel 1996 e che sconvolse l'assetto urbano dell'Arndale, il centro vittoriano.
Uno degli edifici più danneggiati fu quello della vecchia Borsa del Cotone, già dal 1976 trasformato in teatro. Grazie ai 32 milioni di sterline che il governo ha stornato dai ricavi della Lotteria nazionale, il Royal Exchange Theatre è tornato ad essere uno degli edifici simbolo della rinascita di Manchester. Da città-polo dell'egemonia commerciale, Manchester si è oggi trasformata in un enorme laboratorio di tendenze giovanili.
È una città dalla doppia faccia: di giorno vi si respirano gli ultimi scampoli di gloria vittoriana nei palazzi che una volta ospitavano Società d'assicurazione, Borse commerciali di tessuti e Compagnie ferroviarie e che oggi sono stati quasi tutti riconvertiti in alberghi a 5 stelle. Di notte, la movida cittadina rimbalza tra i pub, caffè e disco bar di Canal Street, di Castlefield e della zona dei Quays, il gomitolo di canali e banchine che costituivano la principale rete di trasporto commerciale britannica. In queste antiche zone di produzione e di scambio mercantile e industriale si concentrano ora i progetti più ambiziosi, simboleggiati dal Lowry, complesso d'acciaio e vetro disteso nelle sue forme geometriche sul profilo del Trinity Bridge (il ponte sull'Yrwell progettato dallo spagnolo Santiago Calatrava) e sull'area dei vecchi docks. All'interno, teatri, gallerie d'arte, caffè e ristoranti.
Sul lato opposto del Salford Quay, l'Imperial War Museum è uno dei nuovi spazi espositivi della città che racconta, attraverso una raccolta di oggetti, filmati e apparati mutimediali, la storia dei conflitti del XX secolo. La febbre museale che ha contagiato Manchester negli ultimi anni è all'origine del più recente Museo cittadino: l'Urbis, torre di vetro piantata in pieno centro a sfidare la neogotica Town Hall. Pensata come celebrazione delle tendenze dell'urbanizzazione nelle metropoli del mondo, è diventata un'attrazione grazie alla funicolare interna che fa ammirare ai visitatori il panorama cittadino. Emozioni diverse offre il Manchester Museum di Oxford Road e la Manchester Art Gallery, con la sua raccolta di tele dei Preraffaelliti dell'800.
Se di giorno le attrazioni più popolari rimangono i tour agli studi televisivi Granada, dove si producono le fiction più seguite in Gran Bretagna, o la visita dell'Old Trafford, lo stadio del Manchester United, la sera la vita sotterranea di Manchester si accende tra il quartiere di Castlefield e il village di Canal Street, la capitale gay d'Europa. Collegata al centro da un battello o dalla metropolitana leggera della Metrolink, Castlefield ha visto le case abbandonate diventare loft di lusso, i magazzini fatiscenti tramutarsi in negozi di tendenza, gallerie d'arte e spazi di design, gli antichi depositi riadattarsi in ristoranti e wine-bar, i capannoni in spazi multimediali, le stazioni in musei, le fabbriche in discoteche o in studi di registrazione dei nuovi talenti della Madchester, la Manchester rock che ha tenuto a battesimo Smiths e Stone Roses, Oasis e Verve, e persino i famigerati Take That.
Qui la twenty-four hour city, la città che non dorme mai, alimentata da un'Università che conta una delle più vaste popolazioni studentesche del Regno Unito, celebra i suoi riti in ritrovi come il Boardwalk, il Paradise Factory, il Sankeys Soap, il Cord, il Tribeca, il Prague 5, l'Ascension. Manchester è davvero una città in perenne trasformazione e cambiamento. Sperando solo che non cambi faccia ancora una volta per diventare lo spazio urbano di ombre, cani e tassisti col cervello tatuato, raccontato in Polline, il cupo e folle romanzo che lo scrittore Jeff Noon ha dedicato alla città.
