Chi nel 1993 ha avuto la fortuna di vedere al Festival di Berlino il film che allora, per l'Italia, si doveva chiamare La ballata del pesce freccia - e che vinse l'Orso d'argento - si deve essere reso conto che Emir Kusturica è matto: nel senso buono in cui sono matti i poeti. Lo aveva dimostrato in tutta la sua storia precedente, che allineava un buon numero di successi, dalla freschezza di Ti ricordi di Dolly Bell? alla critica politica travestita da commedia di Papà è in viaggio d'affari, dal terribile e visionario Underground a Il tempo dei gitani.
Ora era approdato, per colpa e merito delle solite sirene hollywoodiane, in America, anzi, in quel concentrato di America profonda che è l'Arizona, con una storia incantevole e improbabile che solo Emir Kusturica poteva immaginare e restituire con la credibilità assurda che, appunto, ha la poesia.
C'è lo zio Leo (Jerry Lewis), che sogna di volare sulla Luna con una flottiglia di Cadillac (a cui, da venditore, deve la sua ricchezza). Ci sono la bella vedova uxoricida Faye Dunaway e la sua figliastra infelice Lili Taylor. C'è il ragazzaccio (Vincent Gallo), che reinterpreta a memoria Il padrino, Toro scatenato e Intrigo internazionale. E soprattutto c'è Johnny Depp, ingenuo testimone della bizzarria del mondo nuovo, che lo guarda con stupore e incanto.
Il miracolo di Kusturica è di riuscire a fare, nella profonda America, e in collaborazione di scrittura con David Atkins, un film profondamente suo, in cui non rinuncia, anzi dà vigore, alla sua poesia, al suo gusto per l'assurdo, alla commedia intrisa di tenerezza, come dimostra anche la meravigliosa "surrealtà" della cornice tra gli eschimesi. Per una di quelle complicate storie di cui nessuno sa veramente il capo e la coda, il film, per l'Italia, si è perso nei meandri dei diritti e delle distribuzioni, riemergendo con il suo titolo internazionale di Arizona Dream. Bentornato, dunque, al pesce freccia e ai suoi amici: questo è cinema, signori.
Arizona Dream
di Emir Kusturica
01 Distribution
euro 17,99
Ora era approdato, per colpa e merito delle solite sirene hollywoodiane, in America, anzi, in quel concentrato di America profonda che è l'Arizona, con una storia incantevole e improbabile che solo Emir Kusturica poteva immaginare e restituire con la credibilità assurda che, appunto, ha la poesia.
C'è lo zio Leo (Jerry Lewis), che sogna di volare sulla Luna con una flottiglia di Cadillac (a cui, da venditore, deve la sua ricchezza). Ci sono la bella vedova uxoricida Faye Dunaway e la sua figliastra infelice Lili Taylor. C'è il ragazzaccio (Vincent Gallo), che reinterpreta a memoria Il padrino, Toro scatenato e Intrigo internazionale. E soprattutto c'è Johnny Depp, ingenuo testimone della bizzarria del mondo nuovo, che lo guarda con stupore e incanto.
Il miracolo di Kusturica è di riuscire a fare, nella profonda America, e in collaborazione di scrittura con David Atkins, un film profondamente suo, in cui non rinuncia, anzi dà vigore, alla sua poesia, al suo gusto per l'assurdo, alla commedia intrisa di tenerezza, come dimostra anche la meravigliosa "surrealtà" della cornice tra gli eschimesi. Per una di quelle complicate storie di cui nessuno sa veramente il capo e la coda, il film, per l'Italia, si è perso nei meandri dei diritti e delle distribuzioni, riemergendo con il suo titolo internazionale di Arizona Dream. Bentornato, dunque, al pesce freccia e ai suoi amici: questo è cinema, signori.
Arizona Dream
di Emir Kusturica
01 Distribution
euro 17,99