La grande mole di tufo di Castel Sant'Elmo, che dalla collina del Vomero domina dall'alto il golfo di Napoli. La possente struttura del Maschio Angioino un po' fortezza un po' residenza reale, oggi sede del Museo Civico. Ma c'è anche quel grande museo all'aperto che sono le vie del centro antico, quello che corrisponde al primo insediamento di Neapolis, la città nuova, così chiamata per differenziarla da Partenope, la città vecchia. Quelle tre grandi strade dette decumani, e poi i suggestivi cunicoli del sottosuolo che costituiscono la Napoli sotterranea.
Come un percorso che si snoda per tutta la città, Napoli ospita Il Maggio dei monumenti, un mese intero di eventi tra spettacoli di musica, danza, teatro, arti figurative, circensi, e poi ancora poesia, cabaret, senza contare le oltre 150 visite guidate ai tesori della città, che per l'occasione si mettono in mostra con aperture straordinarie al pubblico. Il tema intorno a cui ruotano gli eventi è legato ai misteri, ai riti scaramantici, alla jella insomma, che con sottile ironia sottolinea la natura superstiziosa e fatalista che non ha mai abbandonato questa città.
Si comincia allora l'11 e 12 maggio a Castel Nuovo, meglio conosciuto come il Maschio Angioino, perché costruito nel 1279 sotto Carlo I d'Angiò e chiamato sin dall'inizio Castrum Novum per distinguerlo dal più antico Castel dell'Ovo. Qui soggiornarono artisti, medici e letterati, tra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio e ancora oggi il castello ospita mostre e iniziative culturali. E' il caso di Maschere, Misteri e Musica, due giorni che attraversano quattro secoli di vita napoletana, dal '600 al duemila: dalla morte dell'eroe Masaniello e le ceneri della famosa peste del 1656 alla rivoluzione del 1799 e l'ultima battaglia per l'unità d'Italia del 1860, toccando riti, maschere (a partire da Pulcinella), personaggi (come Re Ferdinando) e santi della nostra tradizione.
Il weekend successivo (19 e 20 maggio) la magia e i colori del teatro di strada, le acrobazie di attori spericolati, ma anche poesie e musiche di ogni parte del mondo invadono il cuore della città, le piazze e i vicoli dei decumani, per arrivare poi sino ai parchi di periferia. Tra le iniziative in programma c'è anche la caccia ai misteri di Napoli: una sorta di caccia ai tesori sommersi e misteriosi della città, attraverso la soluzione di rebus e indovinelli che hanno per oggetto le leggende e le tradizioni della napoletanità. E per tutto il fine settimana le piazze e le vie del centro antico cambiano nome per assumere quello che più si avvicina all'evento di cui saranno protagoniste: così ad esempio piazzetta Nilo diventa piazza dei Saltimbanchi, largo Giovanni Maggiore si trasforma in largo della Danza, e poi ancora la vivace piazza Bellini animata già normalmente da caffè letterari diviene piazza delle Bande, piazza del Gesù - così chiamata dalla vicina chiesa barocca dei gesuiti - è piazza della Musica. Oppure via Benedetto Croce, che deve il nome al palazzo in cui visse e morì il famoso filosofo, lo cambia in via dei Giocolieri e la Cappella Sansevero - che conserva il Cristo Velato, capolavoro dello scultore napoletano Giuseppe Sanmartino - in linea con il tema del festival è la Cappella dei Misteri.
Tra l'altro, è tutta la zona che si estende dalla Cappella di Sansevero, costeggiando piazza San Domenico, dominata dall'abside dell'omonima chiesa, per poi inoltrarsi in piazzetta Nilo - dove non a caso troneggia la figura del Dio Nilo - a coincidere, secondo la tradizione, con i luoghi dove sorgeva il tempio di Iside e venivano praticati i misteri isiaci, ai quali si fa risalire l'origine dell'esoterismo napoletano. Ma non finisce qui. Perché tra gli eventi che la città offre durante tutto il mese c'è anche una lezione-spettacolo di Alessandro Baricco sulla relazione tra narrazione e musica, in programma il 16 maggio al Teatro San Carlo dal titolo appunto Il racconto in musica. Mentre protagonista dell'ultimo weekend (quello del 26 e 27) è l'installazione 77 milioni di dipinti per Napoli di Brian Eno.