Anzi, è la città del Nord-ovest inglese che più ha saputo superare il declino nello sviluppo urbano e stemperare le tensioni sociali in una vita notturna vivacissima e in una gay scene che non ha uguali in Europa. Locali, ritrovi di tendenza e club musicali in fabbriche diroccate e magazzini in disuso, hanno trasformato l'aspetto di Manchester più di quanto non abbia fatto la bomba che l'Ira fece esplodere nel 1996 e che sconvolse l'assetto urbano dell'Arndale, il centro vittoriano.
Uno degli edifici più danneggiati fu quello della vecchia Borsa del Cotone, già dal 1976 trasformato in teatro. Grazie ai 32 milioni di sterline che il governo ha stornato dai ricavi della Lotteria nazionale, il Royal Exchange Theatre è tornato ad essere uno degli edifici simbolo della rinascita di Manchester. Da città-polo dell'egemonia commerciale, Manchester si è oggi trasformata in un enorme laboratorio di tendenze giovanili.
È una città dalla doppia faccia: di giorno vi si respirano gli ultimi scampoli di gloria vittoriana nei palazzi che una volta ospitavano Società d'assicurazione, Borse commerciali di tessuti e Compagnie ferroviarie e che oggi sono stati quasi tutti riconvertiti in alberghi a 5 stelle. Di notte, la movida cittadina rimbalza tra i pub, caffè e disco bar di Canal Street, di Castlefield e della zona dei Quays, il gomitolo di canali e banchine che costituivano la principale rete di trasporto commerciale britannica. In queste antiche zone di produzione e di scambio mercantile e industriale si concentrano ora i progetti più ambiziosi, simboleggiati dal Lowry, complesso d'acciaio e vetro disteso nelle sue forme geometriche sul profilo del Trinity Bridge (il ponte sull'Yrwell progettato dallo spagnolo Santiago Calatrava) e sull'area dei vecchi docks. All'interno, teatri, gallerie d'arte, caffè e ristoranti.
Sul lato opposto del Salford Quay, l'Imperial War Museum è uno dei nuovi spazi espositivi della città che racconta, attraverso una raccolta di oggetti, filmati e apparati mutimediali, la storia dei conflitti del XX secolo. La febbre museale che ha contagiato Manchester negli ultimi anni è all'origine del più recente Museo cittadino: l'Urbis, torre di vetro piantata in pieno centro a sfidare la neogotica Town Hall. Pensata come celebrazione delle tendenze dell'urbanizzazione nelle metropoli del mondo, è diventata un'attrazione grazie alla funicolare interna che fa ammirare ai visitatori il panorama cittadino. Emozioni diverse offre il Manchester Museum di Oxford Road e la Manchester Art Gallery, con la sua raccolta di tele dei Preraffaelliti dell'800.
Se di giorno le attrazioni più popolari rimangono i tour agli studi televisivi Granada, dove si producono le fiction più seguite in Gran Bretagna, o la visita dell'Old Trafford, lo stadio del Manchester United, la sera la vita sotterranea di Manchester si accende tra il quartiere di Castlefield e il village di Canal Street, la capitale gay d'Europa. Collegata al centro da un battello o dalla metropolitana leggera della Metrolink, Castlefield ha visto le case abbandonate diventare loft di lusso, i magazzini fatiscenti tramutarsi in negozi di tendenza, gallerie d'arte e spazi di design, gli antichi depositi riadattarsi in ristoranti e wine-bar, i capannoni in spazi multimediali, le stazioni in musei, le fabbriche in discoteche o in studi di registrazione dei nuovi talenti della Madchester, la Manchester rock che ha tenuto a battesimo Smiths e Stone Roses, Oasis e Verve, e persino i famigerati Take That.
Qui la twenty-four hour city, la città che non dorme mai, alimentata da un'Università che conta una delle più vaste popolazioni studentesche del Regno Unito, celebra i suoi riti in ritrovi come il Boardwalk, il Paradise Factory, il Sankeys Soap, il Cord, il Tribeca, il Prague 5, l'Ascension. Manchester è davvero una città in perenne trasformazione e cambiamento. Sperando solo che non cambi faccia ancora una volta per diventare lo spazio urbano di ombre, cani e tassisti col cervello tatuato, raccontato in Polline, il cupo e folle romanzo che lo scrittore Jeff Noon ha dedicato alla città.