Viaggi

Africa

C'era una volta l'Africa

Turismo etnico nella parte occidentale del continente: in tre regioni per conoscere i popoli Dogon, Ashanti e Bedick. I Viaggi

1 minuti di lettura
Sembra quasi impossibile, a noi occidentali, che nel mondo globalizzato, in cui le stesse mode e usanze si vanno diffondendo in ogni angolo del pianeta, ci siano ancora villaggi sospesi nel tempo, dove le etnie mantengono da secoli le loro antiche tradizioni. Dove la vita, fondata principalmente sulle esigenze primarie, scorre ogni giorno sempre uguale.

Nell'Africa occidentale di luoghi così ne esistono ancora molti. Chissà per quanto. In genere le etnie più "genuine" vivono in villaggi isolati, spesso privi di elettricità e talvolta anche di acqua, raggiungibili con viaggi abbastanza lunghi e faticosi in fuoristrada. Oppure solo con il trekking.

Il turismo etnico è in rapido sviluppo. Perché affascina, sorprende. Sicuramente è un'esperienza emotivamente forte. Che rischia però di rompere un precario equilibrio, di contaminare società che hanno conservato tradizioni secolari proprio grazie agli scarsi contatti con il mondo esterno. Forse non è sempre possibile riuscire a rispettare le popolazioni assecondando il nostro desiderio di conoscenza. Ma è comunque necessario un approccio quanto mai discreto con culture così diverse. Per visitare i villaggi è quindi consigliabile affidarsi alle guide locali. In alcuni casi è ormai obbligatorio.

Fra i turisti e le etnie si crea spesso un dinamico gioco di specchi. Gli stranieri vanno alla ricerca delle espressioni più autentiche, che nell'immaginario occidentale coincidono con un modo di vita immutabile nei secoli. Sicuramente in buona parte è così, ma questa visione è anche una proiezione onirica che non corrisponde totalmente alla realtà. Le etnie lo sanno, e fanno di tutto per evidenziare ciò che il visitatore si aspetta, perché il turismo è diventato un'importante fonte di sussistenza.

Non tutte le etnie dell'Africa occidentale hanno però mantenuto questo stile di vita. Ci sono ad esempio gli Ashanti, in Ghana, che custodiscono con orgoglio le proprie tradizioni senza per questo sottrarsi alla modernità. Le loro feste e cerimonie in particolare l'Akwasidae e i funerali, sono una delle attrazioni principali di un viaggio in Africa occidentale.