Come un percorso che si snoda per tutta la città, Napoli ospita Il Maggio dei monumenti, un mese intero di eventi tra spettacoli di musica, danza, teatro, arti figurative, circensi, e poi ancora poesia, cabaret, senza contare le oltre 150 visite guidate ai tesori della città, che per l'occasione si mettono in mostra con aperture straordinarie al pubblico. Il tema intorno a cui ruotano gli eventi è legato ai misteri, ai riti scaramantici, alla jella insomma, che con sottile ironia sottolinea la natura superstiziosa e fatalista che non ha mai abbandonato questa città.
Si comincia allora l'11 e 12 maggio a Castel Nuovo, meglio conosciuto come il Maschio Angioino, perché costruito nel 1279 sotto Carlo I d'Angiò e chiamato sin dall'inizio Castrum Novum per distinguerlo dal più antico Castel dell'Ovo. Qui soggiornarono artisti, medici e letterati, tra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio e ancora oggi il castello ospita mostre e iniziative culturali. E' il caso di Maschere, Misteri e Musica, due giorni che attraversano quattro secoli di vita napoletana, dal '600 al duemila: dalla morte dell'eroe Masaniello e le ceneri della famosa peste del 1656 alla rivoluzione del 1799 e l'ultima battaglia per l'unità d'Italia del 1860, toccando riti, maschere (a partire da Pulcinella), personaggi (come Re Ferdinando) e santi della nostra tradizione.
Il weekend successivo (19 e 20 maggio) la magia e i colori del teatro di strada, le acrobazie di attori spericolati, ma anche poesie e musiche di ogni parte del mondo invadono il cuore della città, le piazze e i vicoli dei decumani, per arrivare poi sino ai parchi di periferia. Tra le iniziative in programma c'è anche la caccia ai misteri di Napoli: una sorta di caccia ai tesori sommersi e misteriosi della città, attraverso la soluzione di rebus e indovinelli che hanno per oggetto le leggende e le tradizioni della napoletanità. E per tutto il fine settimana le piazze e le vie del centro antico cambiano nome per assumere quello che più si avvicina all'evento di cui saranno protagoniste: così ad esempio piazzetta Nilo diventa piazza dei Saltimbanchi, largo Giovanni Maggiore si trasforma in largo della Danza, e poi ancora la vivace piazza Bellini animata già normalmente da caffè letterari diviene piazza delle Bande, piazza del Gesù - così chiamata dalla vicina chiesa barocca dei gesuiti - è piazza della Musica. Oppure via Benedetto Croce, che deve il nome al palazzo in cui visse e morì il famoso filosofo, lo cambia in via dei Giocolieri e la Cappella Sansevero - che conserva il Cristo Velato, capolavoro dello scultore napoletano Giuseppe Sanmartino - in linea con il tema del festival è la Cappella dei Misteri.
Tra l'altro, è tutta la zona che si estende dalla Cappella di Sansevero, costeggiando piazza San Domenico, dominata dall'abside dell'omonima chiesa, per poi inoltrarsi in piazzetta Nilo - dove non a caso troneggia la figura del Dio Nilo - a coincidere, secondo la tradizione, con i luoghi dove sorgeva il tempio di Iside e venivano praticati i misteri isiaci, ai quali si fa risalire l'origine dell'esoterismo napoletano. Ma non finisce qui. Perché tra gli eventi che la città offre durante tutto il mese c'è anche una lezione-spettacolo di Alessandro Baricco sulla relazione tra narrazione e musica, in programma il 16 maggio al Teatro San Carlo dal titolo appunto Il racconto in musica. Mentre protagonista dell'ultimo weekend (quello del 26 e 27) è l'installazione 77 milioni di dipinti per Napoli di Brian Eno.