L’ENOTECA appena inaugurata, un’oasi in quel di Bolgheri, terra che, pur avendo portato l’Italia nell’olimpo mondiale dell’enologia, resta incontaminata, selvaggia, ombrosa. Terra di cacciatori. E’ nell’antico casale, porta d’accesso a un tenuta ritenuta tra le più belle della zona, a due soli chilometri dal mare: si sale con la jeep, lungo la sterrata, un viale di pini marittimi conduce tra boschi, ulivi, macchia mediterranea, su fino a 200 metri di altitudine.
Circondati da vigneti, e di fronte San Vincenzo, l’isola d’Elba, Capraia e sullo sfondo la Corsica. Settanta ettari vitati a Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Syrah, su un terreno una volta adibito a pascolo, prateria per cinghiali, oggi fiore all’occhiello di un complesso di 1200 ettari cui fa capo una tenuta agricola; un wine resort pronto nel 2008, dove c’era il Club Mediterrané; Villa Donoratico sarà trasformata in albergo.
Un polo del lusso, nel cuore della Maremma, eletta da Wine Spectator la nuova meta glamour. I fratelli Marcello e Corrado Fratini, imprenditori fiorentini della moda, poi passati anche al settore immobiliare (un esempio, gli Outlet di Serravalle, Castel Romano e Barberino del Mugello) con Piero Antinori, socio al 50% di Tenuta Argentiera; l’amministratore delegato, ideatore del progetto, è Jacopo Mazzei, altro storico produttore di vino, affiancato da Renzo Cotarella, tra i più grandi enologi italiani; il direttore nonché agronomo è Federico Zileri, altra dinastia di vignaioli: dietro il progetto c’è il Gotha della viticoltura di Bolgheri. Ora si è aggiunto il francese Stéphane Derenconcourt, uno dei più brillanti enologi della nuova generazione. Poggio ai Ginepri 2004 e Villa Donoratico 2003 sono usciti lo scorso anno, classificati 2° e 3° al Grand Jury Européen della Doc Bolgheri. Quinto ”Argentiera” 2003, il top dell’azienda. E’ ancora ai primi passi. Ma punta a fare la concorrenza al Sassicaia.
Circondati da vigneti, e di fronte San Vincenzo, l’isola d’Elba, Capraia e sullo sfondo la Corsica. Settanta ettari vitati a Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Syrah, su un terreno una volta adibito a pascolo, prateria per cinghiali, oggi fiore all’occhiello di un complesso di 1200 ettari cui fa capo una tenuta agricola; un wine resort pronto nel 2008, dove c’era il Club Mediterrané; Villa Donoratico sarà trasformata in albergo.
Un polo del lusso, nel cuore della Maremma, eletta da Wine Spectator la nuova meta glamour. I fratelli Marcello e Corrado Fratini, imprenditori fiorentini della moda, poi passati anche al settore immobiliare (un esempio, gli Outlet di Serravalle, Castel Romano e Barberino del Mugello) con Piero Antinori, socio al 50% di Tenuta Argentiera; l’amministratore delegato, ideatore del progetto, è Jacopo Mazzei, altro storico produttore di vino, affiancato da Renzo Cotarella, tra i più grandi enologi italiani; il direttore nonché agronomo è Federico Zileri, altra dinastia di vignaioli: dietro il progetto c’è il Gotha della viticoltura di Bolgheri. Ora si è aggiunto il francese Stéphane Derenconcourt, uno dei più brillanti enologi della nuova generazione. Poggio ai Ginepri 2004 e Villa Donoratico 2003 sono usciti lo scorso anno, classificati 2° e 3° al Grand Jury Européen della Doc Bolgheri. Quinto ”Argentiera” 2003, il top dell’azienda. E’ ancora ai primi passi. Ma punta a fare la concorrenza al Sassicaia.